America on the road – Florida, la costa ovest del Golfo del Messico

Il nostro giro in America in camper continua con la risalita dalla Florida lungo la costa Ovest. Dalle Everglades abbiamo ripreso la 41 per Naples, abbiamo guidato in mezzo agli alligatori, abbiamo fatto il bagno a St. Pete, dormito nell’Ocala National Forest bagnandoci in acqua minerale per poi fare una scorpacciata di vongole enormi a Cedar Key e proseguire nel Panhandle, ossia la costa nord della Florida. Abbiamo provato l’ospitalità del sud a Panama Beach e le acque turchesi a Mexico Beach per poi salutare questo stato ed entrare in Alabama. Saltate su, venite a farvi un giro.

Florida del sud, la loop road

Nel parcheggio dei Micosukee abbiamo conosciuto John, un simpatico signore che con la moglie spedirà il suo camper piccolo in Europa per girare un anno. Parlando per lo più di spedizioni, uso di mezzi in mercati differenti e problematiche generali in viaggi di questo tipo, abbiamo infilato una divagazione interessante che ci ha portato a scoprire una strada molto particolare: la loop road. Siamo perfettamente d’accordo con lui nell’affermare che la loop road sia una delle migliori strade da percorrere in Florida ed ora vi spieghiamo perché.

loop road florida

Se partite dalle Everglades, nel profondo sud dello stato del sole e delle arance, dovrete perdere la 41 ed all’altezza del Micosukee Headquarter prendere la deviazione sulla sinistra indicata con un cartello che riporta appunto “loop road”. Seguite questa strada asfaltata con case sulla sinistra e la palude sulla destra. Dopo mezzo miglio circa l’asfalto scompare e diventa uno sterrato molto compatto e duro che si percorre tranquillamente con un mezzo normale e delicato come un camper. Ad un certo punto sulla sinistra scompariranno le case e, se ancora non ne avete visti, inizierete a vedere una certa quantità di alligatori a bordo strada. Se siete sfortunati dovrete fermarvi per farli attraversare con la loro lenta cadenza e quello strano suono che produce la loro pelle strusciando superfici ruvide.

Loop road

Io sono costantemente affascinato dalla potenza con cui si manifesta la natura da queste parti. Pochi giorni fa guidavamo su un ponte sul mare con i pellicani che pescavano a pochi metri da noi ed un delfino che faceva le sue evoluzioni indifferente al traffico della highway, ora siamo qui su una strada secondaria a fare lo slalom tra alligatori, aironi blu, tartarughe, pesci di canale, strani uccelli e pantere della Florida! Eh si, in questo stato ci sono le pantere in cattività. Ed io che pensavo ci fossero solo “harleysti” e calciatori sulle spiagge.

St. Pete

Cambiando discorso un attimo, stiamo guidando in Florida da ormai due settimane (link alla costa est), tutto questo mare e neanche un bagno non fanno rima quindi abbiamo deciso di cercare una spiaggia e rilassarci per un giorno. Quando si tratta di cercare posti commerciali o altamente turistici c’è una guida che le batte tutte: la Lonely Planet. Nemmeno quattro pagine dopo avevamo trovato la spiaggia che cercavamo: St. Pete Beach.

Impostiamo il navigatore e ci lasciamo guidare godendoci i paesaggi che corrono di fronte ai finestrini stando attenti ad evitare la veloce e monotona Interstate. Continuiamo sulla 41 che arrivata a Naples sale lungo tutta la costa fino a Tampa. Passiamo Naples (ricca città dei VIP) e poi passiamo Cape Coral, e senza perdere il nostro viaggiare low speed scegliamo di fermarci a dormire una notte a Punta Gorda per soli 5 dollari. Trovate anche questa sosta sulla nostra mappa

La mattina siamo arrivati a St. Pete, abbiamo parcheggiato nel parcheggio della spiaggia a 2$ l’ora e ci siamo goduti la giornata di sole, mare e sabbia bianca.

Questa spiaggia è veramente bella, non siamo venuti in America in camper per fare vita di mare ma dal momento che stiamo aspettando che le temperature negli stati del Nord migliorino abbiamo deciso di perderci su qualche giornata (ancora non sapevamo che saremmo arrivati fino al Texas!). Per dormire siamo andati leggermente a Nord come suggerito dall’applicazione per cellulari iOverlander in un parcheggio che costava 2$ per 24 ore!

