Sicilia – Capodanno 2012/2013

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Partenza
Monaco di Baviera (26 Dic ’12) 

 

Arrivo
Monaco di Baviera (13 Gen ’13)
Durata
19 giorni (3200 Km)

Tappe 

  • Modena
  • Ariccia
  • Albano Laziale
  • Cirello
  • Acireale
  • Brucoli
  • Punta Secca
  • S. Leone
  • Salinunte
  • Erice
  • San Vito Lo Capo
  • Castellammare del Golfo
  • Palermo
  • Genova
  • Varese
  • Monaco di Baviera

 

 

 

 

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Mercoledì 26, 2012: Monaco- Modena (540Km)

I bimbi mangiano e dormono e noi viaggiamo, facciamo la prima tappa a Verona. Sosta nella nostra area preferita di Modena (15euri per sosta, wi-fi, docce calde con bagni riscaldati ed acqua calda ovunque, carico e scarico, recintata e video sorvegliata, 5euro ad equipaggio a tratta per la navetta per il centro, possibilità di avere un badge per entrare ed uscire h24 !!!!! http://www.camperclubmutina.it/ ) e super cena dai nostri amici modenesi P&D. Il turtelein fatto da loro e congelato, accompagnato dal vero aceto di Modena fatto con l’acetaia di familia e’ una squisitezza da ripetere assolutamente. Cena conclusa con la forma di commercio più antica: il baratto! 6 birre bavaresi per 2 cotechini modenesi. Ed ora armati di due cotechini di Modena possiamo dirigerci verso Ariccia per rinfrescarci la memoria con il vero gusto della porchetta più famosa d’Italia.

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Giovedì 27, 2012: Modena – Albano Laziale (420 Km)

Nessuna sosta (a parte il pranzo all’Autogrill) ma dritti ad Ariccia. Purtroppo tra una coda e l’altra, tra una deviazione e l’altra giungiamo ad Ariccia per le 18, il sole e’ tramontato da almeno mezz’ora e la luna piena e’ coperta da uno spesso strato di nubi. Un po’ stanchi ci fermiamo dal nostro porchettaro di fiducia presso il ponte antico di Ariccia; 50 anni di tradizione si sentono tutti. Porchetta tenera e ben cotta, speziata ma non troppo accompagnata da un pezzo di formaggio ed una mozzarella che tanto ci manca in Germania. Per finire come dessert le coppiette di manzo e di cavallo belle piccanti!!Questo porchettaro mi venne presentato da un commilitone “de li Castelli” nel 2001, ci portai la mia dolce metà nel giro d’Italia del 2006 e ci tornerò finché memoria mi accompagna. Entrando ad Ariccia dal ponte antico lo si trova sulla strada subito prima del ponte stesso, si parcheggia tranquillamente nel parcheggio adiacente e si può consumare seduti ai tavoli coperti (il baracchino cresce) o guardando Roma dal parcheggio o dal ponte stesso se la giornata lo permette.

Noi optiamo per l’area di sosta di Ariccia invece, complice la tarda ora per i bimbi; l’area di sosta,o per meglio dire il parcheggio del centro sportivo, non ci soddisfa, consumiamo la nostra cena e ci spostiamo al centro sportivo di Albano Laziale a 4 Km di distanza. La cosa non migliora di molto ma la presenza del pronto soccorso e l’assenza di coppie felici in cerca di magia, ma soprattutto i 50Km che ci separano dall’altra AS, ci fanno optare per scuri e nanna. E cosi fu.

 

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Venerdì 28, 2012: Ariccia-Cirello (420Km)

Ore 16.45 arrivo all’area di Cirello giusto in tempo per goderci il tramonto in riva al mare con uno stupendo mare in burrasca. E stiamo già pensando alla cena…
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Sabato 29, 2012: Cirello-Acireale

Svegliarsi al mattino, togliere uno scuro e vedere il mare da dentro il sacco a pelo non ha prezzo…

Stamane mattinata di mare per i bimbi, spiaggia, secchiello e palette, formine, e tanto divertimento. Verso pranzo un giretto in paese e poi a mangiare in una trattoria locale dove ci siamo persi tra lasagne, pasta fatta in casa ai funghi raccolti dal proprietario (che rientrava con altri due cesti di funghi dopo che la mattinata di caccia gli era andata male), un pollo in umido bello morbido e carnoso (preso dai loro polli), verdure stufate e per finire gli strufoli con lo Zibibbo cosi tra una risata e l’altra siamo ritornati al camper dove abbiamo deciso di partire per RC. Ancora un magnifico tramonto lungo la strada con lo Stromboli che fuma all’orizzonte e poi dentro in autostrada verso la meta.

