America on the road – Un viaggio lungo 8 mesi in Nord America

Ci siamo resi conto che la grande quantità di cose da fare nel momento della partenza, unita ad una certa dose di scaramanzia o semplicemente alla mia poca propensione a parlare di cose che non ho ancora fatto, non ci hanno mai fatto scrivere un post in cui spieghiamo un po’ cosa sia questo viaggio per noi e cosa stiamo vivendo durante questo viaggio.

Proviamo quindi a fare un po’ di ordine tra le tante domande che ci fate ed i tanti commenti che riceviamo dalle fotografie che pubblichiamo in giro sui vari gruppi Facebook e sulla nostra pagina.

Scriverò questo post lunghissimo in forma di domande perché sono le domande che ci vengono poste e che noi stessi iniziamo a porci. Scusatemi per la lunghezza ma se avrete la pazienza di arrivare fino in fondo capirete la profondità dell’esperienza che stiamo vivendo.

Perché questo viaggio?

Ci sono vari motivi che ci hanno spinto a partire e li elencherò ora come mi vengono, senza un preciso ordine.

Io sentivo di dover staccare da un lavoro stressante in un posto di lavoro altamente disorganizzato. I troppi problemi di una agenzia nata male rendevano il lavoro quotidiano straziante e privo di crescita personale. Il tempo volava talmente velocemente che mi perdevo i giorni della settimana, ero totalmente assorbito dal compiti che mi ritrovavo il venerdì pensando fosse il giovedì oppure erano già le 18.30 mentre pensavo non fossero neanche le 15. Ero perso e mi ero reso conto che stavo tirando avanti grazie alla sola forza data dalla grande passione che ho per ciò che faccio oltre che per lo scopo nobile del progetto a cui stiamo lavorando.

Queste ore spese male erano troppe per le mie priorità personali. Lavoro 8 ore al giorni a cui si aggiunge il tempo per andare e tornare e la pausa pranzo, in pratica stavo fuori casa un minimo di 10 ore e non vedevo i bimbi se non per un paio d’ore la sera quando eravamo tutti stanchi ed io intrattabile per i primi 30 minuti. Un giorno mi sono accorto che per me era appena passato il Natale mentre i bimbi stavano facendo l’ultima settimana di scuola, il grande aveva già 8 anni ed il piccolo andava per i 6 ed a me sembrava di essermi perso qualcosa della loro crescita dato che dovevo sforzarmi per ricordare i loro avvenimenti fondamentali.

Un altro punto che avevo sempre in mente era la mia voglia di viaggiare. Ho sempre considerato il mondo troppo grande per essere vissuto 2 settimane l’anno con vacanze mordi e fuggi che mi lasciano in bocca l’amaro di mille domande. Io mi considero un semi nomade, ho vissuto in 3 città italiane ed in 4 nazioni europee. Dopo circa 3 anni che sono fermo in un posto, dopo averne assorbito la lingua, le usanze, la cultura inizio a sentire la necessità di muovermi ed andare a scoprire un nuovo popolo, un nuovo posto, una nuova diversità sviluppatasi su questo magnifico pianeta in cui viviamo. Un giorno una ragazza mi guardò chiedendosi da cosa scappassi per muovermi così tanto, ora so che non sto scappando ma sto solo vivendo a fondo la mia vita inseguendo i miei interessi e ciò che il mio io più profondo mi suggerisce.

Da almeno 3 anni stavamo progettando e risparmiando per un viaggio leggermente più impegnativo, che prevedeva di costruirci un mezzo abbastanza resistente per andare fino in Nuova Zelanda via terra. Si pensava a 2 anni ed un budget sui 50.000€, sapevamo già come muoverci noi e come muovere il camper, avevamo già imparato a capire come fare i percorsi e qualche trucco per ridurre gli stivaggi al minimo. Quando un giorno seppi di una possibilità lavorativa di prendermi 1 anno di stop non ci ho pensato due volte e dieci giorni dopo stavo già discutendo la cosa col diretto superiore e da li a 5 mesi ci si allacciava le scarpe per partire.

Ovviamente non avevamo ne il mezzo robusto, ne il budget previsto ne tantomeno i due anni previsti per cui abbiamo dovuto accantonare il “big project” e partire per qualcosa leggermente impegnativo ma comunque che fosse utile per testare le nostre conoscenze e le nostre idee per il big project che comunque è ancora ben vivo. Scartata l’Africa per l’instabilità ma soprattutto per la mancanza di un mezzo 4×4, scartata l’Asia perché il nostro mezzo è Ford e li sarebbe stato meglio un Mitzubisci, restava il Sud America o il Nord America. Ha vinto il secondo.

