Preparare la partenza per un lungo viaggio.

Preparare la partenza per un lungo viaggio non è come preparare per un mese di vacanza. Vediamo di capire come superare quest’ultimo ostacolo dopo i tanti degli ultimi mesi (tipo signorine al consolato o peggio ancora signor no negli uffici pubblici).

 

Lasciare la casa

Se siete proprietari di casa o se riuscite a pagare l’affitto durante il vostro viaggio allora potete passare direttamente al prossimo paragrafo. Noi siamo in affitto e non volevamo pagare inutilmente una casa che non avremmo utilizzato, si parla di 8000 euro in 10 mesi che possono essere investiti nel viaggio e nelle prime spese che dovremo affrontare al rientro.

Nell’ultimo mese abbiamo svuotato casa come per fare un trasloco e per immagazzinare i nostri averi abbiamo considerato molte alternative:

  1. affittare uno spazio in un magazzino (preventivo di 2400 euro per 1 anno),
  2. comprare una cantina abbastanza grande da contenere tutto (preventivo di 1800-2000 euro che però alla fine si può rivendere o affittare recuperando una grande percentuale),
  3. affittare una casa molto piccola che ci avrebbe aiutato al rientro sostenendoci nella ricerca di una casa in cui vivere (preventivo sui 3000 euro),
  4. lasciare tutto a casa di amici (abbiamo parecchi amici con case enormi e soffitte di 100-120 metri quadri completamente inutilizzate ma portare i mobili su per le scale non ci ispirava particolarmente).

Alla fine mentre cercavamo una cantina da comprare abbiamo trovato un amico con un garage abbastanza grande da ospitare più di 10 auto e ci ha “affittato” un angolo a 700 euro per un anno intero. Anche se si preferiva l’opzione 2 abbiamo dovuto desistere per la mancanza di tempo. Sicuramente la prossima volta ci muoveremo con qualche mese di anticipo ed adotteremo la soluzione numero 2.

Detto ció abbiamo sistemato i mobili, chiuse le utenze di luce, acqua e gas, disdetto il telefono ed internet e disdetta l’assicurazione dello scooter per cui ci ritroviamo ad avere finalmente un periodo di 10 mesi senza alcuna spesa fissa.

E già qui chi porta avanti una casa comprende quanto ci si senta leggeri.

 

Preparare i vestiti

I vestiti, un argomento molto delicato. Quante volte si legge che abbiamo un sacco di vestiti ma poi finiamo per mettere sempre i soliti? Quante soluzioni si sono cercate per questo problema, se proprio vogliamo considerarlo un problema?

Ebbene io mi son sempre considerato un non-modaiolo. A me basta un jeans, una maglietta e se fa freddo una felpa. Se fa freddissimo una giacca. Io compro su Amazon solo se tra una lavatrice e l’altra non ho più cose da mettermi per il resto tengo vestiti che molti non oserebbero mai indossare da tanto sono vecchi. Sono fatto cosí, ho sempre pensato di non volere avere il problema dei vestiti. Ho sempre pensato di avere pochi vestiti, il minimo indispensabile; fino a quando non li ho presi tutti. Tutti tutti anche quelli dimenticati negli angoli in alto, anche quelli che stranamente sono ancora in quella scatola che pensavi contenesse i quaderni dell’asilo. Ecco li prendi tutti e li metti sul letto. E poi dovresti scattarti un selfie. Quell’espressione dovresti portarla nel portafoglio a mo di santino e darle un’occhiata ogni volta che passi davanti ad una vetrina con vestiti in vendita (nel mio caso ogni volta che apro Amazon).

Io che pensavo di averne pochi mi son trovato con una montagna enorme di vestiti di cui la metà inutilizzata da anni. Viviamo in Spagna, cosa pensate che stiano facendo i vestiti che usavamo in Germania?

Ecco bravi, stavano giocando a fare i quaderni in quella famosa scatola.

Ora noi abbiamo un camperino da neanche 5 metri, e ci vivremo dentro per 10 mesi in 4. Abbiamo 1 armadio con 4 mensole per i bimbi, 4 attaccapanni e 4 mensole per i nostri vestiti. Inutile dire che non esiste sacco sottovuoto che tenga, quella montagna che ho sul letto in quelle due mensole non ci entrerà mai.

Vi invito a farlo anche voi questo esercizio, anche se non dovete andare da nessuna parte. Provate a prendere tutti i vestiti che avete e metteteli sul letto (ottimo esercizio per pulire gli armadi a fondo). Ma prendeteli tutti sia gli estivi che gli invernali. E poi scattatevi un selfie.

Torniamo a noi. Per capire quali portare e quali no ho deciso di fare una mappa termica delle zone che avremmo attraversato modificando l’itinerario per mantenermi in una zona di temperatura. Avrei voluto mantenere l’estate ma non ci sono riuscito dato che partiamo a fine Febbraio. Quindi ho optato per la tarda primavera inizio estate.

In men che non si dica la montagna che avevo sul letto si è ridotta in volume di un buon 70%. Giacche da moto, giacche da neve e cappotto (che non uso ormai da 4 anni) sono molto voluminosi e sarà il caso di liberarsene al rientro. I maglioni belli pesanti insieme alle sciarpe sono andate via nei cartoni. I pantaloni eleganti (ho lavorato un paio d’anni nel lusso e mi ero dovuto fare un armadio adatto) via nel cartoni, i pantaloni pesanti anche loro via nei cartoni tranne uno (al nostro arrivo a Washington farà freddo ma dopo 5 giorni saremo già in Florida a 30 gradi). Bene una mezza montagna, sempre troppi vestiti.