Come spesso ci succede puntiamo A ed arriviamo a B ed infatti, poco prima di raggiungere RC decidiamo di fermarci a San Giovanni per essere comodi con il traghetto l’indomani, ma invece.. eccoci sul traghetto ed in pochi minuti siamo in centro a Messina. Sono le 8 di un sabato sera molto movimentato che sfoggia una temperatura di 22 gradi. Ragazze acchittate da guerra e ragazzi che fanno i maranza sugli scooter ci fanno ritornare in quel corso Buenos Aires di qualche anno fa a Milano (10…no ci incontrammo a quel tempo, 15… ecco no iniziavo il militare, 20… va beh qualche anno fa’).

Ma i bimbi sono stanchi ed affamati ed allora via verso Acireale, sulla strada troviamo un panificio dove per poche monete recuperiamo focaccia, arancini, un calzone e panini che consumiamo in viaggio sul lungo mare tra questi paesini che trasudano storia. Giunte le 21 decidiamo di entrare in autostrada per recuperare una mezz’ora di viaggio e giungere al campeggio ad un orario accettabile, tra una cosa e l’altra anche oggi le nostre 6 ore di viaggio non sono mancate e ci sentiamo proprio di riposarci fino alla grande mangiata di capodanno!!!!

 

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Domenica 30, 2012

Giornata di campeggio dopo il grande viaggio con primo nostro pranzo all’aperto sotto il sole della piscina guardando il mare e la costa.

 

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Lunedì 31, 2012: Monte Etna

Stamattina al risveglio tra pancie vuote e frigorifero che chiedeva del lavoro abbiamo deciso di andare in paese a fare una bella spesa di frutta e verdura locali. Il paragone con Monaco non regge neanche alla sola idea di farlo, a Monaco avranno anche tanti soldi ma non puoi mangiarli quando hai fame; qui invece cavolo viola, carote succose, bei finocchi saporiti, arance e mandarini le cui bucce ti bagnano le mani e la cui dolcezza… i pomodorini di un buono che non provavamo da troppo tempo e poi dal panettiere calzone con la salsiccia, del buon pane fresco (sembrerà’ strano ma in Germania sono queste piccole cose che ci mancano) ed infine 2 cannoli grossi una mano e 2 sfogliatine. Ecco sui cannoli abbiamo avuto una mezza delusione perché ce li aspettavamo con la ricotta mentre erano con la crema, comunque molto buoni e per la serie “toccherà ricomprarli!!”. Il prezzo ridicolo ci ha lasciato basiti, avremmo speso almeno 3 volte tanto a casa nostra sic! 14 euro per 3 borse di verdura e 7 euro dal panettiere (con 1.3Kg di pane oltre a quanto scritto sopra).
Fatta questa piccola spesa ci dirigiamo verso Zafferana Etnea per cercare una bella piazza con vista sulla piana di Catania in cui consumare il pasto; ne troviamo una che fa al caso nostro con anche dei giochi per i bimbi, restiamo fermi un paio d’ore a pascolare gli stress ;)Ora parte il piano: fare il giro del Rifugio Sapienza di modo che i bimbi dormano e resistano per il cenone. Partenza, i bimbi si addormentano, e noi facciamo la prima deviazione dal piano andando a cercare la colata del 1992 (succede sempre! La volta scorsa partimmo per Firenze e facemmo Modena, Ferrara, Ravenna, Venezia, Sirmione e Ponti sul Mincio da amici!). Niente fortuna non abbiamo trovato la colata, forse si va su a piedi dato che abbiamo trovato solo un parcheggio. Ritorniamo al piano principale e cominciamo la salita al rifugio. Uno spettacolo che non ci si aspettava, ogni volta che non mi faccio aspettative non resto deluso quindi le cose sono due o smetto di farmene o imparo, comunque la salita si diceva essere uno spettacolo meraviglioso. La strada sale lungo il letto lavico, ad ogni curva lo spettacolo cresce di intensità.

 

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E’ la prima volta che vediamo la roccia lavica e la cosa che più ci stupisce é quell’effetto di morbidezza visiva mentre poi, al tatto, é roccia dura e ruvida, spettacolo della natura é una buona definizione. Saliamo sempre di più e cambia anche il tempo, entriamo nelle nuvole che danno un aspetto surreale a tutto il paesaggio e continuiamo a scattare foto panoramiche (per i possessori di Nokia scaricate assolutamente l’applicazione Panorama o sua simile perché l’effetto della lente fish-eye viene ricreato molto bene e le foto panoramiche hanno un effetto molto carino); giunti in cima e’ stato carino essere in mezzo alla gente in tuta da sci e bob mentre noi eravamo in magliettina arrivando dal caldo del mare. Continuiamo il giro e riscendiamo dalla parte di Nicolosi e Trecastagno per dirigerci verso il lungomare di Aci Trezza per pascolare gli stress al mare.