Questo parcheggio con bagni e carico di acqua era anche di fronte ad una spiaggia quindi il giorno successivo lo abbiamo dedicato ancora al mare dato che avevamo ormai pagato il parcheggio. Questa seconda spiaggia è uguale a St. Pete e frequentata dai locali per cui decisamente più tranquilla. Anche qui la natura ci stupisce ancora una volta facendoci trovare, ahimè, un cucciolo femmina di pesce martello spiaggiato. Proprio la settimana precedente oltre 70 delfini si erano spiaggiati nelle Everglades ed i Ranger erano riusciti a salvarne una trentina mentre stavano ancora tentando di salvare gli altri.

pesce martello Granada Beach

Ocala National forest

Fatti i bagnati come da buona regola abbiamo continuato la nostra risalita. La fase due del nostro viaggio era raggiungere New Orleans per iniziare la Route 5 (dalla guida “Usa on the road” della Lonely Planet) lungo il Mississipi direzione Nord fino a Chicago per poter iniziare la Route 66 direzione sud fino a Los Angeles. Dato che la parte nord della costa ovest della Florida è una grande e semi disabitata wildlife-area infestata dai mosquitos in grado di passare attraverso le nostre zanzariere europee, abbiamo deciso di fare una grande tirata passando per l’Ocala National Forest dove avremmo speso un paio di notti tra alberi e pozze di acqua minerale.

Ocala National Forest

Grazie a freecampsites abbiamo trovato una sosta fenomenale molto tranquilla, in piena pineta con pit-fire ed accesso alla spiaggia. Qui ci sono campeggi che offrono accesso a pozze di acqua fredda minerale, dobbiamo pensare che l’Ocala National Forest è il bacino idrico che alimenta tutta l’agricoltura della Florida ed il suo sbocco alimenta interamente le Everglades. In pratica questa foresta è una immensa sorgiva per mezzo stato quindi state attenti a dove scaricate.

Cedar Key a mangiar vongole

Sulla Lonely Planet abbiamo letto di questa piccola zona costiera come di un immenso allevamento di gamberi, crostacei ed ostriche. E come in ogni buon fine settimana al mare dopo aver fatto spiaggia e dopo aver fatto il bagno si va al ristorante a godersi un bel piatto di frutti di mare. Abbiamo quindi deciso di passare da Cedar Key e vedere se riusciamo a farci uno spaghettino. Il paese è chiaramente interamente dedicato all’allevamento marino, abbiamo visto solamente altre due attività: una era un RV park per camperisti mentre l’altro affittava canoe per godersi una pagaiata in questa splendida natura su cui si affaccia il villaggio di pescatori. Manca solo quel fascino dato da un tocco di antichità. Dall’Ocala National Forest è un attimo entrarci ed RV Parky ci informa che esiste un campeggio a pagamento comunale con prezzi molto bassi ed accesso diretto al mare.

Arriviamo in fretta e facciamo un giro in paese; molto piccolo si sviluppa su una penisola stretta ed in mare si nota una distesa infinita di vasche da allevamento. Ci piazziamo in campeggio, gestito da un veterano che ha deciso di lasciare le armi e continuare a lavorare in pantaloncini e ciabatte tra un pesce ed una barca vivendo nella sua mega roulotte. Un personaggio molto simpatico che tiene il campeggio con il rigore di un militare. Le piazzole sono impeccabili, i bagni puliti e tutto funziona perfettamente. L’accesso al mare è in realtà la rampa dove fanno scendere le barche da laguna quindi niente spiaggia ma siamo qui per altro.

 

Il pomeriggio andiamo a fare una passeggiata su un molo dove incontriamo un secondo pescatore di granchi (link a Nord Carolina) e due camperesti del Maine con cui chiacchieriamo di granchi, pesca e città degli stati del Nord.

Cedar Key blue crab

Il giorno dopo andiamo a cercare ciò che siamo venuti a gustare. Ci fermiamo da un pescatore intento a dare un occhio ad una gabbia per gamberi mentre 4 giovani parlano li vicino di un mezzo monster truck. Le sospensioni del monster truck sono talmente alte che la cabina inizia al livello della mia testa. Come farà a salire?

