America on the road – Tutta la costa del Golfo del Messico, dalla Florida al Texas

La fase due del nostro viaggio in America in camper doveva iniziare da New Orleans per risalire il Mississipi lungo la Route 5 della Lonely Planet ed arrivare a Chicago. Al momento di lasciare la costa però un fronte nevoso ha colpito gli stati del nord facendo precipitare le temperature di 15 gradi sulle medie stagionali per oltre una settimana. Noi non eravamo preparati a temperature invernali per cui avevamo due opzioni: restare a New Orleans fino al ritorno del caldo o proseguire lungo costa e visitare anche il Texas. Il titolo di questo post fa capire cosa abbiamo scelto.

In questo nostro viaggio possiamo dire di aver percorso tutta la costa americana del Golfo del Messico: siamo partiti dalla Florida, siamo entrati in Alabama, da li in Mississipi per entrare in Louisiana era li entrare nel Texas dove abbiamo guidato fino alla cittadina più a sud chiamata Corpus Christi.

Florida

La costa ovest della Florida l’abbiamo descritta nel dettaglio. La parte sud tra Naples e Tampa ospita VIP e gente di spettacolo o capitani di impresa. Le case sono grandi, oltre la grandezza “normale” americana, preparatevi ai villoni con parchi enormi, macchine dalla BMW serie 7 a Porche e Maserati e tanto tanto ordine.

Museo ferroviario Naples Florida

Arrivati a Tampa inizia una parte di spiaggia tra cui St. Pete e Granada Beach che abbiamo visitato. La parte nord, chiamata Panhandle per via della forma dello stato della Florida, ospita spiagge bianche con mare cristallino e sabbia canterina. Qui c’è anche la capitale dello stato che non abbiamo visitato in quanto attratti principalmente da natura e contatto coi la gente del posto.

Alabama

Nel nostro piano originale del giro dell’America in camper non avevamo pensato di fermarci troppo ne in Alabama ne tantomeno nello stato del Mississipi. Ovviamente tra il dire ed il fare c’è di mezzo il mare e seguendo le coste di uno dei mari più amati abbiamo subito e cercato deviazioni he ci permettessero di goderne il più possibile. In Alabama abbiamo saputo da Steve e sua moglie Dawn, gli hosts del campground all’Osceola National Forest, che c’era la USS Alabama attraccata ed aperta al pubblico. Ve lo immaginate cosa potrebbe essere per un bimbo avere una intera nave da guerra in cui giocare? Non abbiamo potuto dirlo ai nostri due bagarospetti fino a quando la si è vista dalla cima di un ponte.

USS WWII Memorial-4

Edoardo:” Woooo Eric guarda la! Una nave da guerra!!!”

Eric:”Woooo che grossa!”

Intanto noi facendo finta di nulla ci spostavamo sulla corsia di sinistra pronti ad entrare nel parcheggio e portarli a divertirsi un paio d’ore. Ci dissero infatti che la visita dura un paio d’ore e oltre alla nave c’è anche un sottomarino ed un hangar con dentro alcuni aerei (tra cui lo stealth, e qui mi gaso io!). Come intuiscono che stiamo girando in quella direzione..

Edoardo: “Yeeeeee stiamo andando nel parcheggio! Yeeeee papà possiamo andare a vederla?”

Eric era già slacciato ed appiccicato al finestrino del portellone laterale; lui non è un tipo di molte parole, la sua filosofia è “se c’è da fare qualcosa si prende e la si fa“.

USS WWII Memorial

Ed eccoci parcheggiati a pochi metri da un mitico bombardiere B52.

USS B52

Inutile dire che entrare in una nave militare reale, poter girare tra i suoi ponti e vedere ricostruzioni di come era la vita di bordo sia qualcosa che ha affascinato anche me ed Elisa. I bimbi ovviamente erano estasiati sia dalle ricostruzioni che dalle dimensioni enormi fuori e piccolissime dentro. Entrare nelle torri di controllo dei cannoni e muoversi tra mille ingranaggi, leve, bottoni alla luce di lampadine gialle che illuminano appena l’ambiente affascina e riporta indietro nel tempo.

L’hangar degli aerei e degli elicotteri è stato tra tutto il meno affascinante anche se probabilmente in estate accendono il simulatore 3D per dare una scossa al visitatore accaldato dalle lamiere dei vecchi aerei. Il giro si è concluso con l’ingresso nel sottomarino.

USS WWII Memorial-8

Vedere le dimensioni e gli spazi in cui si muovevano una trentina di persone per dei mesi mi ha profondamente turbato da una parte e mi ha fatto pensare che diamine se ci riuscivano loro perché non dovremmo riuscirci noi col nostro camperino!

USS Alabama sottomarino

Le due ore crescono e si moltiplicano senza il minimo rumore, ed è subito sera. Siamo entrati alle 10 di mattina e siamo usciti alle 5 di pomeriggio, noi maschietti esattissimi, la mamma meno.

Mississippi

Anche il Mississipi faceva parte di quegli stati da attraversare di corsa fermandosi giusto per dormire una notte se proprio si era stanchi. Si, tutto ciò prima di conoscere sempre loro: Steve e Dawn.

