America on the road – Sud Carolina; case coloniali, piantagioni di cotone e spiagge infinite.

Ci siamo lasciati la Croatan National Forest dietro di noi, e ci siamo rimessi in marcia sulla Highway 17 direzione sud. Lasciamo il Nord Carolina con tanta voglia di visitarlo a fondo ed entriamo in Sud Carolina puntando la Francis Marion National Forest.

Francis Marion National Forest

Poco sopra Charlotte si apre una foresta di 50 miglia di larghezza per 60 di lunghezza che parte dal mare ed entra verso i laghi ed il Congaree National Parc, un parco nominato anche dalla Lonely Planet. La Francis Marion è una foresta molto frequentata e con varie possibilità di pernottamento sia dispersed, come piace a noi, che a pagamento, per usufruire di qualche servizio in più.

Una nota veloce sul disperse camping. Il Dispersed camping potete vederlo come un campeggio gratuito con pochi servizi se non nessuno. Sono sempre ben definiti ed i Ranger hanno delle mappe su cui sono ben segnalati.

 

 

 

 

 

Noi facciamo principalmente sosta in disperse camping per godere a pieno della natura ma anche per tenere basso il budget dovendoci fermare qui in America per sei mesi e poi in Canada per altri due. Comunque un paio di volte a settimane entriamo nei campeggi normali per fare delle belle docce lunghe, bollenti e ristoratrici.

Scoiattolo
Scoiattolo

In questa foresta arriviamo alle 16.15 giusto in tempo per andare dai Ranger, comprare l’American the Beautiful Pass che ci darà accesso tutti i parchi e le foreste d’America per un intero anno al prezzo di 80$. Ci facciamo dare una mappa della foresta e scegliamo il primo posto in cui dormire. Avendo guidato tutto il giorno ed essendo già buio scegliamo il campeggio più vicino: si dorme all’halfway creek, un disperse camping posizionato a metà del trail principale che taglia la foresta per la larga. 50 miglia di trail ben segnalato fattibile in 16 ore di camminata spedita (a quanto dicono loro, io sfido chiunque a spararsi 75Km a piedi in 16 ore con zaino e tenda).

L’area è praticamente un parcheggio, non da alcun tipo i servizio se non degli spiazzi dove fare il classico falò, in effetti come arriviamo vediamo 4 macchine ed un camper tutti a chiacchierare attorno al fuoco. Non stasera, non abbiamo voglia di andare a far legna al buio e siamo veramente stanchi.

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La mattina finalmente la temperatura si alza, siamo intorno ai 16 gradi per cui si va a fare una camminata lungo il sentiero. Quando siamo arrivati non abbiamo visto che tra gli alberi intorno a noi ci sono 6 tende, secondo me è proprio l’idea di campeggio nella natura. La camminata dura una mezz’oretta, il sentiero è ben segnalato, ampio e molto facile per cui i bimbi si divertono. Ne ho approfittato per fare un po’ di matematica per insegnare insegnando al grande a convertire le miglia in chilometri (moltiplicazione) e successivamente calcolare i giorni necessari a percorrere 75Km camminando 4 ore al giorno, e poi 8 ore al giorno. Stiamo facendo home schooling ed abbiamo deciso di approfittare delle occasioni che si presentano per insegnare le varie materie piuttosto che fissare delle ore durante la giornata da dedicare all’insegnamento. Per il momento sta funzionando bene. Quando camminiamo o quando pensiamo alla spesa si fa matematica, quando segniamo le cose da comprare si scrive, loro già leggono da soli le storie corte mentre il grande si sta leggendo il piccolo principe (lo ha deciso lui da solo). Usiamo la dama per capire le conseguenze e tutto il viaggio per fare esperienze in genere. Stanno anche iniziando ad imparare le prime parole in inglese, e siamo in giro da neanche una settimana. Come si diceva mezz’ora di cammino è diventata mezz’ora di matematica divertente. Mente sana in corpo sano.