Come ci manteniamo in viaggio?

Domanda che ci fanno quasi tutti. Non siamo ricchi come ci ha detto un americano qui, non abbiamo case in affitto, non abbiamo genitori alle spalle che ci finanziano, non abbiamo ricevuto eredità in sostanza non abbiamo nulla se non la certezza di un lavoro al rientro ed un gruzzolo messo via col tempo (non basterebbe a comprarsi un BMW medio quindi tranquilli voi due perché non siamo ricchi).

Dato appunto che erano anni che preparavamo il viaggio sapevamo da chi vive in un van, in un camper o in un camion, con famiglia e senza, con animali e senza, quanto serve più o meno per muoversi un mese ed abbiamo moltiplicato per 8, aggiunto assicurazioni e voli e capito che riuscivamo a farlo per cui siamo partiti.

La prima cosa che abbiamo fatto è ridurre a zero le spese fisse quindi abbiamo lasciato la casa in affitto con tutte le sue bollette, abbiamo cancellato tutti i contratti a noi intestati e fortunatamente sono uno che odia i debiti quindi quelli non ne abbiamo.

 

Quanto spendiamo mensilmente?

Tolte le spese fisse siamo riusciti a metterci in una situazione ideale per cui tolte le spese per mangiare tutto il resto era a nostra discrezione. Se ne abbiamo spendiamo (biglietti per eventi, gasolio ed extra vari) mentre se non ne abbiamo ci parcheggiamo in una foresta e stiamo li a fare camping. Abbiamo quindi iniziato ad avere solo quel tipo di spese che chiamo attive.

Per mangiare spendiamo circa 600$ in 4, a volte meno, ci bastano e ce li facciamo bastare.

Per dormire ci siamo messi a disposizione 10$ al giorno; l’America offre moltissime soste gratuite e per il momento abbiamo speso una media di 6$ (contando la camera a Las Vegas!) e tutto ciò aggiunge 180$ per dormire al mese alle nostre spese.

Muovere il camper qui costa veramente poco, 1 gallone di benzina costa in media 2,6$ quindi parliamo di 0,65$ al litro con cui teniamo una media dei 14. Riempiamo il serbatoio con 40$ e guidiamo circa 800Km. Sembra un sogno però purtroppo, o per fortuna, le cose da vedere sono veramente tante ed è molto facile macinare Km. Noi avevamo pensato ad una media rilassata di 80Km al giorno ma siamo ben oltre, per il momento guidiamo ad una media di 180Km al giorno il che aggiunge circa 200$ di diesel alle spese mensili.

Per gli extra noi avevamo preventivato 15$ al giorno perché per noi è un viaggio e come tale vogliamo viverlo, non stiamo vivendo in camper per qualche mese girovagando in giro ma vogliamo sperimentare il posto in cui stiamo vivendo. Ciò implica visite ai musei, ingressi ai parchi, ristoranti di cucina locale ed in generale sfizi vari. Se togliamo le due città di Los Angeles e Las Vegas dove ci siamo comportati da turisti veri e propri diciamo che siamo intorno ai 10$ al giorno di extra, il che aggiunge altri 300$ di extra alle spese mensili.

Siamo sui 1280$ al mese in 4 tolti gli imprevisti, al cambio attuale si parla di circa 1100 euro; stiamo spendendo molto meno che a stare a casa. Ora si può spendere di meno? Certamente, basta guidare di meno e non visitare i posti che prevedono un ingresso. Perché non lo facciamo? Perché come dicevo prima il nostro è comunque un viaggio che ha il chiaro scopo di imparare il più possibile dalla terra, dai popoli e dai costumi locali. Inoltre potendo permettercelo non vogliamo azzerare completamente i nostri vizi comunque limitati per non vivere questa splendida esperienza con quelle che per noi sarebbero spiacevoli ombre.

ahahhahah 12000 miglia, molte ma molte di più!

 

Quali stati prevede il nostro viaggio?

