Le giovani marmotte!

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 Ruta de la marmota (Bagà, Catalunya, Spain)

Wikiloc I love you. Non aggiungerei altro.

Ogni grande cammino inizia con un passo iniziale. Mamma e papà scout cercavano da tempo il modo passare il loro amore per le montagne alle due giovani marmotte nate dal loro amore. Abbiamo atteso lunghi anni. Abbiamo sempre scelto mete adatte a loro. Ma finalmente l’attesa è finita.

Settimana scorsa è giunto il fatidico giorno, il grande test (per noi mica per loro!).

Mi informo con i colleghi catalani se ci sono sentieri per famiglie nelle vicinanze e vengo invitato a dare un occhio a wikiloc usata da un runner di montagna. Il sito è ben fatto ma non lo descriverò in questo post. Mi voglio concentrare sulle emozioni che abbiamo provato prima e durante questa uscita.

Faccio qualche ricerca e resto subito affascinato da quanto sia facile trovare percorsi facili adatti a bimbi piccoli (11 anni in due) che andranno in montagna per la prima volta. Decido allora di affinare la ricerca. Si sa che i bimbi si innamorano facilmente delle novità ma, almeno i miei, devono avere qualcosa da fare. Ci deve essere qualcosa che li stimoli altrimenti sopraggiunge la noia in un lampo.

Pensa che ti ripensa.. ci sono! Facciamo una ricerca di qualche animale che non conoscono!

Ripercorro la lista di camminate che avevo evidenziato pensando di leggere tra i commenti qualche riferimento ad animali quando un titolo mi salta all’occhio. Ruta de la marmota. Le marmotte, questi simpatici scoiattoloidi tanto teneri.

Scelto il percorso sempre più eccitato vado su www.furgovw.org e mi cerco una sosta nella zona. Ce ne sono 2 o 3 li vicino (Al santuario a la molina, oppure alle fonti del llobregat). Mi segno le coordinate anche se le dovrei averle sul navigatore, mi scarico sul telefono il tracciato del sentiero ed aspettiamo trepidanti il fine settimana senza parlarne in casa. E’ il nostro modo per evitare le febbri dei bimbi, non gli diciamo niente duranti i preparativi e ne facciamo di ogni progetto una sorpresa!

Arrivato il week-end! Arrivato il week-end! Pronti in partenza!

Annunciamo la lieta novella ai bimbi che super eccitati si fiondano sul camper mentre noi completiamo i preparativi. Decidiamo di salire il sabato pomeriggio con calma. Farci un giretto li mentre cerchiamo dove dormire e poi fare il percorso il mattino successivo. Appena giunti andiamo al Santuario ma l’ambiente no ci piace molto. Decidiamo di fare un sopralluogo al cammino prima di dirigerci verso La Molina. Giunti al cammino notiamo un rifugio e decido di entrare a chiedere se ci fanno sostare nel parcheggio per la notte.
Il rifugio è chiuso, le finestre sprangate ed i 5 lavandini esterni chiusi da tempo. siamo a 2000 metri, il prato del rifugio è diventato un pascolo ed i bimbi stanno già familiarizzando con le mucche che ci sono li. E’ la prima volta che le vedono al pascolo con i loro campanacci e si divertono a guardarle mentre schivano sapientemente le “torte” tutto intorno a noi 🙂
Ne approfittiamo per pascolare anche noi consci ormai che la notte la si passa li.
Cala la sera ed arrivano le nuvole, ne siamo circondati. Non si vede nulla. I bimbi sono incantati per questa sorpresa, non sono nati nella nebbia dei campi a sud di Milano degli anni 80, quando per guidare bisognava mettere la testa fuori dal finestrino e seguire la riga bianca altrimenti non ci tornavi a casa.
Ceniamo, la mamma mette a letto i bimbi ed io prendo il compito di preparare un gioco da tavola per la sera ma non ci riesco. Crollo li sulla dinette così la mia dolce metà si godrà il catalogo IKEA.

Muuuuuuuuuuuu! Ad un certo punto un muggito mi fa saltare per aria.
De dleng de dleng.. Che sta succedendo?
Muuuuuuuuuuuu! ed il camper che si muove.

La mia compagna leggermente agitata mi chiede cosa stia succedendo ed il le rispondo mezzo addormentato con un sorriso sulle labbra. Ci deve essere una mucca curiosa che si sta chiedendo cosa sia questa scatola bianca che puzza di umano (e di gasolio Webasto) che le sta rovinando lo spuntino di mezzanotte.

