Vacanze tra Granada e la Sierra Nevada.

Nel nostro viaggio Pasquale dopo aver visitato Valencia e Cabo de Gata abbiamo deciso di visitare anche Granada e la sua splendida Alhambra.

Voglio prima raccontarvi un aneddoto divertente. In questa vacanza eravamo con amici e loro non avevano un camper. Inizialmente si pensava di adattare la loro auto a mo di camper per fare una vacanza itinerante. Tuttavia un piccolo incidente ad una spalla troncò il piano di netto. Senza che riuscissimo a trovarci per considerare il cambiamento ci trovammo a fare una vacanza in campeggio fissi con camminate per visitare Cabo de Gata lontano dalla gente o per fare escursioni in canoa. Non esattamente il mio ideale di viaggio.

Aggiungiamo due stili diametralmente opposti. Noi siamo totalmente all’avventura e voi che ci seguite ormai lo saprete (per chi atterra da noi per la prima volta benvenuti! e volete farvi un ripassino del nostro stile di viaggio potete dare un occhio a questa avventura in Corsica o anche a questa mia avventura quotidiana. Per dirvene un’altra questo capodanno si organizzava il Brasile per poi cambiare con la Polonia per finire a farci delle vacanze non organizzate alle Canarie) mentre i nostri amici sono precisi e si documentano approfonditamente per sapere cosa visitare prima di partire. Una ser mentre ne parlavamo uscì la frase “perché se non ti organizzi prima la cosa no è ben fatta”. Sussurrata, come a voler sottolineare la non totale convinzione del messaggio. Ed infatti io non ne fui per niente convinto.

Detto ciò una mattina prendiamo e partiamo con l’intento di visitare l’Alhambra. Facciamo una telefonata per sapere dei biglietti e ci dicono che l’unico buco disponibile era per il giorno seguente. Non ci interessa, decidiamo di andare lo stesso e vedere la il da farsi. Giunti alla cassa scopriamo che avevano ragione. I biglietti si fanno su internet, per telefono o alla cassa ma dalle 8 alle 10 di mattina mettendosi in fila almeno alle 7. Decidiamo di cercare il Suk e facciamo un giro intorno alle mura, quello si fa anche senza biglietto.

granada, le mura dell'Alhambra

 

La passeggiata è semplice quando ad un tratto…. BAM!

Ci si apre di fronte a noi una vista mozzafiato su tutta Granda e sulla sua parte vecchia. Bellissima. Decidiamo così di andare nella piazza vecchia di cui vediamo il mirador di San Michele per avere una vista completa dell’Alhambra stessa. Scendiamo, risaliamo quando ecco che da dietro un angolo compare un incappucciato! Siiiiiii io volevo andare a Siviglia a vedere le processioni delle confraternite ma non ci siamo riusciti per via della distanza ed ecco che me ne trovo uno qui davanti, ora, mentre meno me lo aspetto, in una giornata che sembrava partita per essere un fallimento. Ma questa è una aventura vera e propria!

Dei signori di fronte a me lo salutano ma lui fa segno di essere nella penitenza del silenzio per cui fa un piccolo gesto con la mano e prosegue per la sua strada. Avevo sentito di differenze penitenze nelle 53 confraternite sivigliane e non sapevo che ogni confraternita andalusa le seguisse. Pare che qui a Granada, ormai parecchi anni fa, la confraternita del pomeriggio si autoflagellasse con biglie di terracotta mischiate a schegge di vetro prima di portare Gesù e la Vergine Aurora in processione per le strade della città. Ora son passati alla penitenza del silenzio, molto meno cruento ma comunque no facile da perseguire.

Noi proseguiamo la visita diGranada antica con le sue fortissime influenze arabe.

Influenze arabe in Granada

 

Quando stiamo per giungere al mirador di San Michele incrociamo una ragazza vestita di nero che scende lungo la strada a passo sostenuto. Il mirador può aspettare, la curiosità è molta e notiamo che sempre più gente si sta riversando nelle strade seguendo la giovane vestita di nero. E noi ci mischiamo allegramente alla folla. In pochi minuti giungiamo in una piazza dove si stanno raccogliendo in tanti, sia penitenti delle confraternite sia donne vestite di nero. Come nelle usanze mongole di ingresso degli uomini e delle donne nelle loro tende anche qui l’entrata in chiesa prevede la parte sinistra per sinistra per i confratelli e la parte destra per le donne.