  1. Maryland. Abbiamo spedito il mezzo al porto di Baltimora
  2. Virginia. Uno dei trucchi per ridurre lo stivaggio era di scegliere una stagione e portare solo quel tipo di vestiti. Abbiamo scelto la tarda primavera prima estate ed abbiamo disegnato il tragitto considerando il clima.
  3. Nord Carolina. Nonostante il freddo ci spingesse al caldo sud in Florida non volevamo correre troppo per cui abbiamo permesso alla costa atlantica con i suoi panorami di disegnare la prima parte di itinerario per noi.
  4. Sud Carolina. Qui ci abbiamo speso tre settimane non volute per via delle poste italiane che prima ci hanno assicurato una consegna in sette giorni e poi lo stesso pacco è tornato al mittente ben due mesi dopo la spedizione. Nel frattempo con le poste tedesche abbiamo fatto doppia spedizione giunta regolarmente alla metà del prezzo.
  5. Georgia. Ci dicevano tutti di tagliarla dritto per dritto ma onestamente la parte costiera ci è piaciuta. Ci torneremmo? mah non so.
  6. Florida. Finalmente il caldo. Ci abbiamo passato praticamente un intero mese girandocela in lungo ed in largo, girando le due foreste nazionali, le Everglades, evitando le trappole turistiche di Key West ma cercando le stradine sceniche degli indiani ed i campground statali dei pescatori locali. Seguivamo sempre la costa, questa volta era la costa del Mar del Golfo.
  7. Alabama. A parte una visita ad una nave da guerra che doveva durare due ore ma invece è durata un intero giorno, questo stato lo lasceremo per quando i ragazzi saranno grandi o quando saremo soli.
  8. Mississipi. Ironicamente anche qui dovevamo tagliarlo dritto per dritto ma invece ci abbiamo speso dieci giorni. Al confine siamo andati a visitare il centro test motori della Nasa per poi passare il resto dei giorni in una foresta e poi lungo costa giocando una specie di caccia al tesoro che ti portava a scoprire i 100 posti di interesse di Biloxi, una località marina che pur non avendo nulla è riuscita a creare un intrattenimento.
  9. Luoisiana. Qui dovevamo arrivare a New Orleans, completare la prima parte del viaggio e risalire il Mississipi lungo la via della musica per arrivare fino a Chicago. Questa volta è stato il meteo a farci cambiare piani portando una super cella fredda fino at 80 miglia da dove eravamo noi, tormente di neve, ghiaccio e temperature sotto lo zero ci hanno spinto ad abbandonare la risalita per continuare a godere del clima lungo la costa. Abbiamo quindi introdotto il Texas nel nostro giro ed abbiamo trascorso un altro mese splendido.
  10. Texas. Una gran bella scoperta. Coste dove con un permesso da 10$ l’anno puoi sostare liberamente col camper, parchi marini protetti dai Ranger e città interne ricche di storia ci hanno fatto meravigliare e pensare che in questo stato dovremo tornarci. Tre settimane non sono state sufficienti.
  11. Arkansas. Iniziamo da qui la risalita verso St. Louis da cui inizieremo la nostra Route 66. Bello anche l’Arkansas con la sua scenic drive 7 ed il Buffalo River.
  12. Missouri. Eccoci all’arco che fa da porta sul west. Iniziamo da qui il nostro viaggio nel viaggio, proprio come i primi guidatori sulla 66 ad inseguire il sogno californiano. Anche noi dovevamo arrivare a Los Angeles a trovare un amico che li fa il cuoco.
  13. Kansas. Poche miglia, proprio per seguire la 66. Altro stato da tornare a visitare.
  14. Oklahoma. Uno stato praticamente anonimo. Pensate che anche i locali a cui ci siamo rivolti per trovare la pompa dell’acqua del rubinetto quando sapevano che arrivavamo dalla Spagna ci guardavano e ci dicevano: “Ma come? Con tutti gli stati che ci sono proprio qui in Oklahoma venite?”. Eppure ci tornerò, c’è sempre qualcosa di interessante anche in una stanza all’apparenza vuota.
  15. Nuovo Messico. Fatto abbastanza di corsa, la Route 66 iniziava a stancarci ma comunque da tornarci per le sue tre foreste nazionali.
  16. Arizona. Qui inizia il viaggio ad ovest che dipinge i sogni di milioni di persone. Il Grand Canyon, Flagstaff, la Kaybab National Forest, il Monte California su a 4000m e la Petrified National Forest. Bella.
  17. California. Lo stato dorato da quanto costa. qui è tutto caro, il diesel a 4$, il cibo, i campground tutti a pagamento, però c’è il Joshua Tree National Park, quella città finta di Lake Havasu City, Los Angeles, Santa Barbara, la costiera Highway 1 con i suoi panorami mozzafiato, il Sequoia National Park ed il Kings Canyon National Park, la Death Valley. Purtroppo una nevicata fuori stagione ci ha fatto saltare lo Yosemite National Park ma torneremo.
  18. Las Vegas! Ok, avrei dovuto scrivere il Nevada ma di questo stato abbiamo visto veramente solo questa città. Ci potrei vivere in infradito in questo splendore, e la cosa stupisce anche me.
  19. Utah. Qui si fa sul serio, quell’inquietante deserto roccioso allo stato puro, Zion National Park, Bryce National Park, Capitol Reef National Park, Canyonlands National Park ed Arches National Park a cui si aggiunge Page, l’ansa del fiume Colorado più famosa al mondo l’horseshoe bend, il lago Powel e gli slot canyon, il Goblin State Park, la Monument Valley e le varie strade panoramiche.
  20. Colorado. Uno stato che al momento consideriamo il miglior stato visitato nel nostro percorso. Scusa Fabio! Mesa Verde National Park, Rocky Mountain National Park e ben 8 tra le migliori strade panoramiche degli interi stati uniti oltre che montagne che ti entrano nell’anima e come ci disse un locale: “Ci vediamo qui in giro ragazzi, queste montagne ti entrano dentro e non ti lasceranno più”.
  21. Sud Dakota. Wind Cave, il monte Rushmore, le Badlands National Park ed il Custer State Park.
  22. Wyoming. Questo è lo stato che considero il pezzo da novanta. La Big Horn National Forest, lo Yellowstone National Park, il Grand Teton National Park che hanno scritto intere pagine di storia naturalistica. Il solo pensarci mi mette strane vibrazioni!
  23. Idaho. Craters of the moon National Monument e poi su fino al suo estremo nord, quasi al confine col Canada a trovare gli host del campeggio che usammo in Florida con cui i bimbi han fatto amicizia. Questo stato è molto interessante perché seppur piccolo è molto montagnoso e si dice che se si prendesse nu ferro da stiro e lo si stirasse occuperebbe più superficie del Texas!
  24. Washington. Il nostro punto di uscita dagli USA che abbiamo previsto. A parte grossi imprevisti cercheremo di non mancare almeno due dei tre National Park presenti. Ma non finisce qui, qui finiscono solo i 6 mesi di permesso che ci concesse l’ufficiale in dogana, ora iniziano i due mesi di Coast to Coast Canadese, uno tra i tre più lunghi al mondo!
  25. Canada. Abbiamo previsto due mesi per attraversarne le regioni da Ovest ad Est seguendo la marca chilometrica originale della Transcanadese. Arriveremo fino ad Halifax da cui imbarcheremo il mezzo per l’Europa. Da qui voleremo direttamente sfruttando le due compagnie low cost Islandesi. Halifax->Rejkiavic e Rejkiavic->Parigi dove col treno andremo su ad Anversa a recuperare il camper.