Parcheggiamo proprio sul mare verso l’ora del tramonto e ci godiamo ancora questo spettacolo che tinge di rosso ed arancione tutto il Golfo di Aci Castello. Ora la giornata sta per giungere al termine, rientriamo al campeggio per una doccia e per il cenone.

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Martedì 1, 2013: Brucoli

Si pensava a Nord alle Gole dell’Alcantara ma i nuvoloni neri che si vedevano sopra quella zona ci hanno fatto puntare Sud verso Brucoli dove si vedeva il sole e, tempo permettendo, c’era la possibilità di vedere tutto il Golfo di Catania con l’Etna sullo sfondo. Area di sosta libera con vicino una piccola spiaggetta ideale per i bimbi ed un ristorantino che pensiamo di visitare l’indomani insieme alla fortezza, ma in fondo chissà dove saremo. Sullo sfondo completa il quadretto l’imponente Etna con la cima nascosta dalle nuvole dense.

 

Mercoledì 2, 2013: Brucoli – Punta Secca

Svegliarsi con un cielo terso e l’Etna sullo sfondo ha un suo certo fascino, stamattina fortunatamente abbiamo avuto proprio questo risveglio e subito siamo corsi fuori a fare delle belle foto (cioè mia moglie e’ corsa fuori perché io sono ancora nel mood “un pigro in vacanza”). Dopo una abbondante colazione siamo andati al fortino convinti di visitarlo per cercare il punto migliore per una magnifica panoramica ma ovviamente il fortino era chiuso al pubblico (un vero peccato, potrebbero fare qualche soldo ma a quanto pare gli interessi non puntano questa direzione).
Li davanti nel piazzale ci sono due giochi per i bimbi e abbiamo fatto giocare i nostri pargoletti finché non siamo stati cacciati dalla pioggia. Che fare, il frigorifero piange e a noi i piagnistei non piacciono proprio quindi direzione Ragusa e daje de tacco e pure de punta che lo si riempie per benino va. Salami, prosciutto, merendine con Nutella, un Pantelleria che non fa mai male e parecchia altra roba prima di metterci comodi nel Wesfino a pranzare. Partenza per Punta Secca passando per Avola (che fare? non prendere del vinello da riportarsi nelle lande ghiacciate di Monaco?) e poi per Noto. A Noto abbiamo esagerato, giro del borgo “on the road” per qualche foto, istantaneamente aggiunto nei posti da rivisitare con calma e poi finalmente direzione Ragusa (ma sarà poi vero?)Si é tutto vero, entriamo nell’agri-campeggio Scalambri per le 18. Cena, Internet per rispondere a tutti gli auguri ricevuti in questa settimana di off-line e nanna.

 

 

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Giovedì 3, 2013: Punta Secca

