America on the road – Tra terme e passeggiate in montagna ad Hot Springs, Arkansas

Hot Springs, Arkansas

Dal Texas dovevamo raggiungere St. Louis per iniziare la nostra Route 66; l’Arkansas si trovava giusto in mezzo e ci allettava con le sue terme di Hot Springs, si parla di terme di acqua minerale a 62° tanto antiche da essere conosciute dagli indiani nativi.

Una cittadina termale

Abbiamo conosciuto Hot Springs tramite la guida della Lonely Planet sui parchi naturali; gli studiosi locali hanno scoperto che le doti terapeutiche di queste acque erano conosciute fin dai tempi antichi indiani oltre 2000 anni fa. Da qui passarono anche i primi avventurieri e gli eserciti nelle varie guerre che si combatterono su suolo americano.

In genere in America i parchi naturali sono abbastanza distanti dalle città o dai centri abitati, questo di Hot Springs è un caso raro ossia il parco si sviluppa tutto intorno alla città. Tutta l’organizzazione della cittadina punta su questa risorsa naturale al punto che camminando per il viale principale vi troverete immersi in boutique di pietre minerarie estratte nelle immediate vicinanza (è anche possibile visitare le miniere e provare ad estrarre qualche pietra, si trovano anche rubini e diamanti non lontano da qui). Vedrete SPA una di fianco all’altra in pieno stile concorrenza libera americana, e non manca un birrificio che la usa per produrre dei tipi di birra decisamente interessanti.

Si trovano anche fontane collegate direttamente alle sorgive per cui esce acqua minerale a 62°, ottima per farsi un te o per caricarla nei gavoncini da 1 gallone per farla raffreddare. Ovviamente non mancano anche fontane di acqua minerale fredda ma in questo caso si tratta di acqua comune del sistema idrico.

Una ottima alternativa ai sistemi per caricare acqua che avevamo trovato fino a quel momento.

Offerta commerciale

Il viale centrale offre di tutto e passeggiando qui si possono trovare appunto pietre di ogni dimensione e prezzo, dai piccoli cristalli alle grandi pietre da migliaia di dollari. Non mancano boutique di vestiti e qualcuno proverà anche a vendervi del gelato a 4$ la pallina (ce n’è un secondo che chiude presto sull’unico incrocio con prezzi decisamente più comuni). Troverete poi terme che offrono servizi SPA e camere e se uscite in direzione nord potrete trovare le stesse pietre vendute direttamente dall’estrattore.

Le miniere sono aperte al pubblico per cui pagando un ingresso si potrà tentare la sorte ed estrarre qualche pietra da portarsi a casa; ovviamente il risultato non è assicurato ma qui si trovano anche rubini e diamanti. Le miniere di diamanti più vicine, nonché le uniche la mondo aperte al pubblico, sono a 150 miglia in direzione sud verso il Texas (crater of diamonds).

Ciò che abbiamo apprezzato veramente è stata la mangiata e la bevuta fatta al birrificio locale. Durante i vari periodi dell’anno producono oltre 20 tipi di birre che si posso prendere nel comune bicchiere da pinta o in mini vassoietti con 4 assaggi da 0,15 l’uno. Ottima cucina ed ottimi prezzi avendo mangiato in 4 e bevuto in 2 con circa 80$.

Hikes e gli incentivi dei Ranger

Hot Springs è in una valletta circondata da montagne basse che offrono camminate per ogni livello. Come sapete viaggiamo con due bimbi di 8 e 6 anni per cui non possiamo lanciarci in salite ad alta cuota o ferrate estreme. Come siamo arrivati siamo entrati dai Ranger ed abbiamo chiesto informazioni sui sentieri della zona, ci hanno dato una piantina con i principali sentieri e con le lunghezze e le ascese che coprivano. Qui c’è stata una bella sorpresa, per incentivare alle camminate in tutto lo stato dell’Arkansas hanno creato un libretto su cui segnare i sentieri percorsi, la loro lunghezza ed il tempo impiegato e a certe livelli si viene omaggiati di qualcosa. A 5 miglia si riceve una borraccia, a 10 miglia un cappellino, a 20 miglia una spinetta e così via fino a 400 miglia.

Noi siamo arrivati a 10 miglia e ci hanno regalato 4 borracce, 4 cappellini e 4 set di carte che raccontano la storia del posto. Capellini e borracce le stiamo usando ancora oggi durante le nostre camminate.

Conclusioni

Noi abbiamo passato 3 giorni in questa cittadina visitandone gli angolini, le fontane e le montagne tutto intorno.

Per dormire abbiamo scelto la libera in una foresta a poche miglia di distanza per via della splendida atmosfera che vi si respirava.

La cittadina offre anche un paio di camping a prezzi decisamente accessibili con docce, servizi, acqua, tavolino e l’immancabile ring-dire per i falò. Se dovessimo scegliere la cosa preferita direi che è stato un testa a testa tra un trail ed il birrificio. Scelgo però l’Upper Goat Trail perché ad un certo punto si arriva su una piccola cresta dove vivono dozzine di farfalle per cui si cammina in mezzo ai fiori con appunto dozzine di farfalle che giocano tra i loro volandoti a pochi centimetri dalla testa. Sembra di essere in un cartone animato, neanche nella farfalliera di Bad Kissingen ne ho viste così tante.

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Emanuele Peretti

"Ma i tuoi occhi non si fermano mai!" mi disse un giorno una ragazzina mentre in scooter giravamo per Palma de Maiorca. Quella ragazzina è ora madre di due bimbi ed ancora mi segue. I miei occhi non si sono ancora fermati. Con questo blog vorrei fermare tutti i pensieri che accompagnano i miei viaggi e la mia vita per poterli rileggere quando un giorno sarò obbligato a stare fermo.

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