SPAGNA – Mura

pubblicato in: catalogna, spagna, Viaggi | 0
La primavera è ormai tarda e le giornate si fanno lunghe e calde, ottime per riprendere i nostri giri in giro dopo la grande pausa invernale.
Oggi siamo stati a Mura.
Mura è municipio della regione del Bages, nella provincia di Barcellona, in Spagna. Il paesino si trova nel Parc Natural de Sant Llorenc del Munt i L’Obac,

Metto una mappa perchè questo nome per noi Italiani potrebbe essere difficile da ricordare 🙂

La strada per arrivarci da Barcellona è buona, si può evitare l’autostrada e godersi il panorama. I primi Km sono noiosetti perchè si passano vari paeselli ma passata Terrassa si giunge sul fiume che si addentra nella valle ed il paesaggio inizia a farsi interessante.
Gli ultimi 10Km si fanno leggermente impegnativi per camper di grandi dimensioni non per la strada ma per le tante curve e controcurve che si incontrano, certo non ai livelli della Corsica.

Per il nostro mezzo corto il tutto è abbastanza più semplice ed in mezz’ora stiamo parcheggiando nel parcheggio principale di fronte all’ufficio informazioni.
Mura è una ottima base di partenza per chi ama le passeggiate, da qui ne partono parecchie ed alcune adatte anche a chi ha bimbi piccoli perché sono in piano ed immerse nella natura.

Noi siamo venuti qui principalmente per assaggiare la cucina locale ma non disdegnamo una passeggiata. Dal parcheggio entriamo direttamente nell’ufficio informazioni che ci da una piantina che ci guiderà per un passeggio di circa 2 ore. Ci avviamo e scendiamo per il paese, lo attraversiamo e ci dirigiamo al fiumiciattolo. Prima considerazione, lo chiamerò fiume ma è un ruscello frequentato da colonie di girini!

La rima tappa la facciamo presso un simpatico falegname abile nell’arte del mercanteggio. Come prima cosa regala due trottole ai bimbi e rifiuta la nostra offerta. Vedendoci interessati all’argomento legno ci illustra le differenze tra le tipologie di legno e prova a vendere qualcosa per la casa. La sua tecnica è sopraffina, non parla mai di vendita direttamente, non nomina i soldi ma ci trasmette il suo punto di vista. Tutto ciò che espone sulla tavola da 2 metri di larghezza è fatto da lui nello studio alle sue spalle. Ci sta parlando del suo lavoro, del suo impegno e del tempo che ci mette per fare ogni singolo pezzo. Ci dice perchè sceglie un legno liscio e non uno poroso, perchè lo lavora prima di moldellarlo e del perchè ci tiene ancora a fare un buon lavoro. In questo modo saremo noi a dar valore agli oggetti esposti e non lui.
Questa tecnica è abbastanza pericolosa se ti trovi a che fare con gente senza scrupoli o semplicemente che non vuol capire ma con noi da i suoi frutti. Per casa non ci serve nulla e la mogliettina non trova i ferri (sarebbe meglio dire legni) da maglia del numero che cercava quindi i bimbi vengono nuovamente premiati con una macchinina ed un aereoplanino di legno. Lui ci offre la scrittura del loro nome senza farci pagare l’euro che normalmente chiede.
Questa prima sosta è stata una win-win per tutti, noi abbiamo imparato le tipologie di legno, lui ha guadagnato qualche spiccio in una domenica altrimenti piatta ed i bimbi hanno due nuovi giochi.

Salutiamo il falegname e proseguiamo per la via passando davanti all’ostello in cui andremo a mangiare e raggiungendo il ruscello. I bimbi controllano lo stato dei girini e tutti insieme passeggiamo lungo il suo corso tenendoci il paese sulla sinistra. Dopo una mezzoretta giungiamo alla “Fuente de la era” dove i bimbi dimostrano il loro appetito.
Teoricamente la passeggiata prevede di continuare a risalire il ruscello fino alla “Las cuevas de Mura” ma per oggi non ci riusciremo.
Ci giriamo e rientriamo in paese senza perderci una sosta al parco giochi. Qui per magia sparisce tutto l’appetito dei bimbi.


Passiamo una mezz’orezza a chiacchierare all’ombra delle frasche mentre i bimbi giocano al parchetto e poi ci dirigiamo all’ostello dove abbiamo deciso infine di mangiare. Dentro è un locale di altri tempi. Come entriamo veniamo salutati dai cortesi camerieri e mentre aspettiamo l’addetto ai tavoli diamo un occhio al pozzo vicino al muro. Stranamente c’è un pozzo e con estrema meraviglia come ci affacciamo notiamo che è pieno d’acqua! Una casa con il pozzo interno. Forse erano più case prima e da questo spazio ci hanno ricavato un ostello-trattoria.

Il menu fisso a 19€ prevede 3 portate che si riveleranno di dimensioni molto più che generose. Con due menù si mangia tranquillamente in tre, noi ne abbiamo ordinato uno per i due bimbi e tre per noi e faremo fatica a finirlo nonostante siamo considerate delle buone forchette. I vino rosso della casa scende che è un piacere.

Sono le 4 del pomeriggio. Ritmi spagnoli. Paghiamo ed usciamo per fare una visita alla farm del paese. Non faremo un giro al suo interno ma ci metteremo sotto le frasche a guardare gli animali. I bimbi iniziano ad interagire con essi e così ci mettiamo a cercare foglie da dare alle caprette. Ci perderemo quasi un ora abbondante con i bimbi che si divertono e le “caprette che ci fanno ciao“.

La giornata è finita, ci dirigiamo al mezzo e ci avviamo a casa.
Sicuramente ci torneremo per completare il cammino e per fare la parte lunga che prevede una passeggiata nel parco. Data la facilità del percorso, che confermiamo essere adatto ai passeggini almeno fino alla fonte, sarà la palestra per abituare i bimbi a fare camminate.

E voi se passate di qui lasciate sotto un commento per dirci come vi siete trovati e cosa potremmo vedere la prossima volta che ci andremo!

Buoni chilometri.
E-family 4.0

The following two tabs change content below.

Emanuele Peretti

"Ma i tuoi occhi non si fermano mai!" mi disse un giorno una ragazzina mentre in scooter giravamo per Palma de Maiorca. Quella ragazzina è ora madre di due bimbi ed ancora mi segue. I miei occhi non si sono ancora fermati. Con questo blog vorrei fermare tutti i pensieri che accompagnano i miei viaggi e la mia vita per poterli rileggere quando un giorno sarò obbligato a stare fermo.

Lascia una risposta