America on the road – Nord Carolina

Abbiamo attraversato il North Carolina e ci ha lasciato un segno indelebile.

Il nostro ingresso in Nord Carolina ci ha fatto conoscere Jimmy “deep pockets” della Tac. Ci siamo fermati alla classica area informazioni che si trova sulle highway in ingresso allo stato. Ci siamo fermati per sfruttare la WiFi e chiedere qualche informazione su aree di sosta consigliate, campeggi e regole per la sosta notturna.
Il Wifi andava alla grande, le signore dell’area di sosta ci hanno consigliato la Croatan National Forest mentre per la sosta notturna ci hanno detto che non é vietata ma é possibile che nella notte ci facciano spostare. Niente di nuovo sotto il sole, ovviamente bisogna scegliere luoghi corretti. Comunque noi ancora non sapevamo che il destino aveva giá scelto dove avremmo dormito.
Di fianco all’area di sosta con ufficio informazioni c’é un concessionario di trailer a cui ci siamo rivolti per vedere se riusciva a trovare un adattatore che ci permettesse di ricaricare le nostre bombole di gas tedesche presso i fornitori americani. Elisa con la sua solita faccia tosta riesce a farsi dare il permesso di parcheggiare per la notte tra i suoi trailer in esposizione, parcheggio pattugliato dalla polizia per cui massima sicurezza. Apro una piccola parentesi, per il momento non c’è mai stato un solo momento dove ci siamo sentiti in pericolo. Mai una singola volta.

Jimmi intanto si fa una grassa risata guardando le nostre bombole, non sapeva esistessero bombole tanto piccole (noi usiamo quelle da 3Kg) peró non perde un minuto e si mette alla ricerca del pezzo. Anche sua moglie è rimasta incredula riguardo alla dimensione delle nostre bombole, proprio vero che qui è tutto piú grande… o forse in questo caso il nostro camperino è proprio “ino” in tutto 😉
La ricerca non da i frutti desiderati per cui salutiamo ed andiamo a parcheggiarci vicino al centro informazioni per cui WiFi a disposizione, parcheggio controllato dalla polizia e tanta voglia di riposare. Anche il Nord Carolina si presenta decisamente accogliente ed ospitale, come il Virginia ed ancora il Maryland prima di lui.

TAC, North Carolina

 

Wrights Brothers National Monument e le Outbanks

Siamo ad un’ora di strada da Kill Devid Hills dove i fratelli Wright vissero 4 anni in una baracca a lanciarsi da una collina di sabbia per perfezionare la loro macchina volante; il loro impegno e la loro perseveranza li premiò ed alla fine riuscirono a fare quattro voli uno piú controllato dell’altro segnando una pietra miliare nella storia del genere umano. Quella famosa macchina volante che indirettamente ci ha permesso di fare questo viaggio (in barca qui probabilmente non ci saremmo venuti).

Wright_Brothers_visitor_center
Il monumento ai fratelli Wrights si trova nelle Outbanks; le Outbanks sono una striscia di sabbia nell’Oceano Atlantico attraversate da una highway collegata alla terra ferma da ponti e traghetti.

jockey_s_ridge_park_outbanks

Noi siamo entrati dal ponte di Southern Share, uno dei tanti ponti altissimi che attraverseremo nel nostro viaggio. Sono veri e propri slanci nel cielo, ricordo ancora il primo che vidi. Ad un certo punto subito dopo un casello inizia una coda pesante. Noi buoni buoni ci infiliamo in mezzo alle macchine ed iniziamo a seguire il flusso costante. Io in lontananza vedo qualcosa di bianco perso nel cielo con qualcosa di luccicante sopra e vuoi per la considerevole altezza, vuoi per la sottigliezza della striscia bianca penso involontariamente alle montagne russe pensando: “Te va che spettacolo quelle montagne russe, ad avere il tempo un giro la in alto andrei a farmelo.”

ponte_maryland
Ecco non potevo immaginare che quella sottile striscia bianca era in realtà il ponte mentre quegli scintillii erano le macchine che lo stavano attraversando. Incredibile, a trovarcelo lì davanti faceva veramente paura. Era alto, molto alto, senza corsia di emergenza, completamente pieno di auto e totalmente inaspettato. Elisa alla guida inizia ad entrare “leggermente” in panico, io disinvolto le racconto due sciocchezze aspettando la fase finale; fortuna che la mia tattica ha funzionato. Elisa senza pensarci completa l’attraversamento ed il tutto si conclude con una bella risata liberatoria. Per una che da poco ha ricominciato a guidare in autostrada dopo un brutto incidente che abbiamo avuto anni fa direi che é stata una gran prova superata a pieni voti.