Stamattina regalo di Natale da parte dei bimbi e si dorme fino alle 8, incredibile. Ci svegliamo e facciamo una colazione abbondante mentre fuori piove, il nostro primo giorno di pioggia. Ecco c’è da dire che qui i giorni di pioggia non sono come da noi in Germania, mentre a casa piove in media per 5 giorni di fila qui piove per qualche minuto e poi si prende una bella pausa, anche il clima è rilassato.
La mattina la passiamo tra i giochi per i bimbi dell’agricampeggio e la spiaggia della casa di Montalbano (che non riconosciamo dato che non usiamo la televisione e di conseguenza non abbiamo visto la serie), in compenso notiamo che di casette molto carine ce ne sono davvero tante. A mezzogiorno invece andiamo a mangiare pesce in un risotrante su consiglio del proprietario che telefona di persona assicurandosi che si trattino bene i propri clienti. Voglio aprire una parentesi sulla struttura in cui sostiamo; ci sono 2 aree giochi per bimbi entrambe recintate con il cancelletto che si chiude. Se aggiungiamo che le piazzole per i camper sono circa 9mt di lunghezza per 5 di larghezza, quasi tutte all’ombra, per un totale di oltre 100 posti, docce calde quando c’e’ il sole ed aggiungiamo anche che la struttura ha l’accesso alla spiaggia ne vien fuori un ottimo agricampeggio adatto anche alle famiglie con camper XL.
Torniamo a noi, il ristorante é il Mezzaparola a Donnalucata, via Martiri d’Ungheria 2 vicino al venditore di pesce del porto. Noi ci facciamo portare un set di antipasti caldi e freddi per un totale di 4 bei piattoni con: 12 gamberetti, 2 cicale e 4 gamberi, 8 polpette di bianchetti, 8 alici impanate ed altre 6 polpette di un pesce condito con pinoli ed uvetta. Tutti molto gustosi. Io come primo prendo un piatto di spaghetti ai ricci (pescato del giorno) e come secondi per tutti 1 tonno alla piastra, 1 pesce spada al forno ed un Sargo da 1Kg (pescato del giorno) al forno con patate ed una insalata mista. Un bicchiere di vino bianco per me (non ricordo la bottiglia ma era perfetto come accompagnamento e terribile da solo), almeno 4 cestini di pane ed un sorbetto al limone per un totale di 135euro. Il proprietario del campeggio provò a telefonare al ristorante “Al Molo”, che secondo lui come qualità/prezzo risulta il top della zona, ma purtroppo era chiuso ed ha optato per questo; secondo me data la circostanza un prezzo ideale sarebbe stato sui 110-120 euro ma comunque niente da dire sulla qualità. Siamo tutti usciti molto soddisfatti e la mangiata e’ stata degna delle feste. Domani proviamo i prodotti locali al ristorante della suocera del proprietario del campeggio 🙂
Il pomeriggio trascorre lento in pieno relax fino ad una cenetta leggera a base di “erba” grazie ai vicini tedeschi che ci regalano l’aceto. Due simpatici pensionati giunti in Sicilia da qualche tempo che faranno il viaggio di rientro a Berlino di ben 4 mesi, io non vedo l’ora di essere nelle stesse condizioni ma per noi giovani mi sa che resterà un sogno dato che a 67 anni sfido chiunque a riuscire a fare certi viaggi (in 1 anno il giro delle Americhe, in 1-2 anni la Transiberiana fino a Pechino dove si recupera il camper spedito e poi indietro lungo costa, in 1 anno la costa Mediterranea, …) intanto noi coltiviamo il sogno.
Dopo la cena al solito scendiamo nel mondo di Orfeo abbastanza rapidamente.Venerdì 4, 2013: Punta SeccaUna bella giornata di sole!!! Colazione veloce e dritti in spiaggia a far giocare i bimbi, rigorosamente in maglietta a maniche corte dato che il sole picchia anche se non sono ancora le 10.. ahhh proprio questo cercavamo quando decidemmo di scendere in Sicilia, sole caldo ma non troppo e niente ressa. Direi obiettivo centrato al 100%.
I bimbi giocano sulla spiaggia mentre io scatto qualche foto con la web cam giusto per rendere la sensazione di vedermi via Skype ai colleghi che a breve rientreranno in ufficio per scappare dei -20gradi che imperverseranno all’esterno.. si a volte mi sento bastardello ma che ci devo fare 😉 … attendendo il ristorantino.
Arieccoci qui dalla Punta Secca by night. Il ristorantino e’ stato qualcosa di fenomenale ed il prezzo stavolta adeguato al pasto. Abbiamo ordinato 2 menu turistici (in alternativa c’era il menu completo ma i 6 antipasti, 2 primi e 2 secondi ci hanno fatto desistere) composti in totale da: 5 antipasti (olive, bruschette, zucchine gratinate, patate al forno con funghi e besciamella ed infine pecorino al pepe), 2 primi (penne alla siciliana, con pomodorini freschi olio e aromi e penne con zucca e scamorza), 2 secondi (arrosto ai sapori e 3 involtini al pistacchio, sottiletta e pancetta molto buoni). Ed un menu ridotto da dividere tra i bimbi composto da: antipasto formaggio, salame e prosciutto cotto, come primo penne al sugo e come secondo 2 cotolette impanate con patatine fritte. Bottiglione da 2 litri di acqua, vino della casa incluso (finito il primo mezzo e’ arrivato il secondo con una cordialità da vero gestore) e per concludere 4 cannoli alla ricotta (2 grandi e 2 piccoli) che ci siamo spazzolati con gaudio chiacchierando del più e del meno con il gestore. Il tutto per l modica cifra di 36euro arrotondati a 40 con un mancia meritattissima. Fuori da li abbiamo fatto un giro per il paese e stavolta (su suggerimento fotografico del gestore del ristorante) abbiamo visto la casa del commissario Montalbano e possiamo dire anche noi di aver fatto la foto. Giretto in spiaggia per digerire, scattare qualche foto al faro e poi rientrare per la siesta pomeridiana; dalle 5 alle 7 possiamo chiamarla siesta pomeridiana? I bimbi sono ancora in siesta e li rivedremo domattina con il grande che ci saluta con un:”Oh mamma il piccolo sta dormendo di brutto!!” (4 anni ha la bestia! Tutto suo padre 😉 )
Piccola nota, e’ già la seconda mattina che i gestori del campeggio si presentano con un “omaggio dell’azienda”, ieri 5 zucchine ed oggi 3-4 zucchine e 4 pomodori.

