Come insegnare al proprio figlio che fare i compiti può essere divertente.

Giornata molto tranquilla gestita dal vento freddo. Elisa ha azzardato un passeggio mattutino con Eric mentre io mi sono goduto una avventura casalinga con Eddi. Ma andiamo con ordine.

Rewind 14 ore. Ore 10:00 di mattina.

Io ed Eddi siamo spaparanzati sul divano e devo trovare il modo di convincerlo a finire i compiti delle vacanze. Il problema è che la scuola Waldorf da libertà al bimbo, quindi non è obbligatorio che li faccia. Ma io sono dittatoriale e voglio almeno fare un tentativo.
Mi avventuro nei meandri del rapporto padre figlio nelle vesti di educatore.
“Sai Eddi se lo trovi noioso è giusto che lo dica alla maestra però prima li devi finire. Così puoi tornare a scuola e dirle che li hai fatti e li hai trovati noiosi.” Eddi mi guarda perplesso. Ha capito che è vero ma intuisce la gabola. Io lo guardo e capisco che devo intervenire prima che la trovi.
“Sai io proverei a capire qual’è la parte che mi piace. Son sicuro che se ci fai attenzione mentre lo fai, di sicuro scopri come divertiti”. Stavolta ho fatto centro. Si illumina e con un gran sorriso mi dice “Sai papà? A me piace farlo quando uso il filo intrecciato.”
Maddai ma questo è facile allora.
“Ah si ? Ti piace il filo intrecciato? Ma bene lo vedi che sei bravo? Hai trovato subito la soluzione! Adesso finiamo il filo rosso e poi ne intrecciamo uno proprio come piace a te e lo fai tutto così!”

Il suo sorriso mi è bastato. È stata una cosa bellissima, speriamo si ricordi che oggi ha imparato a cambiare qualcosa di noioso in qualcosa di bello.

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Emanuele Peretti

"Ma i tuoi occhi non si fermano mai!" mi disse un giorno una ragazzina mentre in scooter giravamo per Palma de Maiorca. Quella ragazzina è ora madre di due bimbi ed ancora mi segue. I miei occhi non si sono ancora fermati. Con questo blog vorrei fermare tutti i pensieri che accompagnano i miei viaggi e la mia vita per poterli rileggere quando un giorno sarò obbligato a stare fermo.

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