America on the road – il cibo

Quando viaggiamo in uno stato che non conosciamo noi cerchiamo sempre di adattarci alle usanze locali. Il cibo in America era qualcosa che un po’ ci preoccupava per tutte le notizie che arrivano da noi oltre che per le effettive leggi più lasche che hanno qui negli USA.
Ciò nonostante volevamo immergerci completamente nel viaggio e capire come vivono gli Americani anche sotto l’aspetto culinario, non può essere vero che mangino solo hamburger!

 

Le leggi

Premetto che non siamo avvocati quindi le nostre ricerche seppur estese non potranno mai essere paragonabili alla conoscenza di esperti in materia.
Noi abbiamo cercato di capire se le nostre abitudini europee si potevano mantenere qui negli States ed in particolare quanto le etichette potevano essere affidabili e come leggerle.
Come primo punto fondamentale abbiamo scoperto che qui, a differenza di Italia ed Europa in generale, vale solo ciò che trovi scritto sull’etichetta stessa. Ora mi spiego meglio.
Se non scrivono OGM free non vuol dire che ci siano gli OGM e non vuol dire che non ci siano, quindi non si può sapere. In pratica sono obbligati a scrivere OGM free se non mettono gli OGM; da noi sono obbligati a scrivere OGM se ce ne sono quindi qui può capitare che si compri del cibo OGM senza saperlo perché su non c’è scritto OGM.
La stessa cosa vale per il biologico. Se scrivono “prodotto biologico” non vuol dire che lo sia, potrebbe avere anche il 5% di biologico dentro e sarebbe sufficiente ad autorizzarli a mettere l’etichetta “biologico”; il reale biologico avrà la dicitura “100% biologico”.
E così abbiamo scoperto che se vogliamo qualcosa deve essere scritto esattamente quello che cerchiamo.

 

La carne

Qui di carne ne consumano parecchia e trovarla non è difficile. Ovviamente si trovano hamburger e salsiccia, carne trita magra e grassa (non trovi il mix ma unendo due confezioni piccole di magro e grasso si ovvia al problema). Si trovano bistecche di qualsiasi dimensione e taglio sia manzo che vacca ed a volte toro e bisonte.
Attenzione alla qualità. Si trova facilmente la scritta “30% di acqua aggiunta”, non chiedetemi perché lo facciano ma lo fanno. Se non lo scrivono non è detto che non l’abbiano aggiunta l’acqua quindi, se non volete la carne che si riduce in pentola, cercate quella con espressamente scritto “senza aggiunta di acqua” (“no water added”) perché si trova.
Oltre all’acqua qui aggiungono ormoni, antibiotici e mangimi di tutti i tipi (quindi anche OGM o derivati); fortunatamente anche in questo caso il discorso fatto precedentemente per le etichette regge quindi cercando si trova facilmente carne “no water added, no OGM, no antibiotici, senza aggiunta di sapori, solo mangimi vegetali (per il pollo)” per cui noi cercando bene abbiamo sempre trovato qualsiasi tipo di carne.

 

Le verdure

Noi a casa mangiamo prevalentemente biologico (link post Elisa spesa) e non abbiamo mantenuto l’abitudine qui in viaggio. A casa ci piace comprare dai produttori che conosciamo personalmente e che frequentiamo nella vita quotidiana, non per questo boicottiamo i supermercati che sono comodi ed offrono la varietà che il chilometro zero non potrà mai offrire.
Qui non abbiamo tempo di conoscere i produttori locali quindi ci affidiamo ai supermercati in generale anche se dobbiamo ammettere che non siamo riusciti a trovare la grande offerta che si trova in Europa e soprattutto in Italia (abbiamo vissuto anni in Germania, Francia ed ora viviamo in Spagna quindi conosciamo abbastanza bene il discorso, la varietà offerta dall’Italia difficilmente si trova in altre nazioni).
Non preoccupatevi però che legumi in scatola, insalate miste, cipolle, carote, patate, pomodori (pochi anche se li hanno inventati qui!), asparagi, funghi (poche qualità) si trovano. Se volete andare sul ricercato preparatevi a pagarlo salato.
Noi compriamo quasi tutto sciolto tranne l’insalata per ovvi motivi; qui abbiamo scoperto che molto spesso comprare due confezioni piccole conviene rispetto ad una confezione grande. Un esempio, due confezioni di insalata mista lavata da 200gr l’una costano 3$ in totale. Una confezione della stessa insalata mista lavata in confezione da 400gr costa 3,6$, il perché non l’ho ancora capito ma dategli un occhio.
Se mangiate tanta verdura come noi non dovreste aver problemi tranne magari nel mantenere la varietà. Noi consumiamo almeno 1 chilo di verdura al giorno sia cotta che cruda.

 

La frutta

Vale più o meno lo stesso discorso della verdura, se ne trova a prezzi abbordabili ma non hanno molta varietà. Di mele ne hanno 3 tipi, le pere mai viste, uva costa uno sproposito tipo 4$ la libbra (8$ al chilo), le pesche 1$ l’una, banane quante se ne vogliono a prezzi decenti e si trovano anche i platani (quelli da cucinare prima di mangiarli), ananas solo in scatola, meloni sia bianchi che gialli che arancioni a prezzi decenti, l’anguria l’abbiamo lasciata li per i suoi 8$ al chilo, le fragole si possono trovare a buoni prezzi come anche mango ed avocado.
In sostanza se mangiate tanta frutta come noi riuscirete a mantenere qualità e quantità ma non varietà. Noi consumiamo 12 mele ed 8 banane ogni 3 giorni.
Io ho il dubbio che alcuni prezzi siano alti perché non siamo in stagione ma non posso saperlo, il dubbio di Elisa è che i prezzi sono alti perché gli americani non consumano frutta.