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Prima notte in disperse, dopo quasi una settimana in viaggio è il momento di andare in campeggio e rilassarci per bene. Ci spostiamo al Buck Hill direttamente sul mare,lo segnalano come campeggio ma secondo me è più una magnifica area di sosta. Le piazzole sono enormi, qui hanno trailer da oltre 10 metri e noi col nostro Wesfino ci sguazziamo. Ognuna ha la colonnina della 110V (purtroppo per noi non possiamo attaccare il camper), ogni piazzola ha la fontanella con acqua potabile ed i bagni sono riscaldati con acqua calda. Doccia tutti quanti! Una bella, abbondante, bollente doccia ristoratrice. E poi si va a Charlotte a cercare una lavanderia a gettoni.

Lavanderia a gettoni
Lavanderia a gettoni

 

E che fai vieni in America e non vai in una lavanderia a gettoni? E non ne troviamo una qualsiasi, non una di quelle super tecnologiche, con WiFi, nel quartierino Inn bella sciccosa. No, noi ne troviamo una nel sobborgo nero di Charlotte gestita da una cinese che ci guarda allibita quando entriamo, due bianchi con bimbi al seguito in una tiepida mattina invernale (ma non dovrebbero essere a scuola?) che come prima cosa le chiedono come funziona fare le lavatrici. L’abbiamo scioccata, chissà quando è stata l’ultima volta che qualcuno le ha chiesto qualcosa di simile. Comunque non ci scoraggiamo, mentre lei balbetta qualcosa io mi guardo intorno e non ci metto molto a capire che devi mettere 13 quarti di dollaro il cotone, e 7 quarti di dollaro la lana, il sapone lo metti da sopra, schiacci la temperatura e poi schiacci il tasto verde. Abbastanza facile dai. E poi le asciugatrici, un quarto di dollaro per 6 minuti di asciugatura. Niente male. Alla fine con 7 dollari laviamo ed asciughiamo tutto ciò che avevamo di sporco. Intanto la prima botta, pensavo di avere la bombola di scorta piena ed invece è vuota!! Mannaggia siamo senza gas, e non abbiamo ancora ricevuto l’adattatore per caricare le nostre bombole per cui panini e poi prenderemo un fornelletto che ci aiuterà a mangiare i prossimi giorni mentre dall’Italia arriva l’adattatore.

Charlotte skyline
Lo skyline di Charleston.

 

Charleston

Charleston sorge sul delta di due fiumi (il fiume Cooper ed il fiume Wando) che si collegano poco prima di arrivare nell’Oceano Atlantico. In questo delta è sorto un porto in cui anticamente lavoravano i neri ed ora entrano ed escono navi mercantili.

Le due sponde sono collegate da un mega ponte a cui andiamo a dare una occhiata moderne. Se vi è mai capitato di vedere una nave di queste piena di container potete immaginare quanto sia alto questo ponte. Su una nave alta 8 metri si caricano 6 livelli di container alti 2 metri l’uno. Di conseguenza il ponte è un bel bestione alto almeno 30 metri, uno spettacolo.

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La nostra idea originale era di scappare a sud in Florida per cercare il caldo, oggi qui siamo al 29 di Gennaio e ci sono 22 gradi. Noi restiamo qui e ci godiamo la foresta mentre troviamo un ufficio UPS a cui far spedire il pezzo che aspettiamo e che ci telefonerà appena gli arriva. Allora andiamo a vedere il secondo disperse camping nella Marional National Forest ad Honey Hill. Questo è molto più bello. Le piazzole sono segnalate, ovviamente enormi, tavolo e posto per il falò. Oggi però non ci perdiamo l’occasione e si accende il fuoco su cui grigliamo le salsicce, qualche zucchina ma non avendoci pensato prima non abbiamo i Marsch Mallow! Ma ci rifaremo.