 

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Io faccio un giro e poi ci troviamo un posticino da cui osservare l’uscita della processione. Dovremo aspettare circa un’oretta ma non fa caldo, il sole sta scendendo ed i bimbi hanno molto da guardare. Piano piano la piazza si riempie, lo spazio inizia a scarseggiare e nell’aria si respira eccitazione e l’attesa delle persone vicino a noi. Sono quasi tutti vestiti a festa, molto curati nella loro povertà e semplicità. Non riesco ad evitare di considerare questa contraddizione ma se ci penso anche in Italia è sempre esistito il vestito della festa. Continuiamo a guardarci intorno mentre i minuti passano. Arriva anche la banda e si unisce alla nostra attesa. Ormai manca poco. Dovrebbero iniziare alle 17:50.

 

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Finalmente eccoli uscire e prepararsi. Prima escono con i libri sacri portando i simboli della loro fratellanza e della loro devozione.

 

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E poi arriva il carro. Questi carri pesano moltissimo, sono trasportati a spalla da uomini che portano 50Kg l’uno per un paio d’ore.

 

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Successivamente escono le donne vestite di bianco, sono scortate dai confratelli ed anticipano l’uscita della vergine Aurora. E’ la vergine che tutti aspettano. Nella piazza regna un silenzio surreale. I bimbi sono tutti rapiti da tanta tradizione e non si sente neanche il canto degli uccelli.

 

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Ad un certo punto esce il carro. Lo poggiano a terra ed i portantini si scambiano. Quelli nuovi lo alzeranno con un balzo che segnalerà alla folla di scatenare la sua euforia. Stavano tutti aspettando questo segnale. Una ragazzina strilla “Aurora!” ed un gruppo di ragazzi le risponde sempre strillando “Guapa! Guapa Guapa!”. Le strilla si faranno sempre più alte e si ripeteranno svariate volte. C’è un turbine di emozioni nell’aria e si possono respirare, si concretizzano nei presenti e nella loro partecipazione.

 

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Non abbiamo intenzione di seguire la processione, abbiamo già parecchio da digerire ed i bimbi son stati fin troppo bravi (come anche la loro mamma a prodigarsi per farli assistere mentre io scattavo foto). Scendiamo e decidiamo di tornare al camper senza però perderci il mirador di San Michele. In fondo era tutto iniziato da questo. E dal momento che siamo al tramonto è il momento migliore per andare a vedere di cosa si tratta. Beh si ne vale decisamente la pena. L’impatto visivo è molto forte. L’Alhambra con dietro la Sierra Nevada al tramonto lasciano il segno.

 

Granada, Alhambra e Sierra Nevada

 

Mentre scendiamo incrociamo la processione dei confratelli della sera, loro vestiti in nero e oro. Questi si parlano picchiando un legno sul terreno, anche loro fanno penitenza del silenzio.

 

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Torniamo al parcheggio dell’Alhambra dove è possibile sostare per la notte con 36€. Non pochi ma è molto comodo per essere li al mattino. Noi invece ceniamo e decidiamo di provare a tornare in campeggio entro le 23, orario di chiusura delle porte. Ci riusciamo al pelo. Arriveremo alle 23:02 con 1 solo litro di gasolio nel serbatoio. Fortuna che non ci servirà la Webasto per la notte.

 

Anche questa grande avventura ci ha lasciato pieni di ottimi momenti, ci ha riempito di emozioni forti e ci ha fatto vivere tradizioni vecchie di 400 anni. Il giorno successivo siamo andati alla Playa de los Muertos che prende il nome dalle particolari correnti che portavano li i corpi dei naufragi nei tempi antichi.

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Emanuele Peretti

"Ma i tuoi occhi non si fermano mai!" mi disse un giorno una ragazzina mentre in scooter giravamo per Palma de Maiorca. Quella ragazzina è ora madre di due bimbi ed ancora mi segue. I miei occhi non si sono ancora fermati. Con questo blog vorrei fermare tutti i pensieri che accompagnano i miei viaggi e la mia vita per poterli rileggere quando un giorno sarò obbligato a stare fermo.

One Response

  1. Keri

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