 

Sabato 5, 2013: Punta Secca – S. Leone (Templi)

E’ giunto il momento di esplorare una nuova zona e quindi al risveglio facciamo una colazione veloce e poi ci dirigiamo a S. Leone al Campeggio dei Templi facendo prima un passaggio in Posta spedire un libro. Va bene che il villaggio e’ piccolo e non useranno troppi servizi postali ma i 30 minuti necessari a trovare il modulo per la raccomandata internazionale sono stati un “memoral moment” !!

Strada tranquilla e per la prima volta siamo giunti senza deviazioni dal piano originale, trovare il campeggio non e’ stato facile per via della numerazione cambiata e delle strade rifatte a cui non e’ seguito l’aggiornamento della segnaletica per cui ad un certo punto ci siam trovati con il cartello che ci indicava di girare in una strada che non c’era più!! Comunque il paese e’ piccolo ed un breve giro in giro ci ha portato a parcheggiare in campeggio. Campeggio tranquillo, acqua calda sempre, wi-fi incluso nel prezzo per 17euro a notte non sono male. Ci piazziamo e pascoliamo gli stress in zona prima della cena.

 

Domenica 6, 2013: S. Leone

Oggi dedichiamo la giornata alla visita dei Templi. Prendiamo il bus fino all’ingresso del sito, paghiamo la tassa dei 10 eurozzi (i bimbi non li hanno fatti pagare) ed entriamo per vedere questo decantato Tempio della Concordia. Molto interessante, ben tenuto, con una stupenda vista sulla valle e sul mare, veramente suggestivo. Scattiamo un quantitativo di foto tale da far rabbrividire un cinese, lo farciamo con dei buoni video e proseguiamo la visita verso il Tempio di Giunone (che scopriamo non essere dedicato a Giunone) passeggiando per i ruderi che ci portano indietro nel tempo immersi in epiche battaglie tra uomini ammantati di tuniche bianche ingiallite dal sole e marinai arabi in cerca di gloria o semplicemente innamorati di questa splendida terra al punto da dedicarle la propria vita. In questa giornata di sole il tempo trascorre lento come il passeggio che ci porta al Tempio di Zeus ed alle rovine nella zona più a sud dell’intero sito. Che splendide emozioni ci hanno fatto vivere questi resti della antica civiltà, e che evoluzione che abbiamo subito, ora tanto centrati alla tecnologia al punto da farne la base su cui sta nascendo la nuova socialità. Che grande differenza e che balzo che ci han fatto fare quei tornelli di uscita dal sito.
E’ ora di pranzo ed i bimbi iniziano a chiedere da mangiare, prendiamo il bus che con un giro lento ci mostra un altro pezzo di valle prima di riportarci al campeggio dove consumiamo un veloce pasto prima del riposo pomeridiano. Dormiamo tutti, i bimbi fino alle 7 di sera, il tempo necessario per riordinare i ricordi di questa splendida mattinata. Cena leggera, qualche gioco per digerire e poi a nanna.

 

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Lunedi 7, 2013: S. Leone – Salinunte

