Una giornata insieme a viaggiatori e alla Familia Zapp.

pubblicato in: Barcellona, famiglia, long term travel | 0

Giovedì mattina mi alzo, porto i bimbi a scuola e torno a casa rapidamente per portare il cane dal veterinario (otite passata finalmente).

Mi metto a guardare il cellulare e inizio a navigare in internet quando su Facebook vedo un post della familia Zapp che annuncia che il sabato sara’ in una bella libreria qui a Barcellona… Urca! Ho il mercatino di Natale della scuola ma ho veramente voglia di conoscere questa familia, come fare?

Niente di più facile: ho inviato un messaggio spiegando la realtà dei fatti e che mi sarebbe piaciuto molto poterli incontrare. 

Sapete cosa mi hanno risposto? Da bravi argentini mi hanno invitato ad un BBQ! 

Così eccomi a domenica.

Mi sveglio la mattina, faccio un paio di cose di casa (anche di domenica) e poi mi metto a preparare la mia buonissima torta di mele. Ci prepariamo ed usciamo. 

Orario stabilito non c’era … l’accordo era per pranzo. 

Arriviamo a Barcellona alle 13.30, i bimbi in camper iniziavano a chiedere da mangiare e il parcheggio neanche a pagarlo. 

Lascio il Westfy selvaggio per strada e mi avvio verso l’entrata del posto per capire come funziona la cosa. 

Mi incontro direttamente con Hermann (il papa’) che mi accoglie a braccia aperte contento e felice della vita. Gli spiego che devo parcheggiare “la furgo” e lui mi dice di aspettare due minuti. Entra ed esce con un mazzo di chiavi in mano e mi indica di seguirlo. 

Da non crederci, posso parcheggiare il camper dentro al posto dove siamo stati invitati, non devo cercare parcheggio … fantastico!

Ma ce la farò a parcheggiare? 

No.

Dovevo entrare di sedere tra un muro e dei paletti il tutto sopra un marciapiede, dopo un paio di tentativi sapete cosa ho fatto? Ho ceduto le chiavi e lui che molto gentilmente e con nonchalance me lo ha parcheggiato perfettamente. Grazie!

 

Il nostro Westfy in mezzo ad altri mezzi itineranti. Qui davanti le moto di “Diario de um Capacete” e di “Piteus Paco”

 

 

 

Dopo aver recuperato chiavi, bambini, cane e cibo, inizio ad inoltrarmi nel giardino. 

Mi sentivo un pesce fuor d’acqua, gente che parlava argentino, uruguaiano, venezuelano, spagnolo e inglese. Voi direte, ma perché elenchi tante lingue? Qui c’è solo inglese e spagnolo. Ed è qui che vi sbagliate, l’intonazione, la cadenza ed alcune parole sono differenti; per esempio ho scoperto che gli argentini la torta la chiamano “torta”, non “pastel” .. fantastico, come in italiano! 

Le persone presenti al petit comité sembra si conoscano da anni e parlando animatamente uno con l’altra creavano un’ atmosfera veramente familiare, di amicizia profonda. Hernán e Cande erano sempre attorniati da un paio di persone girando per il giardino e tra i presenti ma sempre ben attenti a che ognuno si sentisse parte del gruppo e non lasciato lì, abbandonato/a a se stesso/a.

Ad ogni modo avevamo fame ed in realtà dopo aver lasciato il nostro cibo in mani esperte per la cottura, ci siamo buttati a capofitto sul cibo che già c’era. 

Ognuno degli invitati aveva portato qualcosa per se e per condividere, è stato bello vedere le varie culture distribuite in tavola, formaggio e cotogna ma soprattutto calçots (tipici piatti catalani), salsa chimichurri (salsa tipica argentina e uruguaiana), la mia buonissima torta di mele italiana e tanto altro che non sono riuscita ad assaggiare. 

Il tempo è passato e stavo quasi per andarmene quando iniziano a chiedere il silenzio e da lì la giornata è cambiata totalmente.

 

Herman e Cande ringraziando tutti i presenti (scusate le foto orribili, ma mi sono proprio goduta il momento. Loro sono sempre super allegri e purtroppo non sono riuscita ad immortalare bene la loro gioia di vivere)

 

 

Alla fine mi sono ritrovata a parlare con persone fantastiche che hanno un sacco da raccontare, da condividere ma soprattutto da insegnare. Sono tutte persone ispiratrici, chi in moto, chi a piedi o in bicicletta, chi come noi in “furgoneta” o in macchina come la familia Zapp. Ovunque vadano loro incontrano sempre persone che curiose di capire come vivono la vita, sono pronte ad aiutarli e ad accoglierli, amici che si trovano al momento ma che dureranno per tutta la vita e che lo terranno nel cuore per poter trovare se stessi.

Ogni viaggiatore avrà il suo motto di vita … voi cercate il vostro!

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La Elli

"Ma i tuoi occhi non si fermano mai!" dissi un giorno ad un ragazzo mentre in scooter giravamo per Palma de Maiorca. Quel ragazzo è ora padre di due bimbi ed ancora sono al suo fianco. In tutti questi anni ho imparato a viaggiare con occhi diversi. Grazie ai vari cambiamenti che abbiamo avuto e grazie anche ai nostri meravigliosi figli, vorrei poter passare la mia passione della scoperta di culture e lingue nuove, cibi e posti nuovi e trasmettere che in ogni nostro piccolo gesto quotidiano ho imparato a fare di ogni giorno una nuova avventura.

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