Come fare per scremare ulteriormente? Il problema che si ha normalmente in vacanza, o per lo meno il problema che abbiamo noi coi bimbi, sono le lavatrici. Sono andato a leggermi i post precedenti (tipo quello sulla Corsica) ed ho trovato che se anche ci si impegna non si riesce a stare più di una settimana senza fare lavatrici. Ho deciso quindi di riprendere in mano l’itinerario per cercare di capire ogni quanto si passa dalle città in cui useremo le lavanderie a gettoni. Ho visto che quasi ogni settimana passeremo da una città e quindi possiamo pensare di portar via vestiti come se andassimo in vacanza per un mese a Giugno.

Ed allora per i bimbi porteremo 7 cambi completi, mentre per noi adulti, 5 dovrebbero bastare. Per me il tutto si riduce a 5 pantaloni e 5 magliette (3 a manica corta e 2 a manica lunga), 2 felpe ed un maglioncino per la prima settimana. Una giacca a vento anti-pioggia ed un cappello per il sole. Più o meno la stessa cosa per Elisa.

 

 

Preparare gli oggetti

Avete mai sentito la solita frase “abbiamo case grandi solo per contenere parecchi oggetti che in fondo non ci servono”. Ebbene io ogni volta che leggevo qualcosa di simile pensavo che in fondo si dai, è vero che abbiamo qualcosa che non usiamo ma lo teniamo solo perché in fondo può sempre tornare utile. Io poi faccio sempre un sacco di cose e bene o male utilizzo quasi tutto ciò che tengo e lo tengo per quel motivo. Ecco, questa è una trappola che non avevo mai notato.

Nel 95% dei casi un oggetto è utile per definizione, è stato costruito e viene commercializzato proprio perché ha una sua utilità e questa è una trappola infernale. Quindi risulta ovvio che tutto ciò che abbiamo “potrebbe tornare utile” ma pensiamoci bene quante volte è tornato utile nell’ultimo anno? Gli oggetti dimenticati sono precisamente oggetti utili… ma non a noi.

Detto ció vediamo di affrontare il problema di quali oggetti portarci in questo viaggio. La differenza con una vacanza normale non è solamente la durata ma piuttosto le attività che si faranno in tale viaggio. Non si va in un campeggio a godersi il mare e gli amici ma si esploreranno nuove terre, foreste e parchi nazionali, città e metropoli, montagne e spiagge ma soprattutto avremo intorno sempre le stesse cose, e saranno poche. Certo anche la durata porta con sé qualche conseguenza.

In vacanza i bimbi portano i compiti delle vacanze che normalmente si riducono ad un libro ed un quaderno (a parte casi di professori sconsiderati o direttive strampalate atte unicamente a sommergere i ragazzi di lavori da fare. Qui non voglio entrare in una polemica, noi abbiamo scelto una scuola che riduca al minimo i compiti da fare a casa perché siamo convinti che fuori dalla scuola i bimbi debbano fare i bimbi, fare sport, imparare giochi e fare nuove esperienze). 8 mesi di viaggio vogliono dire homeschooling, sport e giochi, fiabe per la notte che non stanchino di ascoltare e quindi dobbiamo caricare molto più che dei semplici giochini da fare in spiaggia.

Adottiamo un approccio visivo al problema, mettiamo tutto sul tappeto e poi iniziamo a scremare fino ad arrivare a qualcosa che ci sembra adeguato. Per mantenere viva la curiosità abbiamo deciso di tirar fuori sia i libri che i giochi piano piano di modo da ridurre la sensazione di avere sempre le solite cose. Chissà se sarà sufficiente, anche questa sarà una bella sfida e farà parte del viaggio.

Noi portiamo un quaderno grande a fogli bianchi ed uno piccolo a testa. La bussola per imparare l’orientamento nel bosco ed un binocolo da teatro per vedere meglio gli animali che andremo a cercare. Vari libri con varie storie ognuno, di modo da averne una ventina a disposizione senza annoiarci a raccontare sempre le stesse (le storie si possono sempre inventare se dovesse servire). Un astuccio a testa, l’astuccio del cucito, qualche giochino ed una bella luce frontale per divertirsi la notte nel caso si dovesse scaricare la batteria di servizio ed un sacchetto con batterie ricaricabili, vari cavi e cavetti ed adattatori. Ed eccoli qui i nostri fidi aiutanti.

 

wp_20161227_005

 

 

In sostanza possiamo dire di essere pronti alla partenza. Ció che é nato come una idea col tempo si è trasformata in realtà. Non è stato facile e neanche economico ma per come la vedo io la mia vita è qui e lo è ora quindi sfrutto le mie possibilità per realizzare i miei sogni. Il camper è carico, i voli sono organizzati, gli spostamenti sono inanellati e le burocrazie completate.

Domani non ci resta che accendere il camper e partire per questa nuova grande avventura.

 

Stay tuned.

The following two tabs change content below.

Emanuele Peretti

"Ma i tuoi occhi non si fermano mai!" mi disse un giorno una ragazzina mentre in scooter giravamo per Palma de Maiorca. Quella ragazzina è ora madre di due bimbi ed ancora mi segue. I miei occhi non si sono ancora fermati. Con questo blog vorrei fermare tutti i pensieri che accompagnano i miei viaggi e la mia vita per poterli rileggere quando un giorno sarò obbligato a stare fermo.

Lascia una risposta