America on the road – Texas, Austin

“Keep Austin weird” recita una frase, infatti è sufficiente farsi un giro in giro e visitare la hope outdoor gallery per rendersene conto. Nel nostro giro in Texas (link) ci siam passati da questa cittadina e ne siamo rimasti piacevolmente colpiti. Non posso dire affascinato dato che non ho speso molto tempo girovagando tra sue stradine, vuoi per la presenza dei bimbi che chiedevano spazi aperti, vuoi perché una buona parte si deve vivere la sera e di notte, vuoi perché comunque un viaggio come il nostro (link) prevede ovviamente un budget limitato da dedicare ad ogni singola città e sicuramente ha fatto la sua parte la nostra voglia di iniziare la tanto sognata Route 66 che ormai attendeva da troppo tempo.

Hope Outdoor Gallery

La Hope Outdoor Gallery è una specie di museo all’aria aperta dove regna sovrana la street art. Ora non aspettatevi murales uno più bello dell’altro perché chiunque passi di qui ha il permesso ed il conseguente piacere di prendere una bomboletta e lasciare una parte di se.

Potete attrezzarvi e comprare una bomboletta in un negozio, o potete cercare una bomboletta ancora funzionante tra le centinaia che troverete per terra mentre vi arrampicherete su muri di una contrazione abbandonata. Ah, da li sopra si vede uno dei migliori skyline sulla città quindi se siete appassionati del tema ecco una seconda ragione per non evitare la Hope Outdoor Gallery.

[foto skyline texas]

Comunque detto ciò mi sento di aggiungere che in mezzo ai tanti visitatori, turisti, viaggiatori, curiosi o come preferite definirli ci sono anche artisti veri e propri in grado di riempire un muro di oltre 20 metri con un disegno fenomenale lasciato poi alla mercé dei tanti che passano. Noi eravamo venuti spinti dalla curiosità e ne siamo rimasti affascinati; i bimbi hanno trovato delle bombolette per terra e si sono sbizzarriti disegnando cuori, persone e scritte ad amici e nonni.

La sesta strada

Dopo la Hope Gallery abbiamo percorso la sesta strada dove si trovano i migliori ristoranti di Austin. Come dicevo prima l’abbiamo percorsa velocemente, abbiamo visto che ognuno di essi era pieno di gente dentro e fuori per cui la nomea di buon cibo deve avere solide radici perché essendo in piena bassa stagione tutti quegli individui erano locali, e se anche voi date retta all’importanza dei locali allora avete già colto il segnale.

[foto da internet]

In cima alla strada troverete il congresso

By Larry D. Moore, CC BY-SA 3.0

 

Uscendo da Austin in direzione nord siamo passati ai margini di un quartiere che era definitivamente “weird”. Le strade erano bloccate dalla polizia per cui si poteva entrare solo a piedi. Dentro c’erano parecchi giovani che saltavano di locale in locale tutti rigorosamente a piedi; non capita spesso di vedere interi quartieri pedonali, ci sono sempre delle biciclette, dei pattini o degli skateboard. Al di fuori del quartiere i marciapiedi erano stracolmi di homeless che chiacchieravano tra di loro, bevevano “acqua” dai sacchetti o semplicemente leggevano il giornale senza importunare i passanti.

Conclusioni

Austin è “weird”, devo ammetterlo. Lo dice il detto e decisamente ci lavorano potentemente per mantenerla tale. E’ strana, moderna, ordinata ma al suo interno priva di ogni stimolo di apparenza. Non nasconde la street art, non nasconde la movida pur rimanendo entro le leggi, non vieta l’abuso di alcool ma giustamente lo confina ad un quartiere. Ne ho viste di città strane, ed Austin entra di prepotenza nella lista.

The following two tabs change content below.

Emanuele Peretti

"Ma i tuoi occhi non si fermano mai!" mi disse un giorno una ragazzina mentre in scooter giravamo per Palma de Maiorca. Quella ragazzina è ora madre di due bimbi ed ancora mi segue. I miei occhi non si sono ancora fermati. Con questo blog vorrei fermare tutti i pensieri che accompagnano i miei viaggi e la mia vita per poterli rileggere quando un giorno sarò obbligato a stare fermo.

Lascia una risposta