E’ domenica e sono chiusi ma ci indica una coppia di pescatori che vende anche al dettaglio e che lavora tutti i giorni della settimana. Ci dirigiamo verso il paesino, passiamo la scuola e troviamo questi due signori che parlottano nel loro giardino. Un giardino molto particolare, talmente pieno di gusci di crostacei che non si vede un solo centimetro di terra. Chiediamo se possono venderci delle vongole e ne compriamo 50, qui si va a numero non a peso e si comprano multipli di 50. Le vongole sono enormi, 4-5 centimetri di diametro. Gli spaghetti son stati eccellenti, inutile decantarne la freschezza.

Vongole Cedar Key

Il pomeriggio passa in totale estasi con la pancia piena e lo spirito rigenerato. La Florida sta iniziando ad essere completa; abbiamo visto Miami, Daytona, le Everglades, abbiamo capito come ne funziona il sistema idrico, abbiamo visto la parte VIP e le spiagge incontaminate, abbiamo fatto il bagno ed abbiamo gustato i frutti del mare dei Caraibi. Manca solo l’ospitalità della gente del sud che visiteremo a breve ma per il resto siamo molto soddisfatti. Passa il pomeriggio e si avvicina l’ora del tramonto; su questa zona di mare calmo con la bassa marea assistiamo ad una di quelle cornici che solo la natura sa regalarci. Facciamo del nostro meglio per immortalare il momento ma manca tutto ciò che crea il quadro. Mancano i profumi del mare alla sera, mancano i suoni di una natura viva e potente, manca il refrigerio della brezza serale.

Cedar Key tramonto

Dovevamo fermarci per un giorno ma quando si viaggia slow si accettano modifiche al percorso. I bimbi hanno conosciuto un ragazzo locale di origini messicane e potendo comunicare in spagnolo non smettono un attimo di giocare. Essendo lunedì lui è a scuola così decidiamo di aspettarlo andando a farci una mini camminata qui vicino. Pare che in un bosco a pochi minuti da qui viva un uccello molto raro ed essendo il percorso breve e semplice, quindi adatto anche ai bimbi, decidiamo di farci una camminata e partire la sera. L’uccello non lo abbiamo visto, o forse lo abbiamo visto ma non lo abbiamo riconosciuto ma sicuramente ci siamo presi un bello spavento quando dai cespugli salta fuori un animale che io ho sempre visto solo in televisione: un armadillo!

Cedar Key armadillo

Panama Beach una città militare

In questa parte della Florida per 3 anni hanno studiato ed addestrato le truppe per lo sbarco in Normandia. Se ne possono vedere i segni ovunque e Panama Beach ne incarna l’eredità. Vi ricordate John incontrato nel parcheggio dei Micosukee?

Abita qui con la moglie ed è giunto il momento di provare l’ospitalità ed il calore del sud sulla nostra pelle. Ci ospitano nel loro giardino mettendoci a disposizione una doccia calda ed una cena in compagnia, e noi armati di una bottiglia di vino non vediamo l’ora di sederci ed iniziare a chiacchierare con questa gente che si rivelerà splendida e buona di cuore come pochi.

Arriviamo a casa di John, una casa grande con tanto terreno intorno ed una dependance dove vivono loro due. La casa principale è in affitto e la dependance, grande come il loro trailer da 15 metri, è la parte che usano quando non viaggiano. Notiamo un secondo motorhome enorme parcheggiato nel giardino; è il motorhome di una coppia dell’Illinois venuta giù per partire con loro per un progetto umanitario. John e la moglie, lui ex informatico e lei ex marines, hanno lasciato tutto e messo in affitto le case che avevano per diventare membri di un gruppo di Charity Nomads. I charity nomads cono famiglie che, senza ricevere alcuna ricompensa, trascorrono delle settimane in giro per l’America a costruire orfanotrofi. Loro partiranno di li a due giorni per andare in Georgia 3 settimane a costruire un orfanotrofio insieme ad altre 3 coppie di charity nomads.

Restiamo affascinati dall’altruismo e dalla voglia che hanno di aiutare il prossimo. Questa voglia di aiutare l’abbiamo incontrata in tanta gente che abbiamo incontrato ma nessuno aveva mai dedicato l’intera vita a ciò. Speriamo di incontrarli nuovamente in Spagna dove saranno nostri ospiti dato che stanno progettando di spedire il loro camper piccolo in Europa per girarla un anno intero.

