Giro di tutta la Corsica in camper

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Itinerario

Partenza: Hyeres, costa Azzurra (10 Agosto).
Arrivo: Vinon sur Verdon, Provenza (26 Agosto).
Durata: 16 giorni
Tappe intermedie: Nice, Ile Rousse, S.ta Reparata, Corbara, Aregno, Cutteri, Calvi, Porto, Galeria (sosta con Spiaggia e parco Fango), Arone, calanche di Piana, Ajaccio, Gargese, Sagone, Liscia, plage d’Agosta (sosta in campeggio), Filitosa, Bonifacio, Palombaggia (2 giorni di ozio in campeggio), Porto Vecchio (2 minuti), San Cipriano, Aleria, Stagno di Diana(sosta in spiaggia), Bastia, Santa Maria, Macinaggio (sosta al porto), Barcaggio (sosta nel parcheggio della spiaggia), Marina di Farinosi (sosta in campeggio sulla spiaggia), Ostriconi (sosta in campeggio), Ile Rousse, Vinon sur Verdon.

Partenza da Nizza in traghetto

Il tanto atteso giorno della partenza è arrivato! Tanto atteso da me dato che che la mamma ed i bimbi sono al mare da 15 giorni. Partiamo da Hyeres ed a me viene la brillante idea di farci la costa fino a Nizza. Ci sono dei posti stupendi e la cornice sublime ha un suo fascino tuttavia verso Nizza il traffico sale fino al punto che per gli ultimi 7Km ci abbiamo messo 2 ore. In pratica siamo partiti subito dopo pranzo e siamo arrivati a Nizza alle 7 di sera, abbiamo parcheggiato al porto davanti ai Panfili (12,90 Euro) e siamo andati a mangiare in un ristorantino sul porto. Poi a nanna, domani la sveglia suona alle 5!

Ile Rousse e la spiaggia nera sulla costa ovest

Ore 5 sveglia! Facciamo una colazione leggera e ci avviamo all’imbarco, dopo un paio d’ore saliamo sul traghetto ed alle 8.30 lasciamo il porto in direzione Ille Rousse. Il traghetto corre tranquillo, il mare è una tavola e passando il Santuario dei cetacei abbiamo anche la fortuna di farne due avvistamenti. Non avevo mai visto delle balene dal vivo e non avevo mai immaginato le loro dimensioni, certo sui libri si parla di numeri e proporzioni ma quando le si vede a poche decine di metri in mare aperto é tutta un’altra cosa. Ancora estasiati arriviamo in porto per le 13.30. Sbarchiamo e partiamo alla scoperta di questa isola; è la prima volta che veniamo in Corsica e abbiamo intenzione di fare tutto il giro per poi in futuro approfondire le varie parti con calma. Partiamo in direzione Calvi, procederemo in senso antiorario. Subito prendiamo una strada che porta all’interno per farci una idea della zona in cui siamo, la nostra guida per i primi giorni sarà un Roodbook del 1985 per motociclette e piccoli camper; saliamo per S.ta Reparata, in breve siamo già belli alti e si gode la prima delle fantastiche viste che ci accompagneranno per tutta la vacanza. Sotto di noi tutta la baia di Ille Rousse con ancora il traghetto in porto (è più grande il traghetto del porto stesso!), proseguiamo per Corbara, Aregno, Cutteri (tre centri con poche case l’uno) per poi tornare sulla N197 direzione Calvi. La strada scorre tra mille curve ma il paesaggio e la gioia di essere lì a percorrerle non le fa pesare più di tanto. In una oretta abbondante e giungiamo a Calvi dove recuperiamo 5L di acqua e facciamo il pieno di GPL (noi abbiamo ancora il bombolone per cucina e riscaldamento).
Calvi è la classica meta turistica, noi per questa vacanza preferiremo l’avventura e cercheremo di riscoprire quelle parti di Corsica ancora poco civilizzate 2000 anni D.C.
Proseguiamo quindi per Porto, purtroppo l’equipaggio ed il secondo pilota dormono quindi perdiamo l’occasione di farci una passeggiata in questa natura selvaggia, riesco comunque a fermarmi spesso a scattare foto panoramiche nei tanti belvedere che si incontrano.
La montagna che arriva al mare permette suggestivi paesaggi ad ogni curva; tuttavia è da segnalare che la strada si è fatta ancora più impegnativa di prima, la carreggiata si ferma spesso ai 3 metri di larghezza ma le tante miniere di sosta agevolano il passaggio delle macchine che si incontrano sulla via, purtroppo passano anche i pullman e noi fortunatamente ne abbiamo visti 4 e tutte le volte eravamo in sosta … poker!
Dopo aver fatto 30Km in poco più di un ora arriviamo alla foce del fiume Fango alle porte di Galeria, proprio su questa foce si apre una imponente spiaggia di pietre scure a cui non sappiamo resistere, e dato che il parcheggio è anche AS decidiamo di trascorrere qui anche la notte (15 Euro). Il primo bagno in un acqua … un po’ freddina. Leggendo i cartelli scopriamo che questa foce è diventata parco scientifico anni or sono ed ora affittando una canoa è possibile visitare la fauna locale (tartarughe, martin pescatori, e piante di tutti i tipi e colori. Ci torneremo con i bimbi più grandi. Maggiori informazioni su http://www.delta-du-fangu.com/).
Avremmo voluto fare una passeggiata sul sito dell’Argentella che, come dice il nome, ospitava le miniere di argento ormai abbandonate; purtroppo ci avvisano che si tratta di una camminata di almeno 2 ore, abbastanza ripida e dato che con il camper la strada non è percorribile, anche questa la faremo con i bimbi più grandi.

