America on the road – Texas, Fort Worth e Dallas tra cow boys e motori

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Mettetevi nei nostri panni, sei in Texas con due bimbi che sono in piena fase indiani e cow boys. Intorno a te pubblicizzano rodei e stivali, oltre che bistecche enormi in vero stile cow boy. Senza farti spennare da uno dei millesima parchi tematici che ci sono qui in America come far vivere ai bimbi una giornata da cow boy?

Cerchi sulla Lonely Planet tra i vari itinerari che passano di qui e trovi subito: Fort Worth è la risposta a questa domanda.

L’ingresso parla chiaro, qui ci si dimentica delle macchine e si ragiona in termini di stivali, mucche longhorn, cavalli, speroni e cappelli a tesa larga. Nel nostro viaggio (link) ci siamo arrivati da Austin (link) puntando proprio Austin come tappa intermedia prima di andare a dormi Dallas a passare un paio di giorni al lago.

Cow boys in città

Fort Worth è una moderna città di cow boys che due volte al giorno fa rivivere il passaggio delle mucche per strada. Vedrete ancora gente indossare stivali e cappello in pieno stile americano

Due volte al giorno si può assistere al passaggio delle longhorn per la via principale come ricordo della storia di questa cittadina. Da sempre Fort Worth era il centro di vendita dei capi di bestiame, quando ancora si andava in Messico a prendere le mucche che vivevano allo stato brado era poi a Fort Worth che si veniva a venderle. Le mucche si chiamano longhorn per la particolarità delle loro corna la cui larghezza può arrivare a due metri, sembra siano originarie del messico dove non avevano cacciate dai messicani e se ne contavano migliaia di capi. Già nel 1800 da Fort Worth passavano 30.000 capi di bestiame al mese.

Il successo di tale mercato era talmente ampio che un milionario del Maine del tempo cercò di prenderne il monopolio e quasi finì a gambe all’aria. Pare che questo miliardario scese in città con l’idea di comprare tutti i capi di bestiame presenti sul mercato e per convincere i venditori ad andare da lui alzò il prezzo di soli 50 centesimi di dollari a capo. Tutti i cow boys del sud si diedero un gran da fare per portare qui le loro mandrie ed in pochi mesi drenarono completamente le riserve del miliardario che dovette chiedere aiuto ai suoi amici per poter dar fede alla parola data; coi cow boys meglio non scherzare.

La cittadina vuole ricordare questi momenti con la parata che organizza, coi locali in stile americano del tempo, con il passaggio di una locomotiva a vapore originale del 1800 ancora in funzione e con la vecchia stazione ormai diventata una coreografia tematica.

Dallas

Dopo Fort Worth si guida un paio d’ore al massimo e si arriva a Dallas. Noi ci siamo messi in un campeggio sul lago a nord dove con 20$ a notte avevamo acqua e corrente in piazzola, bagni con docce calde e vista sul laghetto. Siamo rimasti li un paio di giorni scendendo in città solamente per vedere il Gas Monkey Garage il cui proprietario spiega come far girare un garage e fare pachi di dollari in una trasmissione americana che ormai è arrivata alla nona edizione. Tra lui che sa veramente come fare soldi ed il capo meccanico che è un vero genio dei motori in grado di completare la costruzione di una macchina in sole due settimane il divertimento è assicurato.

Il Gas Monkey Garage ormai è diventato un brand. Richard, il proprietario del garage, ha aperto un locale che ricorda un garage e che organizza degli ottimi eventi, si è comprato i capannoni li intorno ed ha aperto un negozio di merchandising, ha creato una scuderia impegnata nelle corse Dragster ed ha iniziato a distillare la propria Tequila. Insomma non si ferma mai e lavora duro, in pieno stile americano.

Conclusioni

A Fort Worth abbiamo respirato l’America del passato ed a Dallas l’America “work hard” del presente. Entrambe ci hanno lasciato un segno tangibile di cosa sia l’America ed è esattamente ciò che stavamo cercando di capire con questo viaggio. Non siamo qui solo per fare fotografie ma vogliamo capire il più possibile cosa voglia dire essere americano.

Oltre a questo devo ammettere che la mia passione per gli Skyline delle città sta avendo delle ottime occasioni per esplodere.

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Emanuele Peretti

"Ma i tuoi occhi non si fermano mai!" mi disse un giorno una ragazzina mentre in scooter giravamo per Palma de Maiorca. Quella ragazzina è ora madre di due bimbi ed ancora mi segue. I miei occhi non si sono ancora fermati. Con questo blog vorrei fermare tutti i pensieri che accompagnano i miei viaggi e la mia vita per poterli rileggere quando un giorno sarò obbligato a stare fermo.

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