 

La farina

 

Si avete capito bene, la farina perché noi ci facciamo anche il “pane” in camper. Non sempre ovviamente ma a volte due piadine o del pane azzimo ci piace mangiarlo.
La farina qui è tutta 00 e purtroppo la sbiancano con la candeggina e la mixano con sapori, malti, ed altre robacce. Ricordate anche qui il discorso delle etichette, se non scrivono niente non vuol dire che non ci sia niente dentro quindi cercate “unbleached” (non candeggiata), “not enriched” (non arricchita) ed avrete la classica farina bianca o integrale che si trova anche da noi. La manitoba o la semola rimacinata magari le prendiamo quando torniamo a casa.

 

Il vino

Tasto dolente. Qui il discorso delle etichette va a farsi benedire, io ho trovato un solo vino con gli ingredienti mentre tutti gli altri non li avevano e solo uno era vero vino. Ho trovato vini al sapore di succo d’uva con sull’etichetta la dicitura “questo vino rinomato e vincitore di parecchi premi…”.
Quello con gli ingredienti mi ha lasciato di stucco: acqua distillata, sali minerali, succo d’uva disidratato, zucchero, alcool. Volevo mettermi a piangere perché davanti c’era scritto “vino di California”.
Io per non saper ne leggere ne scrivere vado sui vini italiani con etichetta scritta in italiano ed inglese (si trovano vini americani venduti come vini italiani, mentre i vini italiani si trovano all’Aldi) o sui vini argentini dove sulle etichette devono scrivere vino se veramente è vino e normalmente mettono il tipo di vino o di uva usata.
Un paio di bottiglie da 10$ comunque le ho buttate.

 

L’acqua

E’ vero che avendo un camper carichiamo l’acqua nella tanica però non essendo sempre potabile la carichiamo anche a galloni dai dispencer.
Qui si trovano acque di tutti i tipi e sono praticamente fatte partendo dall’acqua distillata. Aggiungono i sali, aggiungono le vitamine e la fanno per i vari tipi di potenziali consumatori; troverete l’acqua per i bambini, quella per i diabetici, quella per i senior, quella per le pappe, quella per gli sportivi, quella per le donne in gravidanza ma non troverete quella di sorgiva.

 

Mangiare fuori

L’offerta di ristoranti è infinita nelle città ed abbastanza limitata nei piccoli centri. Lungo le autostrade si trovano oasi di cibo e carburanti; normalmente in queste oasi incontrate solamente le principali catene come KFC, a volte Taco Bell, MacDonald e Pizza Hut.
Noi non siamo esperti però secondo me il MacDonald qui è molto meglio del MacDonald in Spagna ed anche il KFC ha una panatura super croccante e ben saporita ma porzioni piccole.
PizzaHut non è male per essere fuori dall’Italia. Noi abbiamo provato sia un pizzaiolo locale che Pizza Hut e la differenza è tanta a favore di Pizza Hut.
I piccoli Diner che si trovano sulla strada hanno menu molto simili: due tre tipi di hamburger, due tipi di salsicce, pollo fritto, a volte delle zuppe e due tre dessert. Caffè e bibite di ogni tipo con magic fountain ossia paghi la bibita e te la puoi riempire quante volte vuoi.
Nella parte sulla costa del Golfo del Messico abbiamo trovato tanto pesce soprattutto granchi ed gamberi molto gustosi.

 

Conclusioni

Per concludere il cibo in America è diverso dal nostro in Europa ma cercando bene si possono trovare tutti gli ingredienti principali coltivati qui ed importati. Troverete caffè espresso e caffè americano, le tisane, the, camomila, pasta, frutta e verdura, carne e pesce (sempre dall’Atlantico mi raccomando che dopo Fukushima il pesce del Pacifico del nord meglio evitarlo finché non chiudono quel buco. Pensate solamente che il Giappone ha dovuto introdurre il campionamento radioattivo per pesce, mentre gli USA ancora non lo hanno fatto eppure l’Alaska si sa essere ben vicina a Fukushima e le correnti del Pacifico salgono lungo costa Giapponese passando da Fukushima ed arrivano lungo la costa Americana fino alla California).
Noi riusciamo a stare dentro un budget di 150$ a settimana mangiando in 4 (colazione, due merende al mattino ed al pomeriggio, pranzo e cena e qualche sfizio tipo biscotti o cioccolato) e comprandoci anche i detersivi per uso personale e per il camper quindi prezzi abbordabili.

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La Elli

"Ma i tuoi occhi non si fermano mai!" dissi un giorno ad un ragazzo mentre in scooter giravamo per Palma de Maiorca. Quel ragazzo è ora padre di due bimbi ed ancora sono al suo fianco. In tutti questi anni ho imparato a viaggiare con occhi diversi. Grazie ai vari cambiamenti che abbiamo avuto e grazie anche ai nostri meravigliosi figli, vorrei poter passare la mia passione della scoperta di culture e lingue nuove, cibi e posti nuovi e trasmettere che in ogni nostro piccolo gesto quotidiano ho imparato a fare di ogni giorno una nuova avventura.

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