 

Piana, spiaggia di Arone

Al mattino sveglia tardi, colazione e poi sistemiamo per ripartire. Partiamo dal delta del Fango, effettuiamo una breve escursione nel paesino di Galeria (niente di interessante) per poi rientrare nel percorso tortuoso in direzione Porto. Lungo la strada facciamo sempre qualche pausa nei belvedere quando ad un certo punto la tortuosità aumenta a livelli inimmaginabili, praticamente non esiste un pezzo di rettilineo per almeno 10Km (D81).. si vede che non è stata disegnata da Napoleone! Ci fermiamo in una pineta lungo la strada per riprenderci un attimo da tutte le curve e consumare un leggero pasto. Ripresi i sensi ci dirigiamo verso il noleggio barche per una visita alle calanche di Piana, purtroppo la scarsa potenza a disposizione di chi non ha un patentino nautico (6CV) non ci convince, in mare sono troppo pochi, e quindi decidiamo di proseguire sulla D81 per raggiungere la seconda spiaggia di Porto (qui si possono fare visite guidate euro 75 a persona per la giornata).
Proseguendo per Piana sulla D81 prendere a destra alla prima stradina (indicazioni campeggio comunale), si può parcheggiare gratuitamente nel parcheggio del campeggio fino alle 19.00, noi parcheggiamo e ci godiamo un pomeriggio di mare.
Verso le 19 lasciamo il posto e ci dirigiamo verso la Spiaggia di Arone. Per nostra fortuna passiamo le calanche in pieno tramonto per cui la roccia intorno a noi si tinge di rosso in varie tonalità per 10Km di colori mozzafiato con il tramonto sul mare.
Giunti a Piana proseguiamo altri 10Km ed arriviamo alla tanto decantata spiaggia, prima delusione: è vietata la sosta ai camper. Seconda delusione: il campeggio è completo. Fortunatamente lungo l’ultimo tratto abbiamo notato un Chiringuito (42.235352,8.583627) con un ampio parcheggio, abbiamo parcheggiato ed abbiamo chiesto al proprietario se potevamo fermarci per la notte. Probabilmente i 4 tavoli stracolmi di birra lo avevano messo di buon umore e ci ha permesso la sosta, quindi Elisa si mette subito ai fornelli a preparare un bel piatto di pennette all’Amatriciana. E poi tutti a nanna.

 

