Attimi di terrore a 8 metri di altezza

Per oggi abbiamo progettato una giornata a prova di bimbo acropark.es. Tiroline, ponti, corde ed alberi per provare il coraggio di grandi e piccini. Ci riusciremo? Chi lo sa?

Fast forward 12 ore.

Eccoci rientrati dopo una giornata splendida. Al mare è stato nuvoloso mentre su a 1500 eravamo sotto un pieno sole caldo. Il parco si è scoperto essere gestito da un italiano molto simpatico e preparato.
Il parco con i suoi 3 percorsi accoglie bimbi, giovani e maggiorenni. Noi abbiamo iniziato con il percorso kids per i bimbi ed è stato coinvolgente. Vedere due bimbi scalmanati applicare le norme di sicurezza fa capire che conoscono il pericolo.
Siam passati al percorso junior. Bello ed impegnativo per loro. Io cercavo la mia avventura e mi son detto: facciamo il senior. La mia compagna risponde: lo faccio solo con te. Si va.

Cambiamo imbragatura, diciamo ai bimbi di seguirci da sotto e partiamo. Prima stazione doppia scala da 4 metri. La prima easy, ma la seconda in verticale da fare all’esterno mi ha piegato la gambe. La guardavo e mi dicevo: salire di qui?

Forza e coraggio salgo. Tremavo. Non ricordavo l’ultima volta che ho avuto paura. Davvero non lo ricordo. E pensare che ne ho fatte di pazzie nella mia vita (comprese zip-lines a 50 metri di altezza ad Antigua). Saranno i figli, sarà la giovinezza.
Arrivo su. Sono a 8 metri di altezza. Nessun parapetto a proteggermi solo l’imbragatura e due moschettoni.

Se sbaglio qualcosa e cado finisce qui. Finita. La grande avventura termina. Mi incollo all’albero.

Stacco con la poca calma a disposizione il primo moschettone e lo preparo per la prima zip-line. Aggancio poi la puleggia. Fisso il secondo moschettone. Mi giro. La paura diventa terrore.

“Ma perché devo affidare la mia vita ad una corda?”

Ero inchiodato li. Dalla scala non si può scendere per via della sicura. L’altro albero a 15 metri da me, sotto il vuoto. Eccomi di fronte all’avversario. Eccomi faccia a faccia con il terrore. La vecchia dama sghignazza ma non cedo facilmente. Si va. Alzo le gambe e volo

Eccomi arrivare all’altro albero. È fatta. Sono vivo. Sono veramente vivo. Eccola la mia avventura di oggi. Da qui il percorso sarà tutto in discesa. Faremo corde singole sempre a buone altezze, reti, tronchi dove non si può evitare di guardare in basso, altre 3 zip-lines ancora più lunghe ma ormai ho vinto la mia avversaria. Ho vinto la mia paura. E sono più vivo di prima.

Finiremo il percorso felici e salvi. E mi porto a casa una grande lezione imparata: non ha senso evitare di vivere qualcosa per paura di perderlo, fosse anche la mia vita.

 

 

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Emanuele Peretti

"Ma i tuoi occhi non si fermano mai!" mi disse un giorno una ragazzina mentre in scooter giravamo per Palma de Maiorca. Quella ragazzina è ora madre di due bimbi ed ancora mi segue. I miei occhi non si sono ancora fermati. Con questo blog vorrei fermare tutti i pensieri che accompagnano i miei viaggi e la mia vita per poterli rileggere quando un giorno sarò obbligato a stare fermo.

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