 

Cosa faremo dopo questo viaggio?

Ancora non lo sappiamo. Ci dicono di scriverne un libro, ci dicono di fare dei video e montarli dopo con l’aiuto di professionisti ma secondo me il professionista dovrebbe partecipare anche alla fase di registrazione dei video per poter tirar fuori qualcosa di interessante, abbiamo pensato di fare un foto libro con l’aggiunta di qualche testo, potremmo semplicemente riversare in questo blog una tonnellata di post e di pensieri che abbiamo e che avremo ben oltre la data di ritorno.

Ci sono dei raduni di viaggiatori a cui potremo partecipare per condividere ulteriormente la nostra esperienza ed essere di aiuto ad altri che vorrebbero partire come abbiamo fatto noi, potremmo avere i contatti giusti per andare a parlarne in radio ma sicuramente ciò che sappiamo è che ora vogliamo continuare a viverlo intensamente questo viaggio.

Io ancora mi chiedo come farò a rientrare dopo una esperienza di questo genere, cosa succederà nella vita quotidiana?Sarò ancora in grado di gestirla secondo le regole standard? Riuscirò a reintrodurmi nella gabbia della quotidianità dopo essermi nutrito di libertà per otto mesi? Si inizia ad intravedere lo scossone che abbiamo ricevuto.