Si diceva che siamo entrati nelle Outbanks da un ponte e si pensava di uscirne col traghetto a sud; ci sono solamente 3 traghetti al giorno e l’ultimo alle 16:00. Noi tra la visita ai fratelli Wright ed una mangiata di granchio che qui è un piatto tipico immancabile lo abbiamo perso. Per cui optiamo per uscire da un secondo ponte a Whalebone. La strada a questo punto taglia attraverso l’Alligator River National Refugee seguendo tutta la Albemorle Sound Bay terminando nella highway 17 che si spinge a sud fino in Florida.

ponte_whalebone
I paesaggi qui sono emozionanti, la natura la fa da padrone incontrastato. Ogni tanto si intravede una casa lottarci contro ma appena l’uomo si distrae ecco che le sue valide creazione ne vengono immediatamente inglobate per scomprarire al suo interno. Io mi auguro che un giorno questa lotta nata nei temi immemori cessi e si trasformi definitivamente in una forma di collaborazione dagli effetti benefici da entrambi i lati. Le tecniche per poterlo fare ormai le dominiamo.

Arrivati nuovamente sulla 17 imbocchiamo a sud direzione Croatan National Forest, é qui che vorremmo dormire e speriamo di arrivare in tempo per chiedere informazioni ai ranger. Sappiamo che ci sono vari campeggi e sappiamo che é possibile fare anche dispersed camping ma non conosciamo le coordinate.
La strada é lunga, qui 150Km si fanno in 2 ore e mezza per via dei limiti molto bassi. Chi viaggia con bimbi sa che 2 ore e mezza diventano facilmente 4 per cui noi arriviamo nella foresta che ormai é buio ed i ranger sono giá a casa a bersi una birra in conclusione della loro giornata di servizio. Poco male, ci addentriamo nella foresta seguendo i segnali di un campeggio, lì qualcuno a cui chiedere ci sará.

 

Croatan National Forest

Arriviamo ed incontriamo la terza persona del nostro viaggio ed anche lei si prodiga in mille azioni per venirci incontro. Giunti al campeggio troviamo la barra giú ma ci sono gli occupanti di un mega camper intenti a grigliare. Scendiamo ed iniziamo a chiedere informazioni ed ecco che scopriamo essere i proprietari del campeggio che vivono lì coi loro due figli in questo mega camper. Il campeggio è chiuso ma vedendoci stanchi del viaggio ci aprono la sbarra e ci fanno entrare senza neanche chiederci un ingresso. Ci offrono di aprirci i bagni e di farci allacciare alla 110V ma noi non vogliamo approfittare troppo della loro ospitalitá per cui li ringraziamo ed andiamo a dormire. In tutto ció guadagniamo anche una cartina della foresta con annessa lista dei campeggi con relativi servizi offerti.Croatan_National_Forest

L’indomani mattina ci spostiamo all’area gratuita lì vicino per stare fermi un intero giorno a riposare. Abbiamo già percorso 1000Km negli ultimi 3 giorni che per noi, abituati a tappe di 200-250Km non tutti i giorni è tantissimo.
L’area di sosta gratuita ci fa entrare in pieno dentro la definizione di viaggio on the road in una nazione attrezzata ed organizzata per fartelo fare. Ci sono 6 posti per RV gratuiti, latrina, tavoli da picnic, sentieri per sgranchirsi le gambe dopo tanto guidare e fontanella con acqua potabile.

croatan_national_forest

 

Vicino a noi arriva una macchina ed il suo occupante si mette li a dormire, probabilmente spezza un viaggio bello lungo anche lui. Io questo popolo inizio veramente ad amarlo. La nostra notte passa tranquilla, le temperature sono ancora basse per come siamo attrezzati noi per cui durante il giorno tra un gioco ed una mini passeggiata studiamo la prossima tappa a sud. Sud Carolina e la Francis Marion National Forest!

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Emanuele Peretti

"Ma i tuoi occhi non si fermano mai!" mi disse un giorno una ragazzina mentre in scooter giravamo per Palma de Maiorca. Quella ragazzina è ora madre di due bimbi ed ancora mi segue. I miei occhi non si sono ancora fermati. Con questo blog vorrei fermare tutti i pensieri che accompagnano i miei viaggi e la mia vita per poterli rileggere quando un giorno sarò obbligato a stare fermo.

2 Responses

  1. Romina

    Mi fate rivivere passo per passo tutte le emozioni e i pensieri che hanno accompagnato il nostro viaggio.
    Buenas Ondas
    Romina

    • Emanuele Peretti

      Mi fa molto piacere sai. Ti dirò sapevo che sarebbe stato un bel viaggio ma non avrei mai immaginato che sarebbe stato così emozionante. Siamo qui da due settimane ma ci sembra di essere già qui da un mese. É incredibile come anche una semplice giornata di commissioni alla fine si riveli essere una giornata speciale.

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