Conclusioni

La zona Ovest della Florida ci è piaciuta molto più della zona est. A parte qualche città come Naples, Venice e Tampa l’economia si basa sulle comunità religiose locali sull’agricoltura e sull’allevamento marino. Panama Beach ha una spiaggia splendida e si basa su una enorme base dell’aviazione che è possibile visitare durante gli open day. Tutta la costa è piena di aree di sosta ed RV park ed il mare è uno schianto se solo avete l’accortezza di stare lontani dagli estuari che portano detriti e rendono le acque torbide. Per il resto troverete spiaggia di sabbia bianca, mare turchese e basso per parecchi metri dalla riva.

Airone Panama Beach Florida

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Emanuele Peretti

"Ma i tuoi occhi non si fermano mai!" mi disse un giorno una ragazzina mentre in scooter giravamo per Palma de Maiorca. Quella ragazzina è ora madre di due bimbi ed ancora mi segue. I miei occhi non si sono ancora fermati. Con questo blog vorrei fermare tutti i pensieri che accompagnano i miei viaggi e la mia vita per poterli rileggere quando un giorno sarò obbligato a stare fermo.

4 Responses

  1. Clelia

    Ciao Emanuele. Continuo a seguire appassionatamente il tuo blog e ti ringrazio per la miniera di informazioni che così generosamente condividi. Proprio adesso stavo compilando la prenotazione per la Seabridge (alla fine ho deciso che è la cosa migliore), contemporaneamente leggo del tuo amico John e mi viene naturale pensare: e se io e John ci scambiassimo camper? Potrebbe essere o ho detto una stupidaggine?

    • Emanuele Peretti

      Ciao Clelia, leggere commenti come i tuoi è pura linfa vitale per un blog personale e piccolino come il nostro. Ci fa molto piacere e ci da la forza di andare avanti a condividere quel poco che conosciamo e che scopriamo nei nostri viaggi. La tua idea di fare uno scambio di camper non è per niente malvagia anzi si usa farlo.
      John e la moglie stanno aspettando che si risolva una questione in famiglia per poter partire sereni, potrebbero metterci un anno come molti di più. Però noi in Florida abbiamo conosciuto Dawn e Steve che con i loro tre figli volevano fare qualcosa del genere. Si stavano interrogando sulla possibilità di trovare qualcuno in Europa con cui fare cambio di camper. Certo loro non hano un camper vero e proprio ma un trailer. In pratica una roulotte su dimensioni americane trainata dal loro pick up.
      Il loro trailer è veramente enorme e se non ricordo male ha anche 2 slider (ossia quelle zone che escono di lato). E’ sicuramente molto più impegnativo di un camper ma ovviamente estremamente più spazioso. Pensa che dentro hanno pianali in marmo e divani in pelle con televisori 45 pollici, 380 litri di acqua e corrente a 50A quindi forno a microonde, antenne e chi più ne ha più ne metta.
      Comunque la tua idea non è per nulla una sciocchezza. Onestamente però non saprei come aiutarti per realizzarla, se te la cavi con l’inglese potrei suggerirti di cercare il gruppo “overlanding north america” su Facebook e chiedere li se c’è qualcuno che voglia fare lo scambio.
      Altrimenti Seabridge la consiglierò a tutti; ma ho scritto che mi ha spedito un secondo pezzo gratuitamente e che si sono fatti in 4 per aiutarci a risolvere il problema dell’adattatore del gas?

  2. Clelia

    Ecco un’altra buona notizia, grazie! In effetti abbiamo cercato di fare da soli la documentazione per circolare in USA scrivendo a diversi uffici, ma alla fine ci siamo convinti che la Seabridge dia maggiori garanzie di essere in regola con le norme americane e correttamente attrezzati. Per quanto riguarda lo scambio camper, ho trovato qualcosa in rete, però siamo ancora agli albori ed è un po’ difficile far combinare tempi così lunghi, modelli di camper, zone di interesse, ecc. Ci penserò seriamente quando sarà ora di fare l’Australia, la Nuova Zelanda, il Sudafrica…
    Intanto prosegue il conto alla rovescia, vi invidio sempre meno :-).
    A proposito, Elli: ho appena rottamato il Silkepil, trent’anni di servizio e ancora funzionava!
    Buon proseguimento!

    • Emanuele Peretti

      Bene! Australia è Nuova Zelanda è anche nei nostri radar. Magari stavolta compreremo per rivendere a fine viaggio. Buoni preparativi anche a te allora.

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