America on the road – Virginia

Il verde della Virginia

Il verde della Virginia è forte e penetrante come il fumo del tabacco che qui ancora si produce. La Highway che stiamo percorrendo attraversa delle terre emerse in mezzo all’oceano; siamo su una lunga e stretta striscia di terra, interrotta di tanto in tanto dal mare e ricollegata dalle mani sapienti dell’uomo che ha costruito splendidi ponti. I locali questa zona la chiamano “le isole” ed il governo ne ha approfittato per creare una mini riserva chiamata ASSATEAGUE ISLAND.

Noi tutta questa zona la attraversiamo velocemente nella nostra fuga a sud, non siamo attrezzati per il freddo e qui, a Gennaio, la notte ghiaccia e di giorno si hanno 6-8 gradi, troppo pochi per il nostro equipaggiamento.

Siamo lontani dalle grandi città e la natura si mette in mostra con i suoi grandi rapaci che volteggiano sopra  di noi, i conigli che arrivano fino a bordo strada e qualche segnale di orsi qui e la.

La percorriamo tutta e torniamo sulla terra ferma facendo un ponte-tunnel di quasi 30 miglia di lunghezza. Il mare poco profondo ha agevolato la costruzione e due tunnel sotterranei permettono alle barche di entrare ed uscire dalla baia.

Dopo il ponte atterriamo velocemente Norfolk e costeggiamo il Great Dismissal Swamp. I boschi che si aprono sulla nostra destra sono splendidi, la voglia di entrare dentro seguendo una di quelle stradine che sfuggono alla vista dopo i primi metri è tanta e devo ammettere che un paio di volte sono stato li per li per proporre di passare la notte li dentro. Brevi ricerche in internet mi hanno fatto segnare un paio di posti dove i cacciatori passano la notte tra una battuta e l’altra però vogliamo andare a sud e quindi desisto. Scoprirò solamente dopo che dentro quei boschi non ci sono solamente cervi ma anche orsi, tanti orsi e che sostare la notte potrebbe essere fonte di incontri belli pelosi e bruni.

Qui in Virginia si entra in Dixieland, dove iniziano gli stati del sud. Vi ricorda niente questa bandiera pecorelle smarrite? 😉

Virginia, dixieland.

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Emanuele Peretti

"Ma i tuoi occhi non si fermano mai!" mi disse un giorno una ragazzina mentre in scooter giravamo per Palma de Maiorca. Quella ragazzina è ora madre di due bimbi ed ancora mi segue. I miei occhi non si sono ancora fermati. Con questo blog vorrei fermare tutti i pensieri che accompagnano i miei viaggi e la mia vita per poterli rileggere quando un giorno sarò obbligato a stare fermo.

3 Responses

  1. Clelia

    Ciao, Emanuele, sto leggendo il tuo blog con molta partecipazione: tra qualche mese dovrei riuscire a portare anch’io il mio camper in Nord America e sono a buon punto con l’organizzazione, ma ancora non ho trovato il modo di fare l’assicurazione RCA; puoi darmi tu un suggerimento? Hai nominato la Thum Insurance, l’hai usata? Grazie mille e buon proseguimento!

    • Emanuele Peretti

      Ciao Clelia, innanzitutto grazie per seguirci sin contento che i nostri sacrifici siano di aiuto anche ad altri. Noi alla fine abbiamo usato la Rhum. Preparati perché é parecchio cara ma onestamente i 3 agenti che ho trovato si appoggiavano tutti alla Thum. Se trovi altro fammi sapere che aggiorno il post e provo a farla per la seconda parte del viaggio.

  2. Clelia

    Grazie a te! Tutto quello che sto leggendo sul vostro blog è utilissimo e appassionante, continuo a seguirvi e chissà che non ci incrociamo!..

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