Partiamo di buon ora dato che bisogna uscire entro le 10 di mattina per non pagare un altro giorno. Puntiamo ora Mazara del Vallo, il navigatore ci da come tempo di percorrenza 1 ora e 45 minuti. Ma come anche solo sperare di arrivarci in cosi’ poco tempo? Fatti pochi Km notiamo un cartello che indica la scala dei Turchi ed allora daje de tacco che si fa la prima deviazione!
Io resto con i bimbi alla spiaggetta dove passeranno 1 ora abbondante a giocare con gli scivoli mentre la mogliettina (insieme a 3 ragazze francesi scese da un pulmino attrezzato camper) si dirige alla scala armata di macchina fotografica. Passati i migliori momenti per i bimbi riprendiamo la strada e faremo solo una seconda deviazione per andare a mangiare in un castello (questa volta pero’ a soli 2 Km dall’arrivo!!!!). Ottima mangiata di pietanze locali, niente pesce, e con un vinello della zona molto buono ad un prezzo ormai considerato alto dopo l’esperienza di Rosacambra, 57 euro per 2 antipasti al carrello, 3 primi (di cui uno pappardelle con scampi e carciofi) ed una bistecca con vino ed acqua.
Ora siamo qui piazzati nel campeggio (in realtà e’ il parcheggio del bar pizzeria Athena, molto suggestiva la facciata che ricrea il frontale di un tempio a grandezza naturale).
Nel tardo pomeriggio iniziamo a prepararci per andare a fare due passi in paese a prendere il pane e far correre i bimbi. Il custode del campeggio si offre gentilmente di darci un passaggio (e mi cazía perche mettendo la cintura obbligo lui a metterla altrimenti la macchina non smette di suonare.. 🙂 ) ed in meno di due minuti siamo nella piazzetta sulla spiaggia. Non facciamo molto, preleviamo, prendiamo il pane e lui ci prenota i cannoli da un amico suo (abbiamo un Pantelleria da bere e ci sembra la serata perfetta per berlo). Facciamo due passi sui moli ed il bimbo grande fa amicizia con un pescatore intento a pulire le reti che gli regala una stella marina bella secca e perfettamente conservata. Scattiamo un paio di panorami molto carini e telefoniamo al custode per farci venire a prendere, se l’ospitalità e’ indice della grandezza di una persona allora questa vacanza ci ha insegnato che questo e’ un grande popolo (nel mio caso e’ stato confermato dato che leggendo “I mille” scritto da Garibaldi se ne evince chiaramente tale grandezza. Anzi, se vi va leggetelo e comprenderete chiaramente il senso totalmente censurato dallo Stato Italiano della spedizione dei Mille, i cui veri motivi vengono taciuti dalla totalità dei libri di storia che la scuola dell’obbligo impone ai nostri figli). Nel viaggio in macchina e nel mentre che aspettiamo che facciano i cannoli mi racconta brevemente la storia del villaggio e della gestione “Italiana” del sito archeologico (devo controllare se e’ veramente il più grande d’Europa), mi racconta anche delle grandi persone appartenute alla sua Familia e non perdo l’occasione per chiedere il motivo della facciata del ristorante. Mi racconta che il marito del proprietario era uno scultore abbastanza famoso nella zona e sua moglie, quando lui e’ venuto a mancare, ha deciso di fare tale facciata in sua memoria. Ora se capiterete da queste parti non potrete fare a meno di verificare l’opera monumentale fatta in memoria di questo grande personaggio, e chissà come mai proprio un tempio mi chiedo io.
Comunque la cena e’ leggera ed il finale come lo aspettavamo da qualche giorno, cannoli e Pantelleria. Cannoli di una bontà indescrivibile con arancia candita e gocce di cioccolato, forse dire che sembrava di mangiare la ricotta con dello zucchero qui e la sarà sufficiente? Che buoni e che buono anche il Pantelleria.. libera lo spirito e viaggiamo nel mondo di Orfeo.

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Martedi 8, 2013: Selinunte – San Vito Lo Capo