La fauna della Francis Marion National Forest.

Questa zona è molto frequentata dalla fauna locale. Abbondano gli scoiattoli e la mattina sentiamo l’inconfondibile battere di un picchio, molto vicino a noi. Troppo vicino per non tirar fuori la macchina, montare il teleobiettivo da 300mm ed andare a cercarlo. Ci metto un’ora circa ma alla fine lo trovo su un albero a 10 metri dal nostro camper. Resto li ad osservarlo un paio d’ore affascinato dal suo modo di fare colazione. Durante tutta la sua operazione mandava richiami ad un secondo picchio su un albero li vicino. Picchiava uno e cantava l’altro, picchiava l’altro e cantava il primo fino a quando il secondo smette di cantare. Ecco che il picchio li vicino a me smette di picchiare e si mette prima su un albero alto e subito dopo sotto ad un ramo. Io in un primo momento non capisco ma poi vedo l’ombra di un rapace volare alta sopra di noi mentre scende in una lenta spirale fino all’altezza del picchio. E’ uno splendido esemplare di avvoltoio turco che gira un paio di volte intorno all’albero da cui arrivavano i richiami per poi andarsene probabilmente non soddisfatto della vista. Il picchio ritorna al suo posto e ricomincia a picchiare mentre il secondo ricomincia a cantare. Ora mi è tutto più chiaro, si fanno da vedetta nella continua lotta della natura dove il più debole diventa cibo per il più forte.

Francis Marion National Forest wildlife

Francis Marion National Forest wildlife-2

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Queste foreste sono piene di vita, di una vita che noi navigatori esperti di città non conosciamo. Si cantava che era il mare a farci un po’ paura ma io ho provato a stare a 2 metri da camper, senza una torcia in una buia notte senza luna e vi assicuro che dal terreno non sale solo una umidità pungente ma anche un sottile filo di terrore che stringe sempre più man mano che sale. Ammetto che non sono riuscito a stare li da solo nel buio più pesto, quel buio che diciamo di non temere ma che che scacciamo dalle nostre confortevoli città piazzando lampioni ogni 8 metri. Quella paura naturale che non sentiamo più ormai ma che vive ed è pronta a bussare alla prima occasione buona. Ammetto che non ne conosco di preciso la fonte, sarà che non conosco la foresta e non so cosa aspettarmi, sarà che questo buio pesto non lo vedevo da troppo tempo ormai. Mi son ripromesso di riprovare a sedermi la fuori di notte, in una notte senza luna e senza torcia a rimirar le stelle. Anche perché qui sono tante.

Bulk Hall RV recreation area - Orion

Congaree National Park

La nostra sosta un Sud Carolina si protrae togliendo tempo al prossimo stato. Avevamo pensato di saltare la Georgia ma abbiamo scoperto un paio di cose interessanti per cui il mese che avevamo pianificato in Florida si accorcerà a due settimane. Dato che la Francis Marion è stata visitata abbondantemente decidiamo di spostarci a Columbia per visitare il Congaree National Park e fare il suo cammino circolare su passerella in legno.

Congaree National Park-3

Il cammino ha 20 punti da cui si possono osservare i particolari del parco ed impararne la storia e le sue caratteristiche.

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Lollobie Pine, pini marittimi alti 50 metri che svettano sopra una foresta di alberi bicentenari alti fino a 40 metri. Tronchi larghi un metro e mezzo dentro cui sta scritta la storia degli ultimi 200 anni con dettagli come incendi, livello delle precipitazioni e temperature medie.

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Uccelli predatori come gli avvoltoi turchi ed ovviamente le loro prede preferite.

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Abbiamo assistito ad un loro pasto con cui la Natura ci ha mostrato la sua spietatezza. Qui dentro il debole diventa il pasto.

Un giro che si fa in due ore circa con la possibilità di una bella sosta ristoratrice sul fiume.