Ajaccio in direzione Capo Rosso

Una volta che ci svegliamo di buon ora il tempo non è dei migliori così decidiamo di fare una passeggiata sul sentiero che parte dal Cerenguito verso il Capo Rosso. Le indicazioni danno 1,5h di sentiero facile per raggiungere la rovina. Noi ne faremo 40 minuti ad andare e 50 a tornare, a metà percorso si può già affacciarsi ad uno strapiombo sul mare che dona una spettacolare vista sul golfo di Porto. Giunti al camper il tempo peggiora e quindi decidiamo di mangiare e sfruttare il maltempo per raggiungere Ajaccio dove cercheremo un camping per la notte.
Sulla strada, ora più larga e scorrevole, si viaggia agevoli, passiamo per Gargese (invasa dagli Internet Point) poi Sagone con le sue lunghe spiagge, Liscia con la sua sabbia bianca e prima sosta al belvedere Bocca di Corbinica; 40Km in un ora, bene la media sale! Giungiamo ad Ajaccio dove troviamo un posto libero per 20 minuti proprio davanti all’ufficio del turismo (che offre internet gratuito per 20 minuti). Mentre io controllo due cose su internet ecco che finiscono di pulire la piazza del mercato, ed essendo l’entrata proprio davanti a dove avevamo lasciato il mezzo mia moglie salta alla guida e parcheggia.
Ora abbiamo tutto il tempo di visitare la città! Crediamo che 2h per Ajaccio siano sufficienti, Cittadella (ormai chiusa e diventata base militare), casa di napoleone, giro per le vie, crepe alla crema chantilly e perché no … “una rapina” da U Stazzu (storico macellaio della città, presente da 5 generazioni, la lonzetta a 70Euro/Kg per me è una rapina!) e poi di ritorno verso il camper.
Ajaccio è una città prettamente commerciale, ha un grande complesso industriale che si sviluppa dal porto verso l’entroterra.
Noi ripartiamo lungo costa alla ricerca di un camping, facciamo passare un paio di paesi per allontanarci dal porto commerciale e ne troviamo uno alla Plage d’Agosta; camping Europa, 2 stelle, parlano Italiano, market, ristorante, corrente elettrica, CS e se si riesce a parcheggiare il camper allora c’é posto (20,70 Euro con la corrente). Ci sistemiamo e ricarichiamo tutto, cellulari, portatile e acqua.

 

Il popolo misterioso di Filitosa

Ci svegliamo sotto la pioggia e ne approfittiamo per un rapido progetto dei prossimi giorni. Abbiamo capito che la Corsica è un’isola che ha tantissimo da dare sia sulla costa che all’interno o in montagna. Una vacanza non basta per viverla per bene e quindi iniziamo a concentrarci su un obiettivo: evitare il caos del Ferragosto italiano e visitare il mare incontaminato.
Il piano per i prossimi giorni è: dirigersi verso Filitosa (chi era quel misterioso “popolo del mare” giunto nel 1100 A.C.?) e poi provare a fare un salto ai Megaliti di Cauria ed Era del Bronzo a Cucuruzzu e Capula per immergerci nella storia a migliaia di anni indietro.
Pranziamo, sistemiamo il camper e ci dirigiamo alla cassa del campeggio per pagare. Qui arriva la prima vera grossa delusione. Il ragazzo alla cassa mi da la CI (documento di identità) ed io a lui la Carta di Credito per pagare; lui stampa lo scontrino lo piega e mi fa vedere il prezzo ma noto che tiene la mano in una strana posizione. Faccio finta di non vedere bene e prendo in mano lo scontrino e … tàcchete, beccato!!! Il furbetto stava nascondendo il numero di giorni ed il vero totale di 207 Euro ossia 10 giorni giusti. Faccio notare “l’errore” lui corregge il tutto, io controllo ancora sul display al momento di pagare (con la carta francese si digita il PIN come con i nostri bancomat e li viene fuori il totale. Ma il ragazzo non si era accorto che avevo una carta francese quindi anche se non avessi visto lo scontrino avrei visto il prezzo sul display. In caso di carta con firma invece lui prende i soldi e noi dobbiamo evitare la firma e comunicare in Banca il blocco del pagamento). Faccio un salto dai signori italiani che avevano parcheggiato a fianco a noi gli racconto l’accaduto giusto per metterli in guardia e poi partenza per Filitosa!
60Km in un ora, wow si ricomincia a ragionare!
L’area è molto caratteristica, si tratta di un antichissimo oliveto con piante che variano dai 600 anni agli 800 anni di età, sono ulivi veramente enormi. Arrivati al sito storico prendiamo la mappa (4Euro che si possono risparmiare dato che all’interno c’è un solo percorso, ma d’altronde in Corsica campano sui turisti come ci disse onestamente una guida qualche giorno più avanti) e facciamo il giro, visitiamo i buchi in cui vivevano questi ominidi piccolissimi ed anche le statue di cui nessuno parla. Praticamente sul versante della collinetta ci sono un gruppo di rocce a terra, se le si osserva bene si vede che sono rappresentazioni in scala 1:1 di due dinosauri, un T-Rex e uno Stegosauro (ma sul secondo potremmo sbagliarci). Sono le uniche parti che non hanno un cartello o un faretto, come se non se ne fossero accorti. Continuiamo il giro verso il più grande ulivo della zona: 1200 anni in tutto il loro splendore! Tutti i punti importanti sono segnalati da una colonnina che in 4 lingue (italiano compreso) raccontano cosa si sta guardando, tutto il sito ha una musica chill-out diffusa da un impianto Boze da urlo!!!!!!
Dopo la visita sentiamo degli amici che sono a Bonifacio e decidiamo di raggiungerli in serata. Giunti a Bonifacio andiamo alla spiaggia di Sant’Amanza per una sosta libera in uno dei tanti parcheggi disponibili in mezzo a camper francesi e campeggiatori selvaggi.
Sulla strada siamo passati a Sartene e ci siamo fermati per una cena, abbiamo trovato un ristorantino (U Mariulinu) dove abbiamo mangiato cannelloni e ravioli a u Brocciu fatti veramente bene per essere fuori dall’Italia (in effetti sembra sempre più di essere in Sardegna, anche il dialetto corso è di fatto un Italiano sporco.. se si ascoltano le stazioni radio corse si riesce a capire almeno il 90% di quello che dicono).