Che segno sta lasciando questo viaggio?

Siamo coscienti di vivere una esperienza più unica che rara che sta scuotendo le fondamenta del nostro vivere e nel mio caso personale ne ha cambiata la struttura. Ma andiamo con ordine, partiamo dai bimbi.

Cosa gli è successo dato che hanno “perso” un anno di scuola? Innanzitutto non lo hanno perso ma lo hanno svolto on the road. Abbiamo provato a fare home schooling ma stanno imparando talmente tante cose che non c’è spazio per aggiungerne di pre confezionate. Entrambi stanno imparando l’inglese, hanno imparato a fare amicizia rapidamente ed a scartare le compagnie “difficili”, hanno imparato nozioni di geologia e di mineraria, hanno imparato il movimento delle placche terrestri, conoscono le forze degli elementi tipo aria, piogge vento e ghiaccio, sanno riconoscere vari animali dalle loro impronte e dai loro resti, conoscono i pericoli delle foreste, sanno che esiste un mondo da esplorare e si approcciano al diverso con aria curiosa ben consapevoli che c’è molto da imparare, hanno imparato cosa serve per sopravvivere nei deserti ed alle grandi altezze, conoscono l’importanza dell’acqua, hanno imparato l’importanza dei giochi ed a non stancarsi dopo pochi giorni che ne hanno uno. Il grande ora vuole comprarsi una roulotte in cui vivere e girare il mondo col quad, il piccolo vuole mettere tutte le cose importanti in uno zaino e girarlo a piedi…. forse abbiamo creato due “mostri” 🙂

Lascio ad Elisa scrivere qualcosa a riguardo in un secondo post o nella sua rubrica “al femminile”.

Per quanto riguarda me alcune cose che consideravo importanti prima ora le considero molto meno importanti, tipo il fare qualcosa che lasci il segno su questo pianeta, la Terra vive senza di me, sono io che per un periodo molto limitato ne condividerò il cammino. Altre cose che consideravo importanti ma non gli dedicavo il giusto peso sono diventate ancora più importanti tipo alcuni dei miei hobby. L’astrofilia è esplosa in me, la passione per la fotografia anche, la semplice importanza di avere degli hobby e coltivarli piuttosto che avere degli oggetti per guardarli, l’importanza del fare esperienze saltata in posizione superiore rispetto all’importanza dei soldi (che restano fondamentali nel mondo in cui viviamo, non fraintendetemi).

Ho finalmente capito il tempo e non credo che non ne sprecherò più inseguendo il futuro, non riesco più a pensare al futuro come qualcosa di tangibile, lo considero ormai una opportunità e mi preparo a coglierla. Non riesco più a pensare al passato ma lo vedo come un insieme di momenti ricordati che nascono dai diversi punti di vista delle persone che li hanno vissuti. Resta il presente, è il presente la vera essenza, il succo del discorso, ormai la mia vita è qui ora. Ne ho assaggiata la consistenza, me ne sono innamorato vivamente e sono pronto a lasciarla quando sarà il momento. Non mi interessa più averne infinita ormai, ho capito cosa significa vivere e spero solo di riuscire a farlo anche una volta tornato.

Non dico che questi 8 mesi siano i migliori vissuti fino ad ora, ne ho vissuti altri altrettanto intensi ed altrettanto difficili prima di questi e per questo li metto a pari livello, perché anche loro come questi mi hanno scosso dalle certezze stabilite su cui stavo invecchiando. Ho scoperto che adoro fare nuove esperienze proprio perché mi rigirano da dentro e mi fanno vedere le cose da nuovi punti di vista.

Vasco Rossi cantava della vita “è tutto un equilibrio sopra la follia”, ad un concerto lessi un cartello con su scritto “e spostiamoli questi punti di equilibrio”. La canzone di cui parlo è Sally ed è la mia preferita da sempre.

The following two tabs change content below.

Emanuele Peretti

"Ma i tuoi occhi non si fermano mai!" mi disse un giorno una ragazzina mentre in scooter giravamo per Palma de Maiorca. Quella ragazzina è ora madre di due bimbi ed ancora mi segue. I miei occhi non si sono ancora fermati. Con questo blog vorrei fermare tutti i pensieri che accompagnano i miei viaggi e la mia vita per poterli rileggere quando un giorno sarò obbligato a stare fermo.

Lascia una risposta