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Suoni nuovi, animali nuovi, piante nuove, storie nuove di ossessioni e passioni (il fondatore di questo parco e le due tribù che lo vivevano anticamente), cibi nuovi (c’è una pianta dalle cui ghiande gli indiani ed i primi coloni ricavavano la farina). Insomma due ore che hanno riempito la giornata di tante belle emozioni.

Isle of Palms

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Il Sud Carolina non è solo foreste, parchi e piantagioni di cotone. All’Isle of Palms abitano i ricchi d’America, probabilmente non i ricconi come in Florida ma comunque queste case private con accesso alla spiaggia non costano meno di 2 milioni di dollari. Oppure in multiproprietà con 30.000 dollari se ne può usufruire per 4 settimane l’anno.

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Purtroppo il forte vento rovina leggermente la giornata che comunque offre sole e cielo terso. La spiaggia è immensa sia in lunghezza che in larghezza (la mattina c’è bassa marea).

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I bimbi giocano coi gabbiani, noi cerchiamo 15 conchiglie nere e 15 conchiglie bianche per fare una dama reale e l’Oceano ci dona resti della vita che prospera in lui.

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Su queste isole c’è Thompson Park. Questo mini parco, un parcheggio più che altro, offre una vista mozzafiato. I canali convergono tutti qui formando correnti marine letali per cui è vietato fare il bagno, praticare il surf ed il kite-surf. Dai canali che si ricollegano all’Oceano entrano i pesci ed i delfini insieme a loro, le correnti li portano in questo delta  e con la bassa marea restano tutti qui intrappolati per cui in questo pezzo di Oceano largo non più di un campo di calcio si possono trovare appunto delfini, pellicani, aironi, strani uccelli che non avevamo mai visto e tartarughe marine.

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Isl of Palms

Su questa spiaggia abbiamo incontrato due persone davvero squisite. Mentre noi preparavamo un pranzo un signore si avvicina, bussa al vetro, chiede scusa per averci disturbato ma ci fa notare la presenza dei delfini dicendoci che forse ai bimbi avrebbe fatto piacere vederli. Che carino che è stato. Si è subito allontanato tornando in macchina al riparo dal vento a godersi anche lui lo spettacolo.

Delfini a riva

Da questa foto si notano le dimensioni compatte del delta. Questo era solo uno dei vari delfini intrappolati qui dentro a caccia di pesci in attesa dell’alta marea grazie alla quale potevano tornare in mare aperto.

Mentre scattavo queste foto si avvicina un ragazzo sui 25-30 anni con un pupazzo arancione. Stava facendo vedere il posto dove era cresciuto al suo pupazzo, io non mi scandalizzo, ognuno ha le sue stranezze. Fatto sta che mi vede scattare le foto e si mette a seguire il delfino che avevamo li a meno di 10 metri. Io attacco una chiacchiera facendogli notare gli altri esemplari e lui contraccambia raccontandomi i vari posti da cui si possono avere splendide viste sia su Charleston (da cui ho scattato la foto dello Skyline) che sulle isole li in zona.

Ci salutiamo e facciamo un salto a questo Melton Peter Demete Park. Li in zona c’è anche un Walmart in cui dormiremo per essere pronti a fare la spesa al mattino presto e goderci un’altra giornata super emozionante. Si avvicina il compleanno del piccolo Eric!

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Gran bella dritta ci ha dato il ragazzo col suo orsetto arancione.

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Emanuele Peretti

"Ma i tuoi occhi non si fermano mai!" mi disse un giorno una ragazzina mentre in scooter giravamo per Palma de Maiorca. Quella ragazzina è ora madre di due bimbi ed ancora mi segue. I miei occhi non si sono ancora fermati. Con questo blog vorrei fermare tutti i pensieri che accompagnano i miei viaggi e la mia vita per poterli rileggere quando un giorno sarò obbligato a stare fermo.

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