[America in camper] Quanta fatica organizzare 6 mesi in camper in USA.

In questi ultimi mesi abbiamo fatto partire tutta una serie di eventi che vorremmo ci portassero per 6 mesi in Usa col nostro camper, “con el permiso de la suerte”.

Premetto che non sono superstizioso ma semplicemente non voglio vendere la pelle dell’orso prima di averlo cacciato. Per un progetto di questo tipo ci sono parecchie cose da organizzare e parecchie soluzioni da trovare; vediamo di fare il punto della situazione.

 

Lavoro.

Il lavoro è sistemato, la richiesta di parental leave è stata inviata e sono ufficialmente off dal 22 di Dicembre al 30 di Ottobre.

 

Due cose imprescindibili.

Per spedire il camper voglio essere sicuro di poterci andare e per poterci andare mi servono due cose fondamentali (beh una sola a dire il vero, ma andiamo con ordine): il visto di soggiorno e l’assicurazione del mezzo.

In realtà serve solo il visto. Conosco una famiglia che ha attraversato gli USA senza assicurare il mezzo e la maggior parte di quelli che affittano una macchina in USA non hanno la patente internazionale. Finché fila tutto liscio è divertente ma io vorrei essere un minimo preparato se dovessero insorgere problemi. E qui arriva il bello, continuate a leggere per farvi due risate!

Per avere il visto serve il passaporto e le richieste per i 3 passaporti (mio e dei bimbi) sono state inviate in data 7 Settembre quella dei bimbi e 17 Settembre la mia. L’ineguatezza del nostro Stato fa sì che 10 dipendenti pubblici debbano far fronte alla richiesta di tutti gli aventi cittadinanza italiana su suolo Catalano. Parliamo di circa 100.000 persone obbligate dal Governo Renzi ad avere un passaporto che dovrà essere gestito da 10 persone. E poi ci lamentiamo se prendono 4000 euro di stipendio al mese? Io neanche per 10.000 euro al mese farei quel lavoro. E se vogliamo dirla tutta solo 2 gestiscono i passaporti.

Grazie mille governo mio caro governo, pur non vivendo in Italia resto perseguitato dalla tua disorganizzazione non a caso verso gli ultimi posti nelle classifiche mondiali. Detto ciò una buona notizia, per par condicio, il processo almeno è semplice. Ci sono due modi di presentare la richiesta: prendi appuntamento sul sito (vuol dire aspettare la mezzanotte ed essere tra i primi 10 ad entrare su un sito che ovviamente va subito in tilt con pagine che non caricano e connessioni che vengono interrotte), oppure invii la domanda via posta e qui interviene la magnificenza.

Le domande pervenute per posta vengono aperte e se incomplete vengono cestinate. Ok che c’è di male uno potrebbe pensare? Te lo dico subito leggi leggi. Ti obbligano a mettere cellulare ed email sulla domanda ma non ti contattano se la domanda è incompleta e quindi te non sai nulla. Se telefoni non ti rispondono e se vuoi sapere se almeno la richiesta è stata inviata in Italia devi prendere appuntamento tramite il sito web. Ahh che splendore. Noi siamo qui che aspettiamo, e non sappiamo neanche se stiamo aspettando invano. Arriveranno? Mah. Pensate che stiamo scherzando? Ma magari fosse così.

Veniamo al punto due, per fare l’assicurazione ci sono state chieste le patenti internazionali e per fare la patente internazionale serve la patente spagnola. E qui inizia il cinema. Ricordiamoci sempre che a che fare con Spagna ed Italia. La legge europea ha uniformato le patenti europee su tutto il territorio quindi non si deve più fare la conversione. Però la legge non copre tutti i casi e nel caso tu voglia chiedere la patente internazionale devi farlo nella nazione dove è stata emessa. Io in Germania, dove non posso farlo perché non residente, e la Eli in Italia. Quindi noi ovviamente dobbiamo prima convertirle.

 

Chi ben comincia è a metà dell’opera, dicevano.

Elisa prende appuntamento alla jefatura (dove gestiscono le patenti), compiliamo i moduli, prendiamo appuntamento (2 settimane di attesa), Elisa si presenta alla consegna delle domande ed ecco il primo inghippo. La sua domanda viene accettata mentre la mia viene rifiutata per via del mio NIE diplomatico.

Ah no signorina suo marito deve fare tutto tramite il ministero Spagnolo, inoltre la sua patente diplomatica non deve essere convertita“.

Fermi tutti io non ho la patente diplomatica. Io ho una normalissima patente tedesca è solo il NIE spagnolo che è diplomatico. Vabbè intanto che mi informo su come muovermi Elisa perde tutti i documenti un sabato mattina mentre fa la spesa.

Suspense. E adesso?