 

In preparazione per le isole Lavezzi

Purtroppo non riusciamo a vedere i nostri amici per scarsa comunicazione per cui decidiamo di farci una mattina di mare e poi andare al faro a capo Pertusato da cui sembra si possano vedere le Isole Lavezzi ed il nord della Sardegna per fare qualche foto e poi andare in porto a Bonifacio per fare un tour in barca. Dopo aver parcheggiato dietro la gendarmerie (7 Euro) ci dirigiamo al porto dove troviamo una gita di una giornata intera sulle Isole Lavezzi, un parco marino assolutamente privo di costruzioni. Prendiamo due biglietti per domani ed andiamo sulla Cittadella a visitare questa antica roccaforte Genovese.

Ci sono tre modi per salire: a piedi seguendo una strada veramente ripida, sempre a piedi facendo le scale all’interno delle mura (si parte dal molo) o prendendo il trenino (5 Euro). Noi siamo saliti col trenino e dopo aver fatto un bel pomeriggio perdendoci tra le viette abbiamo trovato un posticino in cui mangiare e siamo scesi per la scalinata. La notte la trascorriamo in libera al faro di Capo Pertusato (sempre in mezzo a camper di tute le nazionalità) da cui vediamo anche i fuochi d’artificio sopra Bonifacio.

AL mattino presto parcheggiamo il camper al parcheggio sterrato dell’Utile (permesso se si hanno i biglietti per l’uscita alle Isole o per fare la spesa) e prendiamo la barca. L’isola è deserta ed arrivando con la barca si nota già la grande quantità di pesci che si trovano, facendo il bagno già a due metri dalla costa si è immersi in pesci di ogni taglia e colore. Finalmente incontriamo i nostri amici e ci godiamo una intera giornata di mare incontaminato lontano da tutto e da tutti. Al rientro la barca fa un giro all’isola Cavallo (l’isola dei ricchi), poi passiamo alla grotta di Napoleone (chiamata così perché ne ricorda il cappello), le falesie e poi rientra in porto. Data la stanchezza decidiamo di dormire ancora a Sant’Amanza e partire l’indomani mattina.

 

Palombaggia e la baia di Rondinara, Porto vecchio e Aleria.

Partenza in direzione Palombaggia, lungo il cammino facciamo una deviazione verso la baia di Rondinara; c’è una strada che scende e l’ultimo Km è tutta coda per l’ingresso al parcheggio (6E) noi data la ressa decidiamo di lasciar perdere e proseguire.
Arriviamo a Palombaggia, evitiamo entrambe le AS ed andiamo dritti in campeggio per fare le lavatrici. Troviamo un campeggio alla fine della spiaggia a circa 10Km dalla seconda AS, ci sistemiamo ed iniziamo le pulizie. Alle 5 pausa piscina e poi cena.