Ultima scossa al camper e il campanaccio che si allontana mi fanno sprofondare in un sonno ora accompagnato da un sorriso sulle labbra. Tre sorprese nel giro di poche ore, sono già soddisfatto del week-end.

La mattina ci svegliamo e si apre di fronte a noi un paesaggio che solo l’alta montagna riesce a darti. C’è un gran sole e le nuvole della sera precedente sono scese a valle per cui un soffice e spumoso mare bianco fa spuntare le cime dei Pirenei. Colazione con cartolina e si parte.

Il sentiero è ben segnato e ci sono anche delle postazioni che spiegano in Spagnolo, Catalano ed Inglese l’habitat e la vita delle marmotte. Decidiamo di provare a seguire le scritte in Catalano per vedere fin dove riusciamo a capirlo (i bimbi lo parlano a scuola ma noi pratichiamo più lo Spagnolo).

Il paesaggio ci piace, i bimbi sono entusiasti a parte il piccolo a cui non piace dover stare in silenzio per vedere le marmotte. Gli piace camminare, gli piace la montagna, gli piacciono gli animali insomma gli sta piacendo ed anche a noi fa molto piacere.
Sappiamo che le marmotte sono difficili da vedere per cui continuiamo a ripetere ai bimbi di non farsi illusioni perché non è detto che le si vedrà quando un fischio attira la mia attenzione. Seguito da una altro ed un altro ancora. Le marmotte!!!! Le abbiamo sentite! yeeee.

Aguzziamo la vista ancora di più, ci sono e ci hanno visto. Il fischio era la marmotta sentinella che avvisava le altre della nostra presenza. Continuiamo la camminata puntando la nostra attenzione verso le rocce quando ad un certo punto una macchia nera scappa via in lontananza. Ci carichiamo i bimbi sulle spalle e gli indichiamo la direzione e pam! Altre due marmotte che scappano via veloci.
I bimbi ammutoliti con gli occhi sbarrati hanno visto le marmotte per la prima volta. Siamo i loro eroi per questa giornata. (Apro una piccola parentesi, non è certo come fare una visita a Poing dove si accarezano gli animali e gli si da da mangiare, però anche se non si sono viste ferme e da vicino la ricerca ed averle trovate da una soddisfazione che riempie il cuore).

A questo punto possiamo dire di aver fatto l’amplein. Ma la montagna non ha ancora terminato le sorprese per noi. Continuiamo a seguire il percorso e non manchiamo la deviazione grazie all’applicazione che segue il tracciato con il GPS del dispositivo, sono veramente colpito dall’efficienza. Proprio ben fatta. Camminiamo per un altro pascolo e vediamo gli allevatori con le mucche in lontananza. Decidiamo di fare una piccola pausa nel prato quando sopra di noi compaiono degli uccelli belli grossi. Non siamo esperti ma qualcosina la conosciamo. Non possono essere corvi, sono troppo grandi e poi hanno uno stile di volo preciso e lento. Due scendono a neanche 20 metri da noi e gli altri volano sopra risalendo la vallata lentamente. Non sono poiane perché è difficile vederle a 2000 metri sui pascoli e poi questi sono tanti. Potrebbero essere falchi o aquile ma non sappiamo, ci limitiamo ad osservarle volare sopra di noi mentre facciamo uno spuntino con frutta secca. Rientriamo al camper ed uno di questi decide di farci un’ultima visita volandoci sopra in cerchi a meno di 10 metri! E’ splendido, e riusciamo a seguirlo con un binocolo comprato al LIDL (il lidocolo se anche te sei un astrofilo).

Il fine settimana sta per concludersi, una gran bella avventura anche questa con i bimbi super entusiasti ed il grande che addirittura vorrebbe trasferirsi in montagna. Vedremo tra qualche anno se sarà ancora così. Certo lo è per me.

Hasta lluego o come dicono qui in Catalogna: Adeu.

a presto con una uscita forse alle cascate o forse ad un vulcano qui in zona. E chi dice vulcano dice

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Emanuele Peretti

"Ma i tuoi occhi non si fermano mai!" mi disse un giorno una ragazzina mentre in scooter giravamo per Palma de Maiorca. Quella ragazzina è ora madre di due bimbi ed ancora mi segue. I miei occhi non si sono ancora fermati. Con questo blog vorrei fermare tutti i pensieri che accompagnano i miei viaggi e la mia vita per poterli rileggere quando un giorno sarò obbligato a stare fermo.

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