Dawn: “Ah si se andate verso il Louisiana all’uscita del Mississipi c’è una area di sosta splendida”

Io: “Bene la segno giusto per tenerla in considerazione se dovessimo essere stanchi o semplicemente se volessimo arrivare a New Orleans al mattino presto”

Dawn: “Si guarda è molto vicina al confine e se arrivate al pomeriggio potete andare a fare un salto al centro test motori della NASA”

Io: “Come scusa?” Nel frattempo la mia agenda si è aperta da sola ed ha aggiunto una sosta al nostro viaggio. Inutile dire che non ci siamo fermati per caso ma che abbiamo precisamente programmato di fermarci li e visitare il centro Infinity della NASA per poi prendere il bus che ti porta dentro il centro motori.

Il centro motori non vi accoglierà con un motore sotto test; per darvi l’idea della potenza di quei motori pensate ad un palazzo di 30 metri, ecco ora pensate che a quel palazzo hanno dovuto mettere 30 metri di fondamenta perché i motori a massima potenza riescono ad alzarlo!

NASA centro test motori-2

Un paio di curiosità sul sito. Negli anni della sua costruzione la zona era una palude e qui ormai sapete che quando si parla di palude si parla di coccodrilli e zanzare, tante zanzare. Il problema principale dei lavoratori era evitare di farsi staccare una gamba da un coccodrillo infastidito dato che a volte lavoravano anche di notte. Sui palazzi spruzzavano un repellente per insetti ma ad ogni test il movimento d’aria ripuliva tutti gli edifici del centro! E così per gli scienziati ed ingegneri il grande problema era lavorare in mezzo alle zanzare. Nonostante tutti questi problemi hanno mandato Armstrong sulla luna.

Dopo la visita era tardi per andare a New Orleans e non avevamo chiaro dove avremmo dormito per cui abbiamo preferito tornare indietro qualche miglio e fermarci alla De Soto National Forest per dormire gratuitamente in riva al lago. Si pensava di rimanere giusto una notte per riposare ma ancora una volta gli eventi hanno deciso diversamente, finalmente dal North Carolina ci arriva una email dicendo che il famoso adattatore per il gas è arrivato per cui ci siamo fermati quattro giorni a Biloxi in totale relax ed in piena euforia. Finalmente possiamo cucinare i manicaretti e lasciar perdere il fornelletto da campeggio che ci ha aiutato in questo mese ma che sta già iniziando a dare problemi.

adattatore gas

Al visitor center, la nostra principale fonte di informazioni locale, ci ha dato una mappa che indicava vari punti di interesse lungo la 90, una strada costiera che attraversa la parte stretta dello stato. Abbiamo così passato quattro giorni tra collezioni private di auto d’epoca, alla ricerca di totem indiani, alla ricerca del miglior Donut e tutto come se fosse una grande caccia al tesoro. Proprio ben fatto come stimolo al turismo e soprattutto l’ospitalità dei Casinò e della foresta ci ha permesso ancora una volta di contenere il budget del nostro progetto.

Louisiana

Finalmente abbiamo il nostro adattatore per cui decidiamo di andare a New Orleans ed iniziare la risalita del Mississipi. Diamo una controllata alle temperature e scopriamo un forte fronte gelido scendere dal Nord portando disagi in tutto il nord est degli USA. Aeroporti chiusi, temperature di 15 gradi sotto la media, forti venti e nevicate sono tutto ciò che non siamo pronti ad affrontare; ci sembra che Madre Natura ci stia mandando un segnale molto forte per cui mano all’organizzazione del viaggio e rifacciamo un pezzo di percorso. Esce Illinois con Chicago ed entra il Texas con Houston, Corpus Christi, San Antonio, Austin, Fort Worth e Dallas. Mi sembra che ci abbiamo guadagnato no?

Immagine presa da Wikipedia

A New Orleans passiamo velocemente fermandoci ad assaggiare il miglior Po Boys in un locale storico frequentatissimo dai locali, abbiamo fatto una fila fuori di almeno quindici metri per cui non dovremmo rimaner delusi. Il Po Boys è un panino fatto con baguette francese che prende il nome dal pubblico a cui era dedicato; i Poor Boys, i poveri, ossia quelli che facevano i lavori più umili e faticosi e che avevano pochi soldi e tanto bisogno di energie.

Quattro panini enormi lunghi come un avambraccio e riempiti all’inverosimile ci hanno rifocillato e dato le energie per continuare il nostro viaggio.

po boy new orleans

Apro una piccola parentesi. New Orleans è una città in cui perderci qualche giorno. Affonda le sue radici nella cultura francese che riesce a combinare con la musica ed un tocco di esoterismo. Vedrete gente vestita in stile europeo, alberi disegnati strani e sacchetti di acqua salata appesi ai cornicioni con dentro una moneta offerta alla forza della natura. Ricordiamo che qui è passato l’uragano Cathrina quindi loro sanno bene cosa vuol dire far arrabbiare la Madre.