Il campeggio è veramente confortevole e troviamo due Italiani veramente simpatici con un bimbo che fa presto amicizia con il nostro. Un giorno di completo relax e domani si riparte in direzione Porto Vecchio. Parlando con dei ragazzi non ci è sembrata necessaria la visita alla spiaggia (le due settimane centrali di Agosto non sono il periodo migliore per le mete prettamente turistiche, stiamo già pensando di ritornare uno dei prossimi anni a fine maggio o primi di Luglio). Sulla strada passiamo Porto Vecchio che finisce prima ancora che ci venga voglia di fermarci per fare un giro, poco male, proseguiamo e prendiamo la D468 per San Cipriano. Giunti sul posto il piccolo dorme allora decido di fare un sopralluogo sulla spiaggia; effettivamente è molto bella, molto lunga si compone di 3 golfetti di cui il centrale per le barche e gli esterni con pineta alle spalle. Se non fosse presa d’assalto come Rimini ci saremmo anche fermati, mi sa che anche questa finisce nella lista per Giugno. Torno al camper e con mia moglie decidiamo di proseguire sulle D468 per Pinarello, arriviamo ed anche qui ressa in spiaggia e parcheggio comunale strapieno; aggiungiamo alla lista di Giugno e proseguiamo per Aleria. Purtroppo tutti i nostri dubbi hanno trovato conferma, e la parte Sud-Est é la più frequentata. Giunti ad Aleria andiamo all’ufficio turistico dove ci indicano l’ingresso per lo stagno di Diana. Prendiamo la N200, prima della spiaggia la deviazione plage, 300m ed arrivati al parcheggio, proseguiamo sulla strada in terra battuta che costeggia una spiaggia semi-deserta fino alla torre di Aleria. Sono circa 5Km percorribili con camper agili non troppo bassi; la strada è in terra battuta ma presenta degli avvallamenti in cui si trova della fanghiglia, per tanto in caso di piogge recenti è sconsigliato il passaggio ai mezzi non 4×4. Giunti alla torre ci ritroviamo in mezzo ai 4×4, chiediamo e ci dicono che è possibile fermarsi per la notte, fantastico!
Scendiamo in spiaggia e ci godiamo un pomeriggio di mare, vediamo per la prima volta un immenso branco di pesci che nuotano e saltano fino a 30cm sopra l’acqua … sembrava una nuvola argentea a pelo d’acqua.
Verso le 19.30 saliamo per preparare una cenetta a base di scaloppine al vino bianco. Il posto é incantevole: alle nostre spalle si perdono all’orizzonte i vitigni della tenuta del Presidente, di fronte a noi il mare con la luna a ¾ che illumina il camper sotto la torre di avvistamento, sembra di essere in un altra decade. Alla nostra sinistra troviamo lo stagno di Diana alimentato dal mare, dall’altra parte dello stretto altri 4×4 che bivaccano sulla spiaggia mentre sulla spiaggia si montano le tende dei pescatori.
Che sogno, termino il toscano che ho deciso di godermi stasera e mi ritiro per bussare alla porte di Ade.

 

Lo stagno di Diana risalendo la costa est verso Bastia

Ci svegliamo sotto una pioggerella intermittente, spostiamo subito il camper per evitare di impantanarci (ne rischiamo uno infatti) ed arriviamo alla prima spiaggia dove facciamo colazione e scattiamo alcune foto senza nessuno; poi via verso Bastia.
Giunti a Bastia ci imbottigliamo nel traffico per un paio di Km e poi saliamo verso le montagne interne per goderci la vista su questa parte di costa.
Seguiamo Villa di Pietrabugno e prendiamo la D31 per Santa Maria, ci fermiamo alla chiesetta per mangiare un cocco vedendo tutta la costa di Bastia fino allo Stagno di Buguglia; se fosse limpido si vedrebbe anche l’arcipelago toscano.
Finita la merenda prendiamo per il “dito”, ci fermiamo a fare il bagno su una delle tante spiaggette lungo la strada e poi raggiungiamo il ristorante “U Portu” a Macinaggio suggerito sempre dalla Lonely Planet (94E in tre per una cena tutto pesce del tutto mediocre, iniziamo ad avere il dubbio che la Lonely della Corsica non sia troppo aggiornata e soprattutto che i prezzi non siano più tanto corretti).
Sempre a Macinaggio ci fermiamo al porto per la notte, due francesi di fianco a noi ci dicono che al centro del parcheggio è vietato alle roulotte/camper mentre al bordo la sosta per una notte è consentita; inoltre per la prima volta dopo due anni riusciamo ad approfondire la loro idea di Plen Air.
Premetto che siamo in territorio francese e sul territorio francese la sosta è permessa salvo divieti su segnaletica. Loro ci dicono che è giusto così perché, dal momento che dormire in macchina non è vietato, allora non deve essere vietato neanche dormire in camper, parole testuali: “Che differenza fa se io in macchina ho montato un tavolo ed un letto? Basta non aprire i gavoni, tendalini e non montare niente fuori e così sono come una grande macchina.” Io sono d’accordo con loro però mi è subito saltato il pensiero ad un proprietario di Concorde XL200. 😀

 

Il dito Corso. Barcaggio, Aureggio e Tollare.