I bimbi ci svegliano di buon ora (oggi decisamente troppo dato che la mamma e’ stata svegliata alle 5.30 ed il babbo con il grande una mezz’ora dopo) colazione e siamo pronti per andare a visitare gli scavi a bordo del tanto richiesto trenino. Di epr se la voglia di farsi una giornata in mezzo a ruderi di cui non si conosce la storia e senza una guida che te la racconti non e’ poi molta ma i bimbi chiedono il trenino e potremmo avere modo di soddisfare questa loro richiesta quindi in marcia!!!
Carichiamo il piccolo nello zaino porta bimbi e ci facciamo questo Km scarso che ci separa dal sito. Sulla strada incontriamo delle piante interessanti e delle villette ancora piu interessanti, saranno dei locali o degli stranieri vacanzieri? Bah, tiriamo dritto fino al sito, entriamo e dopo aver mandato 2 degli 86 custodi (una forma di Welfare in fondo) a cercare il ragazzo che guida attendiamo il treno alla stazione!
Dopo un 20 minuti si presenta il ragazzo che ci fa un buon prezzo ed iniziamo il giro, la prima tappa si vede che deve carburare tanto che non solamente alla prima sosta per dirci che ci avrebbe ripreso dopo 15 minuti. Va beh, poco male, i bimbi sono molto entusiasti e felici. Facciamo il giro di questo tempio di cui non sappiamo niente, grazie alle visite precedenti riesco a riconoscere le 3 parti che lo compongono ed a verificare un paio di differenze architettoniche con quelli presenti nella valle ad Agrigento. Niente di che in fondo, tuttavia la parte interessante arriva girandoci intorno, sul lato nord ci sono le rovine di quelle che crediamo essere casette (o forse le camere delle guardie). Qui ci ha fatto sorridere come le stanze avessero delle dimensioni ad oggi considerabili non vivibili; se da una parte e’ vero che le dimensioni di quelle persone a quel tempo erano decisamente inferiori alle nostre, e’ anche vero che una stanza di 4m x 3m era veramente piccola per essere considerata una casa! In pratica ci si poteva mettere dentro un giaciglio, un tavolo con una sedia ed un mobile per gli attrezzi/armi. La legna per l’eventuale camino all’esterno (tanto il clima qui non richiede questa grande copertura).
Il ragazzo ci viene a riprendere decisamente carburato (sara’ stato l’arrivo di altre due coppie che gli han fatto fare giornata) e ci racconta la storia del sito e gli scavi che hanno permesso la sua scoperta. Ci racconta anche una piccola parte di mitologia per meglio comprendere il significato dei templi o dei vari santuari che incontriamo (scopriamo solamente dopo essere anche lui di Milano trasferitosi qui per via del clima decisamente migliore, un bell’esempio di contro-migrazione o risacca).
La mattinata scorre tranquilla e scopriamo piacevolmente una parte di storia sicula che dovrebbe essere più pubblicizzata, abbiamo il più grande sito archeologico d’Europa e lo nascondiamo agli occhi degli stranieri dietro a fantomatiche storie di mafia che assalta i turisti come facevano una volta gli Indiani con le diligenze dei poveri Yankee, meno male che nel nostro giro abbiamo trovato tante persone che incuranti di queste fantomatiche storie decidono di venire a visitare questa splendida terra portandone con se i bei ricordi che sa donare (e tutti che stanno qui 2-3-4 mesi, ora comprendo quella statistica che lessi tempo fa dove l’Italia era al 5 posto nel mondo come miglior nazione dove trascorrere la pensione dopo il centro America, ovviamente per uno straniero con pensione straniera).
Trascorsa la mattinata facciamo ancora due chiacchiere con il ragazzo dei trenini e poi andiamo al Tempio per assaggiare la pasta con le sarde. Finalmente anche qui troviamo la cucina sicula, tutto di ottima qualità a prezzi modici; pasta con le sarde, pasta alla ricotta salata, cotoletta, patatine fritte, salsiccia ed insalata verde, mezzo di vino ed acqua per 33 euro. Avremmo potuto avere di più ad un prezzo inferiore dato che hanno un menu dove per 10euro hai pasta con le sarde, cotoletta e patatine, più 5 euro il secondo piatto di pasta e 5 euro acqua e vino per un totale di 20 euro. Ce lo ricorderemo la prossima volta, comunque il posto e frequentato dai locali il che la dice lunga, mentre “Il Castello” aveva un solo altro tavolo frequentato da turisti e nessun locale dentro.

I pomeriggio decidiamo di spostarci verso S. Vito passando per Erice, ovviamente facciamo la nostra bella deviazione scegliendo la costa anziché l’autostrada e poi ancora scegliendo di passare in mezzo alle saline dove viviamo un tramonto da cartolina. Nelle saline tra cumuli di sale coperti da tegole, le 3 isole al largo con i mulini in controluce e a completare il sole che scende sullo sfondo. Bellissimo ma puntiamo Erice per sfruttare l’ultima mezz’ora di luce e fare la salita. Iniziamo a salire e notiamo le nuvole in cima, non demordiamo pensando a quanto sarà romantico camminare per un borgo medievale deserto, avvolto in una nebbia fittissima e riscaldato dai lampioni gialli che già si vedono dalla strada. Ovviamente non evitiamo di fermarci a mezza salita per ammirare gli ultimi raggi di sole con Trapani che lentamente si accende nella piana sotto di noi.

 

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Chissà cosa provavano gli abitanti della città vedendo ai loro piedi i fuochi degli eserciti nemici mentre i Dragonici volavano sulle loro teste.. ah no questa e’ un’altra storia. Lasciati gli eserciti alle nostre spalle, laggiù in fondo nella piana puntiamo Erice. Giungiamo in un parcheggio deserto, e ci addentriamo nel borgo; l’atmosfera e’ esattamente quella che si pensava, camminiamo in questi viottoli riscaldati dalla luce dei lampioni mentre la nebbia si mangia tutto il resto; incontriamo i pochi abitanti immersi nei loro compiti ma sempre disposti a donarci un sorriso in questa magica serata e la nostra lista delle cose da rivedere si allunga di una nuova voce. Rientriamo al camper per far mangiare i bimbi, e poi si muoviamo per S. Vito mentre loro si accoccolano nei loro troni. Giungiamo verso le 21 e ci mettiamo alla ricerca dell’area di sosta vicino ai bagni ed alle docce. Troviamo solamente uno spiazzo vicino ai campi da tennis nella zona del porto commerciale ma lo spiazzo e’ tutto tempestato di cartelli di divieto di sosta; decidiamo allora di tornare al parcheggio di fronte all’Internationale Camping Seafood in riva al mare dove parcheggiamo in mezzo agli altri camper e ci mettiamo tranquilli anche noi per andare a trovar Orfeo.