Chiudo la parentesi mi rimetto in strada in direzione Rutherford Beach dove è possibile sostare liberamente in spiaggia e dove spenderemo tre giorni in totale relax aspettando che il freddo del nord cessi la sua attività.

 

 

Texas

Giorno di spesa con ingresso in Texas! Unire l’utile al dilettevole è un consiglio saggio dei nostri nonni a cui va tutta la nostra stima ed il nostro affetto, con la speranza un giorno di esserlo a nostra volta.

Texas, spiaggia, 87 un numero che ci ha lasciato una grande consapevolezza. Dal confine col Louisiana c’era una strada che seguiva tutta la costa texana fino al Messico. L’uragano Timmy anni fa ha devastato le prime decine di miglia spostando il mare di una decina di metri e tirando su circa 40 miglia di strada a due corsie. Il Texas non ha piani per ricostruirla per cui ha attivato un permesso speciale che al prezzo di 10$ annui permette a chiunque di sostare liberamente su tutte le spiagge pubbliche.

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Noi facciamo il permesso ed andiamo a trascorrere altri giorni in spiaggia. Siamo in totale relax vuoi perché sono ormai due mesi che siamo on the road e vuoi anche perché il Texas non era nei nostri piani quindi lasciamo che sia il caso a guidarci. Anche qui i canali sono pieni di coccodrilli però si iniziano a vedere i primi segni dell’immaginario texano che portiamo tutti con noi.

texas pozzi petroliferi

Noi siamo più interessati alla parte Cow Boy di questo stato quindi ci dirigiamo a sud fino a Corpus Christi una cittadina particolare affacciata sul mare. Io resto ancora affascinato dalla tipologia delle città americane. Gli americani del sud vivono principalmente in case immerse in grandi appezzamenti terrieri. Le baracche, che in realtà sono case prefabbricate da 80 metri quadri su ruote, son spesso sistemate su terreni da oltre 10.000 metri quadri. I loro giardinetti da noi se li possono permettere in pochi. Le città sono stranissime perché si ha il centro con grattacieli da 30 o 40 piani e subito fuori case indipendenti con terreno intorno. Ci sono anche parecchie eccezioni sia chiaro, non voglio dire che siano tutte uguali soprattutto le grandi città, però trovare quartieri di palazzi in cui vivono le persone è abbastanza difficile. Anche a Miami, che per il momento è la città più grande che abbiamo visitato, è sufficiente allontanarsi dal centro ed andare verso Little Havana che le case diventano subito mono-famigliari con giardino tutto intorno, e si è a 10 minuti dal centro di Miami!

Corpus Christi, cittadina interessante in questo momento piena di lavori. Noi siamo in inverno ora e stiamo vivendo tutte le “difficoltà” dei turisti nelle città turistiche fuori stagione; lavori ovunque. Da una parte è un bene perché fa capire che se anche l’economia statunitense è in crisi in realtà si stanno spendendo parecchi soldi per dare lavoro e mantenere le infrastrutture pubbliche, dall’altra ovviamente ci causa qualche disagio tipo ieri abbiamo incontrato un campeggio chiuso per lavori. Altra piccola parentesi, non so cosa abbia combinato Trump perché trovare informazioni reali è molto difficile dato che si passa da chi lo adora a chi lo odia ma nessuno è in grado di dare dati concreti su cui impostare un dialogo. Fatto sta che qui è pieno di cartelli “help needed” “now hiring” ed in sostanza c’è tanta richiesta di lavoro (sperando non sia solo stagionale). Noi comunque un lavoro che ci aspetta a casa fortunatamente lo abbiamo quindi lasciamo perdere queste richieste e ci concentriamo su uno splendido skate park sul mare.

Corpus Christi

Corpus Christi è la nostra ultima spiaggia per un paio di mesi circa; da qui iniziamo la vera risalita verso St. Louis, la porta del West!

Conclusioni

Non avrei mai pensato di riuscire a vedere tutte la costa americana sul Golfo del Messico eppure eccoci qui con questo bagaglio ulteriore. Lunghissime spiagge incontaminate, allevamenti di ostriche, gamberi ed enormi vongole, mare cristallino che si alterna ad intere miglia di acque intorbidite dai residui portati qui dai tanti fiumi che sfociano in questo mare, uno su tutti il Re Mississipi ma anche il Colorado River, ospitalità del Sud insieme a storie di chiusura e storie di violenza tra gli schiavi del Louisiana e nelle guerre tra Francia ed Inghilterra o tra Americani e Messicani, e tutto costantemente costellato di alligatori anche cuccioli!

alligatore cucciolo

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Emanuele Peretti

"Ma i tuoi occhi non si fermano mai!" mi disse un giorno una ragazzina mentre in scooter giravamo per Palma de Maiorca. Quella ragazzina è ora madre di due bimbi ed ancora mi segue. I miei occhi non si sono ancora fermati. Con questo blog vorrei fermare tutti i pensieri che accompagnano i miei viaggi e la mia vita per poterli rileggere quando un giorno sarò obbligato a stare fermo.

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