Sveglia di buon ora (altri camper francesi si sono aggiunti nella notte), facciamo colazione e poi via in cerca di mare. Prendendo la D80 per Rogliano ci imbattiamo tra molti belvedere e finalmente riusciamo a vedere ancora la nostra amata Italia col suo arcipelago Toscano. Giunti ad Ersa siamo scesi per Barcaggio dove ci è stata indicata una spiaggia di sabbia bianca con parcheggio per camper.
Pagati i 10 Euro per giorno e notte ci incamminiamo sulla spiaggia; sono poche centinaia di metri ma sufficienti ad incontrare le mucche che mangiano le alghe presenti (talmente tante che formano un tappeto al principio, vicino a dove sfocia il fiume). Come detto la sabbia è poca (una 50ina di metri su mezzo Km di spiaggia) e le alghe tante ma il mare è stupendo, piú del solito proprio di fronte l’isola de la Giraglia. Ci godiamo una bella giornata di mare e verso le 7 saliamo in camper per una cenetta, ma di colpo lo snack bar si trasforma in discoteca! Io ed Edoardo ci addormentiamo ma la Eli resta sveglia fino alle 3. Purtroppo abbiamo beccato la serata sbagliata!!!

 

Ci svegliamo poco riposati e decidiamo di andare verso un campeggio per le solite pulizie generali. Sulla strada incontriamo Tollare dove c’è una AS con carico acqua sempre a 10 Euro, sul mare e senza snack bar. Proseguiamo per S. Florant sempre sulla D80. La costa è stupenda, siamo tornati ai paesaggi di inizio viaggio; a Lupi deviamo per andare a mangiare alla torre di Seneca. Dopo pranzo riprendiamo la D80 sempre in direzione S. Florant, ad Aureggio vediamo un’altra AS in mezzo agli alberi (non abbiamo chiesto il prezzo).
Giungiamo al campeggio “A Stella”, gestito da un romano trasferitosi da tempo in Corsica (25 Euro al giorno tutto compreso), siamo sulla spiaggia ancora una volta, facciamo CS e ci sistemiamo per un paio di giorni di mare.

 

 

I vini di Patrimonio.

Ieri siamo rimasti in campeggio, sole e mare e purtroppo uno sgradito incontro con due meduse. Oggi il sole cocente ci sveglia, facciamo colazione e ci prepariamo per la partenza mentre Edoardo gioca con i cagnolini dei vicini. Verso le 10.30 siamo pronti, paghiamo e continuiamo sulla D80 in direzione S. Florant. La zona di Patrimonio con i suoi vini la saltiamo (comunque facciamo un salto da un viticultore che ci hanno segnalato per recuperare un po di moscatello e qualche litro di rosso). Ripresa la D80 ci fermiamo per il pranzo al belvedere sopra S. Florant e poi proseguiamo per la spiaggia de L’Ostriconi.
Appena arriviamo entriamo nel campeggio (32 Euro con corrente), ci sistemiamo ed io faccio un sopralluogo in spiaggia. Il campeggio segnala “accesso alla spiaggia” in realtà è un buon 15 minuti di camminata tra coltivazioni e mucche, poi si oltrepassa il fiume su un ponte mobile e si arriva alla spiaggia. Questa è come tutte le altre ossia il fiume alle spalle, poi la spiaggia con la sua sabbia bianca e fine ed il mare ma qui c’è una divertente novità: bisogna guadarlo a piedi. L’acqua non é troppo alta, nel punto più profondo arriva all’inguine altrimenti ci si bagna fin sopra al ginocchio. Rientro al camper per recuperare l’equipaggio.
Riusciamo a fare ancora un pomeriggio di mare prima di prepararci per il rientro di domani.

 

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Emanuele Peretti

"Ma i tuoi occhi non si fermano mai!" mi disse un giorno una ragazzina mentre in scooter giravamo per Palma de Maiorca. Quella ragazzina è ora madre di due bimbi ed ancora mi segue. I miei occhi non si sono ancora fermati. Con questo blog vorrei fermare tutti i pensieri che accompagnano i miei viaggi e la mia vita per poterli rileggere quando un giorno sarò obbligato a stare fermo.

One Response

  1. Kathy

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