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Mercoledi 9, 2013: S. Vito lo Capo – Castellammare del Golfo

Relax, sveglia alle 6 (inevitabile ormai) e spiaggetta alle 8 mentre delle nubi nere si addensano all’orizzonte ed in breve sopra di noi. Non sembrano minacciare pioggia e la mamma riporta che il paesaggio e’ comunque splendido; alle 10 sono di ritorno pensando ad un bel pezzo di focaccia. La missione focaccia non da gli esiti sperati ma porta comunque una bella busta di arance e due pezzi di pizza con cui consumiamo un pasto leggero prima di partire per Castellammare del Golfo, dove passeremo la notte aspettando di imbarcarci per Genova.
La tappa e’ veloce e purtroppo una strada non percorribile ci impedisce di passare per le montagne costringendoci ad una noiosa strada regionale. In meno di un ora siamo parcheggiati nel giardino di questi signori che hanno deciso di far rendere il loro terreno e meno di mezz’ora dopo, ma non prima di aver recuperato una caciotta da amici loro, siamo in marcia verso il mare per far giocare ancora i bimbi. Il paese e’ carino, viuzze strette ed una spiaggia ricavata con un grande lavoro dell’uomo ci permettono di passare un paio d’ore in relax cercando sassi e conchiglie e tirandoli in acqua. Dopo la spiaggia andiamo a vedere la villa con i giardini e poi lungo un percorso che ci fa passare dal porto e dal castello attraverso un passaggio pedonale a galleria ritorniamo alla piazza principale da cui riprendiamo al via per il camper.

Arriviamo che e’ già buio ed i bimbi già chiedono da mangiare, cena leggera per tutti con frutta verdura ed una pasta ai bimbi ed in breve siamo a nanna.

 

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Giovedi 10, 2013: Castellammare del Golfo – Palermo

Ultimo giorno di Sicilia prima del lento rientro nelle lande ghiacciate. La mattina trascorre tranquillamente facendo giocare i bimbi nell’area sosta in attesa di muoverci verso Palermo dove non possiamo mancare di assaggiare i famosi arancini bomba del Bar Touring.

 

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Venerdì 12, 2013: navigazione

Un giorno ordinario di follia nella desolazione di una nave deserta girovagando tra le facce dei passeggeri nei passaggi ponte frastornati da questo mare grosso. Coloriti cinerei accompagnano mugugnii e sguardi rivolti a terra mentre io ed i bimbi ci godiamo le giostre; quando finalmente sui ponti esterni riusciamo a ridare un colorito fantastico anche alla mamma.
Giunti a Genova ci fiondiamo nel primo panificio che troviamo a prendere dei bei pezzi di focaccia, ma il risultato non ci convince così ne visitiamo un secondo che ci informa una bella focaccia di Recco che ci gustiamo mentre guidiamo in direzione Nord.
I bimbi con la pancia piena ed i corpi stanchi da una giornata intera di gioco si addormentano, le strade sono vuote e prima di trovare una zona dove passare la notte siamo a casa dei nonni a Varese dove dormiamo beati tutti quanti in attesa del grande pranzo di chiusura e poi del rientro a casa.

 

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Quindi?

Quindi è facile! La Sicilia ci ha rapito e ci ha lasciato tanta voglia di tornare.
Abbiamo trovato una terra splendida, visitata in un momento magico senza le orde di turisti a stressare i gestori e la gente del luogo che hanno potuto farci vivere l’accoglienza di cui è capace questo grande popolo.
Forse siamo noi ad essere “di bocca buona” o forse è semplicemente l’Entusiasmo della nuova scoperta, forse anche un sogno che avevamo nel cassetto da qualche anno o ancora le vacanze di cui avevamo bisogno dopo oltre 10 mesi di lavoro intenso o magari è veramente come la abbiamo vissuta; per ora non lo sappiamo, siamo appena tornati, abbiamo ancora vivi nei ricordi tanti, tantissimi momenti e paesaggi su cui dobbiamo ancora riflettere ma che sicuramente ora vorremmo rivivere.
Riguarderemo le foto, riguarderemo i filmati e comporremo il nostro filmino delle vacanze ma sicuramente prima o poi torneremo Sicilia!

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Emanuele Peretti

"Ma i tuoi occhi non si fermano mai!" mi disse un giorno una ragazzina mentre in scooter giravamo per Palma de Maiorca. Quella ragazzina è ora madre di due bimbi ed ancora mi segue. I miei occhi non si sono ancora fermati. Con questo blog vorrei fermare tutti i pensieri che accompagnano i miei viaggi e la mia vita per poterli rileggere quando un giorno sarò obbligato a stare fermo.

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