I Mossos ci dicono che il ritiro della patente spagnola si fa senza dover consegnare la patente italiana ma al suo posto accettano la denuncia dei Mossos. Ha senso, il NIE e a patente italiana vengono controllati al momento della presentazione della domanda; il NIE dalla jefatura stessa mentre la patente viene inviata allo Stato Italiano. Ok una buona notizia, dovete sapere che fare la patente italiana vuol dire ancora passare dal Consolato e spesso si parla di 2-3-4 mesi di ritardi. Passano le due settimane ed Elisa si presenta per ritirare la patente e BOOM!

Signorina senza il NIE non possiamo darle la patente spagnola” disse la signorina.

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Ma come? I Mossos, l’equivalente della nostra polizia, hanno detto che non serviva il NIE ma bastava la denuncia! Niente, attimi di panico, urla ma niente l’addetta è irremovibile nella sua ignoranza. Un lato positivo almeno, questa volta accettano la mia domanda di conversione della patente, si la stessa domanda che la volta prima venne rifiutata, misteri del tempo. Si perché dovete sapere che qui in Spagna le regole sono talmente complicate e legate alla località dove vivi che praticamente dipende da chi ti trovi davanti. Se l’addetto è nel mood giusto ti accetta la domanda, altrimenti ciccia. Elisa rientra a casa nera ma almeno anche la mia domanda è partita.

Dai dai avanti Savoia! Sono solo pezzi di carta (anche se in un viaggio passato si parlava di qualcuno a cui piaceva combattere i mulini a vento). Il giorno dopo Elisa si presenta in comune per richiedere il duplicato del NIE e BOOM! Altra cannonata contro questo progetto ostacolato più del noto matrimonio.

Signorina lei non lavora, non è sposata quindi non possiamo farle il NIE

 

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Ohhhh mi stai cacciando dalla Spagna? Devo tornare in Italia? Ma stiamo scherzando? No, stiamo solamente dando voce all’ignoranza dell’ennesima addetta ai lavori. E via! Altro giro di saracche, pressioni sanguigne alle stelle, ma alla fine si trova l’addetto giusto che rilascia ‘sto anelatissimo NIE. Così finalmente domani,16 Ottobre, avremo finalmente la prima patente spagnola su cui fare la patente internazionale. Il 24 Ottobre abbiamo l’appuntamento per richiedere la patente internazionale che dovrebbe arrivare in 10 giorni circa.

Se tutto va bene ci mancano solamente 3-4 incacchiature, un paio di addetti inferociti e 10 giorni per poter richiedere il preventivo all’assicurazione.

A volte mi chiedo se non sia io ad essere masochista. C’è gente che viaggia senza nulla di tutto ciò e si spara viaggi attraverso diverse nazioni in totale scioltezza. E noi che vogliamo fare le cose a regola invece dobbiamo massacrarci per avere due documenti in croce. In queste occasioni mi chiedo dove sia il limite corretto, se fare il minimo e presentarsi con i documenti obbligatori (passaporto e visto) o se fare quel minimo in più per avere una minima copertura in caso di imprevisti. Abbiamo deciso di fare quel minimo in più ma quanto ci costi!

 

E sti passaporti?

Fare il Visto richiede circa 15 giorni in totale. A me piacerebbe passare questo Natale con i genitori, sono anni che non lo facciamo quindi mi piacerebbe completare il tutto entro il 21 di Dicembre, il che significa che non possiamo iniziare il processo di richiesta del visto oltre il 5 di Dicembre. C’è ancora tempo ma per andare tranquilli ci toccherà stare svegli ogni notte fino a mezzanotte per cercare di prendere l’appuntamento al Consolato per capire se aver mandato le domande via posta sia servito a qualcosa oppure no.

E poi ci sarà la famigerata intervista per convincere gli americani che non entriamo in USA per rimanerci ma che semplicemente vogliamo prenderci qualche mese di vacanza per stare coi nostri figli.

Solo con la VISA B-2 Turista in tasca per tutti e 4 e con l’assicurazione del camper fatta potremo finalmente prenotare la barca per spedire il mezzo a Gennaio ed iniziare il nostro giro Americano. Gennaio – Giugno in USA e poi si attraversa il Canada tra Luglio e Settembre e finalmente imbarcare il camper dalla Nuova Scozia per il rientro nella cara vecchia Europa.

 

Ce la faranno i nostri eroi?

Stay tuned.

 

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Emanuele Peretti

"Ma i tuoi occhi non si fermano mai!" mi disse un giorno una ragazzina mentre in scooter giravamo per Palma de Maiorca. Quella ragazzina è ora madre di due bimbi ed ancora mi segue. I miei occhi non si sono ancora fermati. Con questo blog vorrei fermare tutti i pensieri che accompagnano i miei viaggi e la mia vita per poterli rileggere quando un giorno sarò obbligato a stare fermo.

2 Responses

  1. elisa

    Oggi 17 Ottobre .. siamo riusciti ad avere in mano la nostra prima patente internazionale …
    Dai che c ela facciamo!!! Poco a poco, che siamo in Spagna 😉
    _La Elli_

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