Valencia, 10 anni dopo il parco Gulliver nel letto del fiume

O forse qualcuno di più.

Questa città la visitammo ormai 15 anni fa girovagando zaino in spalla io e la mia compagna. La vacanza più bella della nostra vita. Non avevamo niente a parte il nostro zaino e qualche busta Knorr come scorta. Allora visitammo l’Oceanografic per poi dirigerci a Palma de Majorca. In quel passato fu per noi una città di passaggio e come allora anche questa volta è rimasta una città di passaggio.

Nel nostro viaggio pasquale verso sud abbiamo scelto Valencia come prima sosta. Ci siamo fermati nell’area La Caletta per pochi euro a 5Km dall’uscita sud della città. Questa sosta ha senso secondo me. Hai un bus che ti porta in città, hai una ciclabile per gli amanti della bicicletta, attraversi la strada ed entri in una zona ben segnalata che porta ad una spiaggia immensa e a soli 200 metri inizia un paesino con dei ristorantini economici dove gustarsi una paella coi fiocchi. Ricordiamo che Valencia è la città della paella. Noi scegliemmo la spiaggia per fare una prima passeggiata e liberarci dello stress del lavoro. Vi lascio tutti i riferimenti e da Google Maps potrete farvi una idea migliore della sua posizione.

 

area_sosta_camper_la_caletta
Area sosta camper la caletta, Valencia. Spagna.

 

E come ogni città di passaggio che si rispetti ci fermammo anche al ritorno, questa volta però per visitare la città e vedere quanto fosse cambiata. Il mattino alle 10 abbiamo lasciato l’area e siamo andati a parcheggiare nella via di ingresso all’Oceanografic (39.451268, -0.342800) dove il solito parcheggiatore non ti chiede nulla, sta a te scegliere cosa dargli. Come del resto sempre nella vita, siamo noi a scegliere. Io me la prendo facile, oggi non ho voglia di pensare e poche monete passano da una tasca all’altra.

Coi bimbi ci avviamo verso quello splendido spazio verde creato nel letto del fiume ora sotterraneo. 15 anni fa qui non c’era nulla. Non c’era il Museo della Scienza. Non c’era l’osservatorio. Non c’era il parco e neanche il fiume. Quello già non c’era. La pioggia di Euro aperta dalle banche spagnole in vista della crisi ha permesso di costruire grandi cose, speriamo ora riescano a mantenerle.

Valencia, parco nel letto del fiume

 

Il parco è veramente un oasi, e di rientro da 6 giorni di deserto andaluso è proprio il caso di dirlo. L’enorme fontana crea specchi d’acqua che allietano la vista. La passeggiata è semplice e noi decidiamo di percorrere tutto il parco in direzione centro per cercare uno spazio giochi per i bimbi. Sono le 11 di mattina ma È appena cambiata l’ora quindi per molta gente sono ancora le 10 e si vede, siamo in pochi a camminare per strada. Attraversato il parco con fontanelle per bere e bagni pubblici passiamo vari ponti e giungiamo al parco giochi.

 

Valencia, parco giochi di Gulliver

 

Questo è un sogno per i bimbi di tutte le età. Il parco È la ricostruzione di Gulliver sdraiato sulla spiaggia in misure enormi. Sarà lungo almeno 25 metri, alto 4 e le pieghe dei vestiti sono scivoli di tutte le dimensioni e forme. Anche una scarpa fa da scivolo coperto. Per chi ha dei bimbi (ma abbiamo visto divertirsi anche dei ragazzi) è una sosta da non perdersi. Si fa presto ora di pranzo e ritorniamo al camper. Pranziamo li a bordo strada, una strada con poco passaggio e mentre una Ferrari fa avanti e indietro consumiamo il pasto. Poi scattiamo la stessa foto che facemmo 15 anni fa e via direzione casa.

 

Se ci passate fateci sapere come vi siete trovati.

Buon viaggio.

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Emanuele Peretti

"Ma i tuoi occhi non si fermano mai!" mi disse un giorno una ragazzina mentre in scooter giravamo per Palma de Maiorca. Quella ragazzina è ora madre di due bimbi ed ancora mi segue. I miei occhi non si sono ancora fermati. Con questo blog vorrei fermare tutti i pensieri che accompagnano i miei viaggi e la mia vita per poterli rileggere quando un giorno sarò obbligato a stare fermo.

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