#Camperiamo_al_femminile: La spesa “onTheRoad”

Fare la spesa “onTheRoad” è un punto veramente dolente per me, anche se dopo tre mesi forse riesco a gestirlo meglio (o forse è meglio che chiediate a Emanuele!!).
Diciamo che sono la tipica persona che è cresciuta a pane e Nutella, pane burro e zucchero, pane e Spuntì ma soprattutto McDonalds’ una volta a settimana.
Da quando sono diventata madre, beh è l’esatto opposto .. la tipica madre Bio che fa tutto in casa (e mi piace un sacco, perché sperimento la mia cucina euro-fusion), cibo “organic” e niente cioccolato fino ai 4 anni (come minimo) dei figli.
Ma secondo voi … perché ho il camper!?!?!? Mi avete sgamato!!!

Dopo aver letto delle mie paranoie di igiene e sporcizia, perché non farsi mancare anche paranoie sul cibo!?!?! 😉

Capirete quindi la mia preoccupazione nel cercare cibo sano, biologico e naturale fuori dai miei “quartieri”.

Fate conto che la mia prima spesa è durata tre ore … non sto scherzando!
Il primo supermercato in cui siamo stati è stato un Walmart (quasi d’obbligo entrare se si viene in America, almeno una volta si deve fare) , sono entrata alle 16.00 e sono arrivata in camper (parcheggiato li davanti) alle 19.30, con i bimbi affamatissimi.
È vero, sono entrata nel supermercato per eccellenza, il più grande d’America e il più conosciuto ma anche quello che permette a noi camperesti di dormire nel loro parcheggio. 🙂

Nella mia testa avevo già pensato di metterci molto tempo per fare la mia prima spesa: i prodotti non si conoscono, i prezzi bisogna guardarli bene, i pesi non sono tutti in grammi … ah perché ci ho messo tre ore? Non solo per quello che dicevo prima ma anche perché qui c’è di tutto e di più e bisogna stare attenti a ciò che si prende; non è detto che ciò che vedi è quello che pensi. Nel senso che non è detto che una bottiglia arancione, contenente un liquido arancione e una figura di arancia sull’etichetta sia succo d’arancia (difatti poi abbiamo scoperto che era una bibita al sapore di arancia fatta da zucchero, acqua, coloranti e sapore artificiale).
A proposito di acqua: qui apriamo un capitolo …

Voi dalla foto capite qualcosa?!?!? Beh, io non capivo neanche dalle confezioni che fosse acqua potabile, mi sembravano tutte confezioni di acqua distillata e/o confezioni di un liquido per auto o simili. Le dimensioni poi … sono immense. È difficile trovare confezioni “formato europeo” e con un camper europeo, tutto deve esser misurato, soprattutto sul nostro Wesfy (link al mezzo).
Insomma ho passato in rassegna tutti i prodotti che avrei dovuto comprare e i relativi ingredienti (no ogm, no artificial flavour, no questo, no quello) e alla fine sono uscita con la metà delle cose scritta sulla lista della spesa.

Noi siamo persone a cui piace provare prodotti locali, comprare dal negozzietto tipico, qui tutto ciò è difficile ma nonostante questo abbiamo provato due o tre tipi di supermercato, abbiamo provato un negozio lungo la strada nelle everglades (carissimo anche se il formaggio di capra era buonissimo) e siamo arrivati alla conclusione di trovarci bene con uno ed entrare sempre nello stesso. Questioni di ottimizzazione di tempo, costi di spesa e ingredienti … quando ti trovi bene con un prodotto che hai già controllato, continui a comprare quello e mangi “sicuro” e “sano”.
Un’altra opzione potrebbe essere quella di frequentare i “farmers market”. Noi non abbiamo ancora provato ma sembra che la qualità di frutta e verdura sia più alta dei supermercati. Normalmente sono durante i week end e basta cercare in internet dove e che orari hanno, quasi ogni cittadina ha il suo.

Oltre ad andare sempre nello stesso supermercato abbiamo adottato anche la tecnica del menù settimanale. Prima di fare la spesa, scriviamo il menù coinvolgendo anche i bambini ed in base a quello che mangeremo a pranzo e cena, scriviamo la lista della spesa. Questo metodo permette di rassicurare il Grande (che ha bisogno di certezze), di spendere il nostro budget settimanale prefissato (150$ a settimana, compresi i detersivi e varie per la pulizia camper e personale) e soprattutto di non sprecare cibo.
Credo proprio che questo metodo verrà mantenuto anche a casa, al rientro dal nostro viaggio.

In conclusione quando ci si sposta in continuazione abbiamo scoperto di trovarci bene seguendo questi tre piccoli accorgimenti:
1. Fidelizzarsi ad un supermercato in modo da conoscere, ovunque tu vada, i prodotti più affini ai tuoi gusti e gli ingredienti che contengono
2. Fissarsi un budget settimanale
3. Inventarsi un menù settimanale

Buona avventura!

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La Elli

"Ma i tuoi occhi non si fermano mai!" dissi un giorno ad un ragazzo mentre in scooter giravamo per Palma de Maiorca. Quel ragazzo è ora padre di due bimbi ed ancora sono al suo fianco. In tutti questi anni ho imparato a viaggiare con occhi diversi. Grazie ai vari cambiamenti che abbiamo avuto e grazie anche ai nostri meravigliosi figli, vorrei poter passare la mia passione della scoperta di culture e lingue nuove, cibi e posti nuovi e trasmettere che in ogni nostro piccolo gesto quotidiano ho imparato a fare di ogni giorno una nuova avventura.

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